Fasi finali della 3° tappa del Tour de Luxembourg 2025, Mertert – Vianden 170.5 km, oggi tappa bellissima che potrebbe già andare a deliniare la classifica generale, con l’arrivo posto in vetta al castello di Vianden. 85° edizione per la breve corsa a tappe (5) lussemburghese di categoria 2.PRO quest’anno si conferma il livello altissimo dei partecipanti al via, spiccano su tutti i nomi di: McNulty, Gregoire, Healy, Hirshi, Narvaez, Carapaz e Skjelmose, tra gli italiano da segnalare le presenze di Piganzoli e Vendrame…

Commento in ITALIANO…

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Last kilometres of the 3rd stage of the Tour de Luxembourg 2025, Mertert – Vianden 170.5 km, today a beautiful stage that could already define the general classification, with the arrival placed at the top of the castle of Vianden. 85th edition for the short Luxembourg stage race (5) of category 2.PRO this year the very high level of the participants at the start is confirmed, the names of which stand out above all: McNulty, Gregoire, Healy, Hirshi, Narvaez, Carapaz and Skjelmose, among the Italians it is worth mentioning the presence of Piganzoli and Vendrame…

Commentary in ITALIAN…

A tutta già da qui Mattias Schelmose e vedi che si fraziona, si fraziona il gruppetto Fabio. Attenzione che azione che sta facendo Krag Andersen. E allora sta perurirsi ufficialmente la fuga del di giornata. L’ultimo a cedere Gascignaro. Adesso si è sfilato, mi pare, anche Krag Andersen. È iniziata la salita anche per il gruppetto Roman Grego e Ben Ili che vediamo qua. Intanto adesso Ili sembra aver ritrovato una buona pedalata anche ma Greguar meno, eh? Perché riva in difficoltà. Terminato il pavet qua, 300 m d’altra guardia, al prossimo giro più o meno qua svolta verso destra e finale dentro il Castello. Narvaez a dover andare a dare supporto proprio a Intantoama Arienta si era sfilato già in precedenza dal, diciamo, dal primo gruppo inseguitore, insomma, anzi da quello che ormai il gruppo di testa. Adesso rimane sulla ruota di Greguar e Greguir non ha oggi una buona giornata, destinato è ad affondare, penso e a perdere la maglia. C’è Toms Queins anche per il Lidl Trek Schilmose in coda, però per il momento resiste. Un Calvario, questa salita per Romeng Greguir che oggi proprio non la digerisce. Si è ripreso bene Mattia Schelmose perché ha avuto quell’attimo di tentennamento nel pezzo più duro. Forse il cambio di ritmo con la pendenza alta l’ha fatto soffrire. Qua oramai il grande fatto perché adesso si apre la strada e sono rimasti in nove. Adesso potrebbero, credo, rientrare anche Il e Narva che hanno un leggero ritardo e invece dietro già bei distacchi e come vedete ampiamente oltre un minuto di di ritardo, 1:30 più o meno a questo punto per Greguar, per cui anche Hili è piuttosto attardato a questo punto. Eccolo. Ah no, qui siamo. Ecco, questo è Carapazzo. Allora, eccoli qua. Prodom, Carapazz, Skilmose, Scuins, Mcnalty, Maica, Jeg. Molto bravo eh Shega che è andato forte nelle e nelle gare toscane, ha fatto settimo al Giro di Toscana, aveva fatto anche sesto prima ancora al Tour dell ed è stato anche buon decimo al Tour de France, un corridore in costante crescita il ragazzo della Total Energy, corridore del 1999, [Musica] Mattias e Schilmose tutti contro Mcnalti. Il fatto è che Mcnalti non è esplosivo quando scatta e quindi fa delle progressioni e si porta dietro tutto la restante parte del del gruppetto. Jega Skilmese, 14 km alla conclusione, terminata la salita, ma siamo nel tratto ancora in realtà non ancora di vera e propria discesa. Si seleziona ulteriormente il gruppo di testa adesso in cinque e potrebbero eh anche allungare. E adesso si comincia a scendere e ci metteranno anche poco ad arrivare nuovamente laggiù a Vianden e per il finale. A questo punto tutto si deciderà. sul finale in Pavé. Epilogo certamente diverso rispetto a 2 anni fa, quando Ben Hili aveva fatto il vuoto a 18 km dall’arrivo ed era, insomma, entrato dentro il castello solo soletto e irraggiungibile. Staccò quel giorno di 15 secondi Mark Irci e oggi Ili sicuramente non vincerà. Irci sta provando a rientrare, ma sta remando, faticando comunque da diversi chilometri. Discesone fa paura. Sì, vanno dritti dritti. L’asfalto poi è nuovo, liscio. Sì, prendono proprio tantissima velocità. Beh, non ti rendi neanche conto, eh. Eh, non è che non accade spesso di vederla in qualche discesa del Tour, per carità, però noi in altre gare non non accade spesso di vederli addirittura 111 pazzesco, 111 kmh. Follia totale. Marchirci e Marchirci giustamente prova ad anticipare visto che tenacia ha questo qua. Eh sì, tenace perché ha è da un po’ Kerrema che si stacca, rientra, si stacca, rientra e adesso prova ad anticipare e si lancia all’attacco molto prima dell’inizio dello strappo conclusivo. Sì, azzardando anche perché beh, però guarda, Maica si è spostato, nessuno ha proseguito nell’azione e allora deve reintervenire e tornare avanti ancora lui. Anzi, ho l’impressione sicchia adesso che che stiano che stia proprio Maica alla fine andando a chiudere. prova a rilanciare, ad alzarsi sui pedali e rilanciare. Beh, un rapporto e arriva arrivano con più velocità da dietro. Bella gamba, Maica comunque. Fatto. Mamma mia, guarda che che rapporto. Gambone, gambone proprio, guarda. Eh sì, Irci sta provando a rialimentare l’azione dopo il primo sforzo. Ha respirato un attimo e adesso riparte col secondo sforzo. Non trova intanto collaborazione Maica che vanamente l’ha cercata. Eh, però vedi vedi vedi la tenacia. Adesso Mike ha chiamato Narvaez, gli ha detto “Cosa fai lì dietro? Vieni a darmi una mano”. Senò Irci va l’arrivo. Eh, mossa rischiosa, però eh ha avuto una buona idea, un buon tempismo. Intanto dopo aver era tornato di nuovo eh avanti a dare a dare un po’ di manforte di nuovo Raffa Maica. Attenzione anche a Prodome, Fabio. Sì, è rimasto solo lui, ma è quello certamente più pericoloso della Decathlon. curva verso destra e con un buon vantaggio da parte di Mark Irci che sicuramente andrà tutta fino all’arrivo e bravo Irci che io erroneamente più di 10 secondi avevo dato più o meno spacciato vedendolo faticare e staccarsi nei giri precedenti sulla salita della quale di cui rappresenta l’inizio questo tratto in pavè già sui pedali Vediamo che cosa succede alle sue spalle. Sta dando ovviamente a questo punto tutto lo svizzero. Sta dando tutto. Sta andando su fortissimo. Dietro ancora non succede nulla Fabio. Dietro non succede nulla. Ci sono queste curve che lo nascondono. Toms Queens a fare il ritmo per Mattias Schelmose che è in quarta posizione. Davanti a lui Carapazz sulla rota di Schilmose Brandon Mcnalti. Beh, Irci non ha, credo, grandi prospettive per la classifica finale pensando alla crono di domani, per cui magari dà proprio non sta pensando alla classifica, ma a riscatto personale questa tappa che lo video un anno fa. Si volta Irci e adesso eccola la progressione di Mcnalti che non è corridore esplosivo da botte secche. 400 m e poco più al traguardo per Irci. si volta in questo istante. Stanno per entrare dentro il castello ai corridori. Adesso si alza sui pedali anche Mcnalti con Schilmosi alla sua ruota e Irci che sembra piantarsi proprio al momento dell’ingresso nel castello. Eccola qua la svolta verso destra. Eccoci nella magia dello Chateau de Vianden. Eccolo questo finale che sa di ciclismo antico. Pacale in doppia cifra al tornante curva verso destra Irci. Stanno per arrivare Skillmose e Mcnalti. Testa a testa tra i due. Skillmose che accelera. Irci che viene raggiunto in questo momento e superato da Skilmose e da Brandon McLaltti. Arriva anche Narvaez da dietro. Eh sì, sta provando anche Narvaez, anche Jà si sta avvicinando. Finale incertissimo. Volata ristretta nei davanti al castello di Viande. La strada è anche stretta. Jeg che raggiunge Skill Mose. Skill Mose su Jaeg. Terzo posto per Mcnalty. Poi Narvaez Irci. Che bravo, che bravo Mattia Schelmosi bravissimo Toms Queins. Perfetti, eh.

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