Il 14 ottobre del 2001 è una delle giornate più tristi e imbarazzanti della storia del ciclismo italiano. Quel giorno si sono disputati i Mondiali di ciclismo su strada. La nazionale italiana, piena zeppa di campioni, era tra le favorite. Gilberto Simoni ha attaccato sulla salita finale e pareva ormai lanciato verso il successo iridato, ma ad un certo punto succede il fattaccio.
Paolo Lanfranchi va in testa al gruppo e inizia a tirare. La situazione è assurda, in testa alla corsa c’è un italiano e dietro ad inseguire un altro italiano. Dietro a questa bizzarra situazione in molti vedono un complotto, un’ingerenza della Mapei all’interno della Nazionale. L’unica cosa certa è che l’Italia sarà beffata, Simoni verrà ripreso dal gruppo e la volata verrà vinta dallo spagnolo Freire davanti a Paolo Bettini.

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14 ottobre 2001, siamo a Lisbona in Portogallo per i campionati mondiali di ciclismo su strada. La nazionale italiana è uno squadrone, infatti agli ordini del CT Franco Ballerini figurano corridori del calibro di Gilberto Simoni, Davide Rebellin, Francesco Casagrande, Danilo Di Luca, Michele Bartoli e Paolo Bettini. è un’Italia stellare piena zeppa di campioni. Il percorso di Lisbona però non è particolarmente selettivo. Il grande favorito è il tedesco Jan Urrick che accelera sull’ultima salita di giornata, ma non riesce a fare la differenza. È troppo marcato, sono tutti sulla sua ruota. Così approfitta della situazione Gilberto Simoni che attacca in contropiede e sorprende il gruppo. Il Trentino va via di gran carriera sull’ultima salita e alle sue spalle l’inseguimento delle altre nazionali appare disorganizzato. Simoni e l’Italia paiono ormai lanciati verso l’impresa irridata. Per la nazionale si mette bene. Gli altri italiani devono semplicemente stare sulle ruote, spezzare i cambi, fare da stopper per coprire l’attacco di Simoni, ma in realtà sta per succedere il fattaccio. Quando mancano circa 5 km alla conclusione, Paolo Lanfranchi tra lo stupore dei telecronisti di tutto il mondo e lo sgomento dei tifosi italiani attacca e inizia a tirare come un pazzo. In testa alla corsa c’è un italiano, Gilberto Simoni, e dietro a inseguire c’è un altro italiano, Paolo Lanfranki. È una situazione assurda. L’azione di Lanfranchi riaccende il gruppo che sembrava ormai rassegnato. Il povero Simoni viene ripreso in prossimità dell’ultimo chilometro. La volata viene vinta da Oscar Freire davanti a Paolo Bettini. La Spagna è campione del mondo, l’Italia è beffata. Ma perché Lanfrank ha assunto una condotta di gara così assurda?

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