Tutte le ultime notizie del ciclismo, del Tour de France 2025 e del Tour de France Femmes 2025

Dalla redazione di Cicloweb, Carmine Marino

Coordina Marco Francia

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[Musica] [Musica] Buon Buonasera amiche e amici di Ciclo Web, ben ritrovati a Riunione Tecnica, l’ultimo appuntamento di questo Tour de France. È appena finita la cerimonia di premiazione e per questo, caro Fabio, ci stavamo eh sempre di più stavamo sempre di più ritardando all’inizio della trasmissione perché aspettavamo che finisse la diretta eh con le premiazioni, non siamo tr Italia, eravamo qui pronti per partire, però ovviamente non abbiamo voluto sovrapporci alla cerimonia di premiazione per permettervi di seguirci in diretta in questa puntata che si prannuncia lunghissima, anche se sono già le 9:00, ma dovremmo fare un po’ un consultivo di tutto il Tour de France. eh maschile e anche parlare eh del Tour de France Fam lo faremo in compagnia di Carmine Marino. Ben ritrovato Carmine. Buonasera Marco. Buonasera ai nostri lettori e utenti e come sempre di qui all’infinito la sicurezza al primo posto e oggi bisogna dire che gli organizzatori del tool sono stati previdenti e hanno avuto ragione. Assolutamente sì. Alla fine ne parleremo tra poco del eh di questo finale del Tour de France, mio modo di vedere bellissimo. E la neutralizzazione ha tolto tanti guai, poi si poteva cadere in discesa, si poteva succedere qualsiasi cosa, però insomma sono state prese le misure per permettere che si svolgesse lo spettacolo in sicurezza e credo che questo possa servire anche per dimostrare che specie nelle ultime tappe e ma poi anche nelle altre secondo me se insomma si prevede un finale difficile, eh complicato, pericoloso, si può neutralizzare e lo spettacolo non ne risente assolutamente. Poi è chiaro che bisogna preservare delle dinamiche di corsa, per l’amor di Dio, bisogna eh fare in modo che tutti vengano considerati eh venga data la possibilità a tutti, insomma, di gareggiare in condizione equa. Però eh oggi ci siamo divertiti tantissimi con un finale spettacolare eh senza eh che la neutalizzazione abbia inficiato nulla, nulla nulla nulla. Anzi, anzi, forse ha reso ancora più tranquillo e sereno, ci ha fatto vivere con più serenità questo finale. Ma andiamo prima a vedere cosa è successo al Tour de Franf. [Musica] Seconda tappa della eh corsa a tappe scusate la ripetizione transalpina con una vittoria a sorpresa. Iniziamo da qui un po’ perché arrivano prima temporalmente oggi, insomma, hanno hanno finito la tappa prima di quella maschile e un po’ per permetterci poi di parlare solo del Tour de France maschile, se non per il finale dedicato, insomma, a vedere la tappa di domani che tanto è una tappa per velociste, quindi non ci sono tante cose da dire e poi, insomma, perché perché va bene così, ci va di iniziare dal Tour de France Farm. Cosa è successo oggi? Chi ha vinto oggi a sorpresa? Carmine ha 41 anni e quasi dobbiamo Esatto. È giovanissima adesso. Non parlane con rispetto dei quantunenni. Quasi è quasi una nostra coetanea. Dovremmo essere soddisfatti di questo. Non ti arrabbiare Marco. È arrivata la vittoria più importante della carriera di Mavi Garcia. partita senza troppe pretesi a 12 km dal traguardo prima delle due eh rampe, compresa quella conclusiva che sulla carta avrebbero dovuto vedere come eh protagoniste eh parleremo di questo ovviamente eh le donne di classifica. Garcia che, come detto, è partita di sottecchi, eh nessuno immaginava eh che potesse eh difendersi dal ritorno del gruppo dove ci sono state fin troppe schermaglie. un tentativo nel finale di Casia Neviadoma e Polinfan Brev che avevano provato ad accelerare l’andatura poco prima del traguardo. Poi nuovamente un tentativo di Nevia Doma, lo vediamo in questo momento. Eccola qui la vincitrice del tour dell’anno scorso con Kiberly Le Kurt e con Lippert eh subito sulla sua ruota. Poi un nuovo calo dell’andatura che di fatto ha sfilato la strada a questa atleta che avremmo visto in lotta per un posto della top 10, ma che ieri è caduta nella parte centrale della tappa e ha perso 5 minuti. Garcia è riuscita a difendersi, forse lei stessa incredula dal ritorno di delle rivali e ha portato a casa un successo pesantissimo che è in qualche modo un premio alla carriera davanti a Vibes che oggi ha dimostrato, insomma, di essere già pronta per le sfide, per le ruote veloci che inizieranno domani e Le Curt che grazie alla buono è riuscita a indossare la maglia gialla di leader. non era mai successo nella lunga storia del turn, adesso ha cambiato denominazione, ma sempre di quella cosa si sta parlando che un atleta africana fosse al vertice della classifica. Un numero notevole quello di Garcia. Stiamo vedendo appunto il finale con eh la eh ciclista della Liv eh Gico Anula Gico che si è voltata a più riprese eh ma ha constatato di avere davant dietro di sé un relativo vuoto sufficiente per esultare e insomma portare a casa un numero che non era così scontato perché tutti noi compresi eh ovviamente avevamo scommesso su un arrivo Misterale protagoniste già della tappa Satra e invece Garcia che è stata, secondo me anche sottovalutato dalle donne di classifica, si è portato a casa un successo indimenticabile che ovviamente è stato degnamente celebrato, eh come vediamo anche sui social network e ed è inutile ovviamente commentare questa foto che eh in qualche modo è una summa di gioia e commozione per un risultato completamente inaspettato, perché nessuno avrebbe dovuto immaginare un epilogo del genere. brava lei ad avere intuito e e in un certo senso eh questo risultato è anche figlio forse dell’esasperato tatticismo tra le donne di classifica e forse anche di un atteggiamento un po’ di sufficienza perché nessuna ha creduto a questo tentativo che invece si è rivelato vincente. Forse se Marian Nevoss avesse avuto una Polinfer nella versione di ieri si poteva riaprire qualcosa. Forse hanno anche aspettato che la Visma Lisa Bike si muovesse in quella maniera, però il finale era un po’ diverso rispetto a quello di ieri e forse sono state un pochino più sulle loro le ragazze della squadra olandese. Forse la gamba di vostro non era la stessa di ieri. Tanto qui vediamo l’ordine d’arrivo. Secondo me sì, hanno Secondo me sono al di là dell’attendismo, il finale secondo me complessivamente era anche più duro perché la salita era più lunga. è vero che schierava nel finale, però comunque diciamo eh beh l’atteggiamento che molti hanno avuto è stato quello di controllarsi. Nessuna si è voluta prendere la responsabilità di accelerare. A un certo punto si è messa in avanti Clodigert per tentare nuovamente di fare l’allatura. erano arrivate a una cinquantina di metri da Garcia, ma in un finale che tirava all’inù partire troppo presto poteva risultare pericoloso. Altre temevano, secondo me, anche lo spunto di Dipes che ovviamente si candida per il successo di tappa domani. Fatto sta che Garcia è stata bravissima ad approfittarne e comunque abbiamo visto, secondo me, oggi, seppure in 16º, un po’ le dinamiche che potranno caratterizzare la corsa. se vogliamo un po’ in piccolo la sfida di nervi che abbiamo visto al maschile tra UAE Emirates XRG e Dismais Bike con questo controllo tra eh SD Works eh e ovviamente anche la la Visma e aggiungo anche la Canyon Slam che è la squadra di Neviadoma che potrebbe essere un po’ la cifra distintiva di questa cosa che ha perso, lo ricordiamo Charlotte Cole per eh le conseguenze, diciamo, di una caduta pregressavenuta prima del tour in cui abbiamo la tappa di oggi è stata anche negativa per Neid Bradbury che poteva essere, diciamo, un’alternativa nella corsa alle prime posizioni e anche oggi Elisa Longoborghini ha si è persa, diciamo, nel finale a conferma della sua volontà, nonostante altri prospettassero il contrario, di puntare esclusivamente alle tappe ignorando la sfida per la classifica dopo i grandi sforzi sostenuti fino ad un paio di settimane fa per vincere. Il giro d’Italia. Eh, ti correggo, è Elisa Longo Lamborghini, eh, mi raccomando, ricorda il nome preciso, eh, oggi Elisa Elettra Longolamborghini, può essere il nome completo, diciamo, l’unica donna, metà ciclista e metà influencer parla cantante. Cante. Vabbè, sì, dai, anche cantante la mettiamo anche cantante. È il secondo quotidiano sportivo per vendite. E TR L Borghini è simpaticissima, eh, la ragazza veramente simpatica e la non la conosco, non ho esagerato. Ho avuto modo di incrociarla e visto che siamo no è semplicissima. Però però strano perché non se la tira per niente, ma sul serio, eh. che non se la tira può essere messa in gioco. Lei si è messa in gioco con un programma sul nove con i Pampers, Stefano Bisani, l’altro non mi ricordo come si chiama, che lo so che è un titolo un po’ imbarazzante, Holly Fun, ma non nel senso della piattaforma di contenuti per adulti, però comunque è interessante questo questa sorta di mashup, però ti dico anche una cosa che eh in qualche modo richiamerà l’attenzione dei nostri lettori e o utenti. Qualche settimana la Gazzetta è stata la pripista, gli altri quotidiani, forse perché si vergognano, gli altri quotidiani sportivi di come sono ridotti, stanno pubblicando le stampi anastatiche di una volta e vedere il confronto impietoso tra la gaz il Corriere dello sport del 1976, quello che c’era oggi con una prima pagina ricchissima, Adriano Panatta, vincitore del Rolanga Ross, analisi e commenti del Giro d’Italia vinto da Gig e altro e confrontarla con quella di oggi in cui c’era quasi esclusivamente il mercato con un box dedicato alla Formula 1. Poi non ho visto siossero la scherm i tuffi, visto che sono è anche tempo di campionati del mondo. Credo che eh diciamo l’omaggio un po’ a Elisa Longoborghini, un po’ a Elettra Lamborghini si spieghi perfettamente vista la deriva del del Corriere sotto la gestione del noto giurato di ballando con le stelle che lui concittadino. Eh, io lo so che è il tuo concittadino per inciso direttore del Corriere dello sport e per inciso anche direttore del Gino Sportivo nei ritagli di tempo. Però diciamo che consoliamo Ivan Zazzaroni dicendo che tra quant’è stasera il 27 luglio tra due mesi riparte ballando con le 6 la sua occupazione principale è sempre o eh no va detto va detto. È riuscito a dire che il curling e lo sport diciamo delle delle delle teliere poche ore dopo uno storico oro olimpico. Lo so che curling può far sorridere, ma voglio dire è una disciplina olimpica, non stiamo parlando di Holly Fans, dice hanno copiato il nome e hanno di questa trasmissione del nove. Sì, sì, sì, sì, sì. Holly Fans può, diciamo, chiedere chiedere i danni a Warner Bros di Scovi, però diciamo che Zazzeron diciamo ci ha regalato diverse uscite un po’ a vuoto, alcune anche piuttosto delicate, no? Lo salutiamo con affetto. Salutiamo con affetto, eh. con affetto il buon Ivan Zazzaroni che anche lui ha avuto ovviamente piacere di conoscere visto che insomma per molto tempo abbiamo abbiamo condiviso il lavoro a seguire il Bologna anche su lui lo seguiva più a livello nazionale più da tifoso che altro. Si ha preso anche una marea di nomi qui dai tifosi del Bologna in più occasioni, ma si sa i tifosi del calcio sono così. anche lui è una persona disponibilissima tutte le volte che poi per l’amor di Dio, eh giornalisticamente opinabile, criticabile finché vogliamo, ma da un punto di vista umano, io per come l’ho conosciuto è sempre stato super disponibile e quindi da quel punto di vista lì io non dico niente, però è vero che giornalisticamente qualche strafalcione ce l’ha offerto. Ce l’ha offerto. Che grave la vicenda di Sinisa Milovicć. Qui sono serissimo nell’esempio, cioè lui ha anticipato lì però lì però lì però io avendola vissuta in prima persona devo dire che quello che è uscito da quella notizia, poi torniamo a parlare di ciclismo, eh cioè nel senso tutti sapevano purtroppo quella cosa prima che venisse pubblicata, insomma la sera prima che venisse pubblicata tutti a Bologna sapevano sostanzialmente quello che che purtroppo era toccato al buon Sinisa e iniziò al rinc rincorrersi tutta una serie di voci. Anch’io nella redazione in cui operavo mi confrontai con l’editore cosa facciamo, cosa non facciamo, lo diciamo, non lo diciamo. Insomma, decidemmo poi di aspettare, di vedere cosa cosa decidessero di fare i quotidiani e quant’altro e poi in base a quello regolarci. Però tantissime persone, tantissimi tifosi che poi si sono scagliati contro Buon Zazzaroni eh pubblicarono sui social post in cui semplicemente per far capire che loro sapevano eh che Milovic aveva quella malattia lì. Quindi, insomma, è per quello dico che nel nel cor insomma in Zazzaroni mi sarei poi non era una situazione così semplice e in cui decidere cosa fare perché comunque tutti lo sapevano già. E se poi tu sai come funziona il giornale, se tu pubblichi una prima pagina in cui manca la notizia principale, non vende. Ma non solo non vende, proprio fai la figura di quello che prende il classico buco. Io non sono preoccupato di prendere i buchi, sinceramente, però nelle redazioni c’è questa questa paranoia del buco, di prendere il buco. E quindi evidentemente lui ha avuto paura di prendere il buco, penso perché se l’avessero pubblicato gli altri e non lui avrebbe preso un buco incredibile e tutti lo sapevano già. Quindi per quello dico poi è chiaro che tra i due c’è stata, cioè Sinisa non l’ha non l’ha prese benissimo, ma a difesa non voglio difendere per nessuna ragione particolare, ma a difesa di Ivan Zazzaroni va detto che era una scelta veramente difficile perché anche dei capi ultras avevano pubblicato sostante forza sinisa, robe del genere. Lo sapevano tutti, però è vero che l’amicizia che li legava doveva far pensare a Ivan Zazzaroni che sarebbe stato gi meglio prendere un buco e far dire a Milović quello che voleva dire lui in prima persona in conferenza stampa, che quello quello assolutamente lo capisco, ma dal punto di vista giornalistico non è stata immagino, una scelta facile quella. Vabbè, vabbè, scusate la parentesi, ci siamo avventurati da Elettra Longo Lamborghini e in avanti, grazie a questo titolo che oggi è girato un po’ sui social e non solo, ma eh insomma era era giusto anche fare aprire questa parentesi. Ma le italiane al Tour de France Fam, visto che Longoborghini è uscita di classifica, oggi Elisa Balsamo ha preso 3 minuti e tre in una in una tappa, 3 minuti a rotti, adesso non ricordo il distacco preciso, l’abbiamo visto anche prima, in una tappa, insomma, non non facilissima, ma in cui poteva dire su la sua. 312 ha preso oggi, domani magari si è tenuta per domani, magari Elisa Balsamo per essere eh in piena energia, però insomma come chiedevo Olly Fans, rischia di essere un Tour de France avaro di emozioni per di soddisfazioni per le italiane? Temo di sì, perché è vero, c’è anche Letizia Paternoster che secondo me può fare delle discrete volate e anche in buona condizione, insomma. Però eh a parte Trinca Colonel, sinceramente non non penso che ci possano essere eh donne da alta classifica, che nel caso di Trinca Colonel significa entrare nelle 15, non di più. Eh, poi per le tappe se Elisa Longoborghini come credo si terrà il meglio per eh le montagne qualche chance c’è per Balsamo non è facile sinceramente contro contro Lorena Vives in una stagione in cui hanno anche, diciamo, battagliato alcune volte e la campionessa europea spesso le è stata davanti. C’è l’otte Copechi che non è in grande forma, si è staccata anche oggi, poi alla fine è riuscita a rientrare, poi si è staccata di nuovo nel finale. insomma, la concorrenza comunque è qualificata e questa attesa vittoria italiana, perché noi abbiamo avamo sempre una vittoria italiana che non arrivava mai al tour maschile, ma anche femminile, insomma il digiuno comincia a essere consistente senza calcolare ovviamente gli anni in cui il Tour de France non si è disputato, ma nel nuovo corso nel quale inglobiamo anche la CUS by Tour de France, insomma il silenzio delle italiane, considerato anche il valore che unanimemente riconosciuto al Movimento femminile è considerato più in salute di quello quello maschile, eh comunque comincia a essere abbastanza pesante e quindi sì, per rispondere alla domanda Trinca Colonel deve un po’ studiare, diciamo, da cicista di alta classifica. Poi diciamo che la congiuntura non è favorevolissima a parte Borghini perché l’altra donna che poteva essere protagonista nelle classifiche dei grandi giri come Gaia Realini ha vissuto l’ultimo anno, diciamo, non senza difficoltà a livello anche tecnico e questo l’ha un po’ fatta eh scendere, diciamo, in una possibile gerarchia per il futuro, però l’ambizione centrale in successivi tappa la vedo molto difficile anche per la maglia verde perché comunque eh, onestamente Ente dibes è la logica favorita anche con i punti che ha preso oggi per conquistare la classifica. Eh, vediamo perché comunque ieri eh Voss ha preso un bel vantaggio con con la vittoria con la vittoria di ieri. Vediamo, vediamo. Comunque è un Tour de France in fama appena all’inizio e ci saranno sicuramente tante emozioni da vivere. Eh, passiamo al Tour de France maschile. Sto facendo vedere intanto le dichiarazioni eh delle protagoniste di oggi e quelle dei prossimi giorni, come per esempio Lorena Vibes, che comunque già oggi ha ottenuto un buon piazzamento. E passiamo alle emozioni di oggi del Tour de France maschile. Tanta noia ieri, oggi invece una tappa veramente eh con i controfiocchi e è da pelle d’oca. Questo arrivo qui visto quest’anno fa chiedere “Ma e perché hanno aspettato tanti anni a fare Mammartra nell’ultimo giorno del Tour de The France?” Perché c’è diffidenza? Perché sono resistenze, perché i francesi eh sono eh questo poi è un’opinione ovviamente discutibile, sono talmente sicuri di sé che è difficile che si aprano le innovazioni. Ci hanno messo mezzo secolo. Io sono di questa idea, poi parliamo della tappa, si alternassero un anno, un arrivo classico con un’altra edizione con questo tipo di percorso, nessuno sarebbe scontento, perché l’idea poi di cambiare radicalmente non mi trova d’accordo, ma l’innovazione ci stava e anche se la corsa è stata neutralizzata, oggi ci siamo davvero riconciliati con il CP. Se vuoi parliamo della tappa più diffusamente, anche perché non è che c’è moltissimo da dire. Non farei una gran una cronaca dettagliata che è già uscita su Ciclo Web per ragioni di tempo perché insomma se vogliamo anche un po’ rivivere tutto il Tour de France finiamo veramente domattina, però insomma il finale dopo passaggio per la neutralizzazione e che in cui Lipovic ha comunque preso 9 secondi di vantaggio che gli hanno permesso di chiudere a 11 minuti precisi da Pogacia. Questa mossa insomma con Simmons che ha provato ad anticipare evidentemente sapeva di essere battuto sullo strappo di Monmartre. Eh, però insomma da quel momento è iniziata la gara vera, il primo passaggio su Monte si è capito che Pogacha faceva sul serio. Pogachar che dopo le foto di rito di inizio tappa, tipo a 110 km dell’arrivo, si è messo anche a tirare due in prima persona. Lì qualcuno aveva pensato che non facesse la tappa, invece poi ha deciso di farla e ed è stato anche alla fine un regalo a Vanart perché l’impegno di Pogachar ha nobilitato e non poco la la vittoria di di Vanart. in questo senso un regalo, eh, cioè nel senso un nobilitare la sua vittoria. Certamente, tappa che, come ha riassunto Marco nei primi 70 km non ha detto nulla, festeggiamenti, foto, non ho visto solo lo champagne, ma c’è presente perché stavo rivedendo il Tour France femminile. Poi la corsa si è accesa con diversi tentativi, uno l’hanno portato anche Simmons e Lipovic, ma il vero momento di svolta è stato sulla cot matre, stracolma di gente, bellissimo solo per questo, uno spot non solo per il ciclismo, per tutto il mondo dello sport un anno dopo quello che si era visto nella prova olimpica in Ital Veneto Talepocacci chi se non lui ha imposto un’andatura sostenuta in testa al gruppo che si è frazionato. Sono rimasti 27 corridori davanti che poi sono diventati sei al secondo passaggio. Jorgenson, Vanart, Moric. Incredibile a dissi, è riuscito a rientrare in discesa dopo un tour passato da eh fantasma, si è riaffacciato alla vita e al ciclismo giusto quest’oggi. Po gacciare e poi con grande merito, bravi tutti e due, Davide Ballerini e Matteo Trentini. Tra il all’inizio, diciamo, del penultimo dell’ultimo giorno stiamo vedendo l’attacco di Vanart. Jorgenson ha provato almeno tre volte ad attaccare, due volte ha chiuso Moric, la terza tra i team e poi guardate cosa è successo in cima alla salita. Per la prima volta nel tour Tadeo Gaccia ha trovato qualcuno che lo abbia staccato e lo ha fatto un gold van semplicemente sontuoso. Rivediamo l’azione. Aveva provato a seguirli anche Davide Ballerini che nel dopotappa ha detto forse di aver esagerato a seguire Pogacciar sul secondo passaggio. Ma posso consolare il corridore lombardo dicendo che anche senza quello sforzo seguire i Vanti sarebbe stato impossibile. Il Big ha allungato con decisione, ha guadagnato subito una decina di secondi. Gacciar ai men4 al traguardo si è ritrovato solo. Non voglio dire che si sia rialzato, ma ha atteso di fatto il rientro degli altri corridori. Ma lì ha atteso il rientro di Jorgenson per esultargli in faccia. Probabilmente sì, perché quella era andata così secondo me che è maturata lì soltanto Moric e Ballerini avevano interesse a tirare. Gli altri due certamente no. l’ennesima puntata della guerra di nervi no? Si sono, cioè hanno hanno si sono praticamente anche l’ultimo giorno si sono scornati e questo è l’arrivo trionfale di Vanart che ha vinto in solitudine per la seconda volta in carriera a Parigi dove aveva già vinto nel 2021 se non ricordo male, correggimi se sbaglio, o 2022. 2022 probabilmente era il tour di in cui lui inize. Sì, sì. in cui lui inizia le ultime due tappe e Vanart ci ha regalato veramente un’emozione particolare. Alla fine, forse lo vedremo anche in questo replay, batte i pugni sul manubrio. Sì, l’abbiamo già visto, adesso lo riguardiamo. Ecco, lo riguardiamo. Batte i pugni sul manubrio. Secondo me non è solo un un gesto di liberazione per tutta la rabbia, tutto quello che si è dovuto sentir dire anche da questi schermi, eh, per i tanti errori di valutazione che la Vism ha compiuto in questa stagione, però c’era anche un senso di liberazione, tutta la frustrazione che ha accumulato. Non sappiamo se Vanart vincerà in vita sua ed è molto difficile un Fiandre, una Rubé o un campionato del mondo, visti anche i troppi secondi posti che ha collezionato. Però come si fa a non amare un corridore del genere per quello che ha fatto in 21 giorni di tour è stato l’unico a staccare Pogacia. Pogacia stanco, triste, deluso, che voleva tornarsene a Montecarlo, tutto quello che vogliamo. Maaccian oggi in versione 5 Stelle, cioè lui ha acceso la corsa e posso dire con molta franchezza che ci ha regalato, secondo me, insieme alla sfida a cartoni sul Mont Vanu e anche al duello a Bramsen, Schneid, al Tour de France, il gesto tecnico più bello di tutta l’edizione, eh, e lo ha fatto mostrandosi per quello che è, cioè un grandissimo campione che rischia di restare a chilometri e chilometri distanza in termini di palmares da Van Derpool e Pogacere e lo stesso Evenepul, ovveré Evenpool appartenga ciclisticamente a un’altra generazione, ma oggi ci ha veramente regalato un’emozione grandissima e ed è l’emozione di tutti gli appassionati perché qua lo prendiamo un po’ tutti per il perdente, il perdente di successo. Ha vinto 51 corse. Vale il discorso che abbiamo fatto per Pogacia l’anno scorso. 51 corse e affare da grandissimi corridori. Poi purtroppo non è riuscito a vincere tutto quello che avrebbe meritato, però diciamo non è stata solo colpa sua, anche se tante volte purtroppo l’etichetta del secondo se l’è portata dietro, però oggi ha firmato un gesto tecnico impareggiabile. Eh, abbiamo dovuto aspettare 21 tappe per vedere una volta tanto Pro Pogacciari in difficoltà e penso che oggi tutti, lo stesso Ballerini lo sarà, è arrivato secondo facilmente in una volata a cinque probabilmente avrebbe vinto o anche a quattro avrebbe vinto lo stesso davanti a Moric, Jorgenson e Pogga, eh. ballerini e tutti saranno contenti per aver visto un signor campione che in due mesi ha raddrizzato una stagione che era andata malissimo, prima con il colpaccio a Siena, poi con quello che ha fatto per Simo Yezzi nella penultima tappa del Giro e oggi veramente regalandoci il un numero di altissima scuola degno del campione tempo. Assolutamente sì, ma guarda il fatto che sia anche un po’ perdente, che sia un secondo di successo, fa parte del suo personaggio. Non c’è niente di male a essere perdenti, tra l’altro. Certo, uno con 51 vittorie chiamarlo perdente fa sempre un po’ impressione, eh, però proprio la sua storia e soprattutto quella degli ultimi anni, le cadute dell’anno scorso, le sofferenze, io non avrei mai pensato che oggi potesse vincere, anche se il percorso eraissimo a lui, ma mi sembrava proprio che non potesse più tornare a essere un corridore competitivo in certe situazioni. Oggi il fatto di essere riuscito a battere Pogacha, Pogachar stanco, come hai detto tu e tutto quanto, dà eh diciamo il premio giusto a questo corridore che non si è mai arreso e quei pugni sul manubrio, un po’ l’odio per la bicicletta dire “Cacchio, me l’hai fatta sudare sta vittoria, porca miseria”. è un po’ eh insomma la riabilitazione, il ritorno a dove dove dovrebbe essere Vanart che probabilmente non vincerà più un monumento come ha fatto a Milano Sanremo del 2020. Speriamo di sbagliarci questo, vero? di sbagliarmi anche in questo pronostico, perché sarebbe bello averlo protagonista di nuovo nelle grandi corse, però insomma è un personaggio che piace, piace tantissimo anche proprio perché perché non è come scrive qualcuno un supereroe. Ho detto che con gli occhiali sembrava un supereroe. Non è un supereroe, è molto fallaccio, forse è un supereroe che, come tutti i supereroi dei fumetti ha anche i momenti di crisi, la parte umana, eh, che in altri invece tipo Impogacha viene fuori un pochino meno, anche se poi Impogar in questo turno per certi versi una parte eh umana è venuta fuori. Che dire di Tadei, Carmine? Io oggi mi aspettavo che ci potesse provare, però non ero sicuro visto il Tad degli ultimi giorni. si è divertito di più oggi che sulle salite di gran lunga, di gran lunga e e mi ha dato proprio l’impressione, cioè lui non aspettava altro che fare selezione perché sembra incredibile a dirsi per uno che ha vinto cinque grandi giri in carriera, forse questo è il tipo di corse che preferisce, cioè quelle in cui eh può recitare a soggetto senza dover dipendere da eh ordini di scuderia, dalle dinamiche interne alla corsa. Poi oggi era anche allettato dal fatto di avere i Disma nuovamente eh diciamo contro, anche se poi nel discorso della vittoria ha elogiato Jonas Jonas Vingeg e chi non l’avrebbe fatto ovviamente con la maglia gialla addosso, ma più che altro diciamo ha riconosciuto ai rivali comunque eh di eh averlo anche in un certo senso costretto a dare il meglio. Lui Pogaci han raggiunto anche nell’intervista che si è convinto di poter vincere il tour dopo Mur de Bertan che mi sembra veramente una cosa paradossale, non ci crede nessuno. Qui ci vorrebbe il buon Carlo Collodi, voglio dire, in fatto di, diciamo, di scarsa aderenza alla realtà e di una certa propensione alle bugie, ma fa parte anche un po’ dello spirito da giocatore di poker che abbiamo scoperto quest’anno, vista la sua inusitata tendenza a lanciare frecciate, stilettate ai rivali, ci sta. Poi alla fine in una corsa di tre settimane combattuta in cui ci sono gli occhi di tutto il mondo, perché è inevitabile che sia così. per il Tour France, però dai, questo progacha ci è piaciuto, non è stato passivo, poteva permettersi con la corsa neutralizzata di dare il meglio di sé, però oggi ne ha trovato uno più forte e secondo me questo gli darà, diciamo, forse anche quel pizzico di motivazione in più per dire “Sapete che c’è? Io non solo non mi riposo così come ho detto, ma magari vado alla Welta di Spagna e bastono, diciamo, il mio nemico amatissimo per parafrasare una canzone di un tuo concittadino scritta da Mogol. E qui c’è l’abbraccio con Ukagert che insomma è molto sentito e ed è il momento, diciamo, in cui Pogacciar appunto ci restituisce una volta di più questa umanità che come avranno modo e pazienza che avranno anche la pazienza i nostri lettori di leggere nel nostro contributo di fine tour nell’articolo insomma in cui abbiamo riassunto questa tappa e anche eh il fatto le carte a questa edizione eh ha mostrato un lato sinceramente che non so se sia figlio della maturità, della stanchezza, del desiderio di cominciare a essere qualcos’altro al di fuori del ciclismo o semplicemente è stato un momento passeggero figo probabilmente di una stagione in cui ha sempre corso al massimo. Siamo a 15 vittorie stagionali. Eh, la strada per replicare le 25 è un po’ complicata e non ci arriverà probabilmente a 25 vittorie, ma se dovesse cambiare idea alla voce Welta di Spagna andrà vicino alle 20 vittorie stagionali dando per certa la sua partecipazione al Mondiale, a Lombardia con l’idea di vincere tutti e due. Insomma, lo abbiamo visto protagonista in testa al gruppo quando non contava niente e si andava tranquilli verso Parigi. L’abbiamo visto in testa al gruppo quando contava di più. ha voluto onorare il Tour da maglia gialla, diciamo, non soltanto diciamo per chi ha la fama, ma dimostrando di esserlo anche nell’ultima esibizione che per rispondere alla domanda di Fabio secondo me non riabilita pieno il tour. È stato comunque un tour a due velocità, 10 giorni bellissimi e 10 giorni che Pocaccia a parte sono stati molto deludenti. Oggi però abbiamo trovato il giusto mezzo, non basta una tappa per salvare un’intera corsa, però se potessimo vedere questi duelli più spesso, anche nelle classiche, oltre che nelle nei grandi giremmo più che soddisfatti e comunque sulla nella singola giornata, come è talvolta è avvenuto, è venuto anche la Parigi Robè quest’anno, Pogacciar ha qualcosa che gli impedisce di essere così dominante in una tappa concepita come una classica, non per errori tattici, ma perché semplicemente ha trovato uno più forte che va anche detto si è affacciato poco in testa al gruppo, ha ignorato anche la volata di Val nell’ultima settimana, ha curato al massimo l’ultima tappa perché sapeva che eh avrebbe potuto essere nelle sue corde e ha avuto ragione. Beh, c’è da dire che oggi poi ha dovuto fare tutto da solo, eh, perché di fatto la squadra non l’ha aiutato per niente, ha dovuto doveva provare a staccare tutti. E da solo non era sicuramente facile riuscirla a fare. Io sono abbastanza convinto dopo averlo visto oggi che lui oggi abbia dato tutto prima di un periodo di stacco. Cioè lui ieri ha detto che martedì riprenderà la bicicletta, che poi nei prossimi giorni deciderà se fare la vuelta o no e verrà comunicata questa decisione, ma visto che molti scrivono della presenza della Velta di Pogacciar, anche tu prima hai detto che potrebbe, secondo me alla fine non va. Eh e ci sta, insomma. eh ha detto che è stato il tour più faticoso. Eh si dice ogni anno che il tour è il più faticoso di tutti, ma quest’anno mi sembra sia stato veramente il tour più faticoso di tutti. Se ti ricordi dopo la prima sfida con Vingegard, come arrivò eh come arrivarono tutti e due a fare la la classica di San Sebastian, si staccarono prestissimo, erano distrutti, secondo me proprio stanco, mentalmente, ha voglia di stare un po’ per gli affari propri, andare anche eh in bicicletta, insomma, fare fare tutto quello che che deve fare da ciclista, però secondo me la vuelta è uno stress che in questo momento non ha voglia di prendersi e insommat il mondiale in Ruanda Quindi è una trasferta impegnativa anche quella, magari preferisce provare a fare la cronometro del mondiale in Ruanda. può iniziare da lì la sua la sua il suo finale di stagione con i mondiali in terra africana e poi eh il finale di classiche in Italia, finire con i 50 ben abbondanti giorni di corsa che ha fatto anche l’anno scorso e riservarsi di andare alla Welt un altro anno. Secondo me in questo momento anche insomma un po’ per quelle che sono le voci che girano è molto più no che sì. E intanto ringrazio, scusami, eh, ringrazio, eh, sc Rashiram Zrom che ci dice “Grandi ragazzi, grazie per queste dirette. Ci dà anche un insomma un sostegno economico, si può fare su YouTube e apprezziamo sia i complimenti che ovviamente il il dono che viene fatto a Ciclo Web. Ti ringraziamo tantissimo eh per questo gesto piccolo, per non morire, €2 sono €2. Eh, però assolutamente graditissimo. Grazie mille. E anche per l’immagine di copertina, anche questa è un’immagine di copertina tantissimo perché ha citato insomma Nevermind de Nirvana, l’ultimaulta, diciamo, espressione di del rivoluzionaria del rock, secondo me. chiusa la parentesi, però Pogacciar nell’intervista che ha rilasciato a Ray Sport Dario Tomassini se l’è cavata molto bene, tra l’altro con il gesto tecnico di tutto il tour che cioè farsi sollevare dai tifosi nella prima tappalpina e e e mantenersi imperturbabile perché poi in realtà un’anima giocherà Lona, secondo me, Dario Tommasini, lui però non ha escluso l’ipotesi di esserci. ha detto, “Sto prendendo tempo, ci penserò, eh, ve lo farò sapere tra qualche giorno, probabilmente avrai ragione tu, ma non ha completamente chiuso la porta la partecipazione alla web, perché poi alla fine il discorso è questo, è veramente stanco, non ho visto le immagini del podio perché non ero sintonizzato su Discovery, era erai 2 interrotto la diretta alle 8:30, quindi non ho visto come si fosse presentato, magari la recuperiamo ora, però il alla fine, essendo affamatissimo e avendo ancora il cruccio, diciamo, della tripla corona che può comunque ottenere quando vuole, non escluderei completamente l’ipotesi che comunque si presenta, magari affari spenti emergerà a lungo andare, però dire al 100% che Pogaccia non ci andrà eh non è No, no, infatti non ho detto al 100%, ho detto secondo me è più probabile, molto più probabile che non ci vada che ci vada, però ovviamente non ha chiuso lui la porta alla fine del tutto e può essere che che decida di andarci, ma sarei molto sorpreso anche per insomma per quelle che sono le voci e che girano. Holly Fans si scrive Queen Simmons si è preso la scena anche dopo il traguardo lo ha fatto perché adesso vado a recuperare anche il tweet e come già fatto anche da altre Non l’hai visto perché mi sa che è andato su su Discovery anche questo. Eh insomma, intanto è stato premiato come miglior gregario. dopo vediamo anche il video che gli ha dedicato la Lidl Trek, ma poi ha chiesto alla sua ragazza di sposarlo e per fortuna la ragazza ha detto di sì, quindi quindi insomma Queen Simon sicuramente tra i protagonisti di questo Tour de France e come abbiamo già detto in occasione di quella frazione, la seconda tappa di Jonathan Milan porta molto anche la firma di Queen Simmons e secondo me giustamente è stato eh indicato come eh gregario, come uomo squadra più importante perché quel giorno è stato veramente straordinario e poi altre volte magari non non ha fatto m con la stessa pulizia il lavoro che doveva fare, eh, però è anche un ragazzo molto giovane che dallo Svizzera di quest’anno ha decisamente cambiato passo. Magari abbiamo trovato un nuovo protagonista che era atteso vista le sue qualità da eh nelle categorie giovanili, eh però sta venendo fuori adesso con più calma. Si poteva pensare che magari fosse cresciuto un pochino troppo in fretta. e che quindi da da giovane avesse avuto un vantaggio fisico atletico sugli altri, ma adesso sta venendo fuori come un corridore che il suo posto nel gruppo ce l’ha assolutamente. Sì, sì, sì. Molto bene. Ed è un giudizio coerente con quello che avrei voluto aggiungere io. Magari Simmons ha molti margini di miglioramento per la gestione tattica di alcune situazioni, non è mai andato vicinissimo alla vittoria di tappa che fosse per il lavoro che ha fatto avrebbe meritato. Ma quanti corridori meriterebbero il successo di tappa? Non non l’elenco sarebbe sterminato, però davvero mi dà l’impressione di poter diventare un ottimo corridore. È sulla buona strada e ricordiamoci di questo, correggimi se sbaglio, Marco, questo, se non sbaglio è il suo primo grande giro e di sì, cosa importante e cosa ancora più importante non lo doveva neanche disputare. Lo ha onorato alla grande tutta la Lidl Treko che tolte tolti due squadroni, anche se secondo me la UAE Emir XRG diciamo eh non ha fatto esattamente eh del suo meglio per Pogaccia che ha fatto anche da Gigiario a se stesso, secondo me, ma la Lidl Trek nel complesso, anche se con Sonny non ha girato per il meglio, con Sonny che ho preso quest’oggi ha chiuso all’ultimo posto il tour, insomma, potrà dire di essere campione. Olimpico, anche il Lanterna Rouge di un grande giro a tappe, ma la Lidlal Trek come compattezza di squadra, anche come identità di squadra si mangia persino il Wolfpack che pure insomma a maggior ragione dopo la ormai probabilissima uscita di Lenco e Veneple sarà un po’ meno Wolfpack probabilmente e quindi Simmons in quel contesto lì secondo me può crescere, può diventare secondo me un ottimo corridore, non so con quale quale possibilità di diventare protag anagonista di gare di una settimana o di delle classiche, ma per questo tipo di cose e per il lavoro che finché non avrà, diciamo, i galloni da capitano dovrà svolgere, è un corridore perfetto come Scoins e come altri. Poi la Lidl, come sappiamo, passerà per una grossa rivoluzione. Vedi, ne ha fatti anche altri di di grandi giri Simons, però non si era mai visto, ecco, insomma. Quindi, eh ecco ecco al primo grande giro vero della sua carriera, secondo me, esce a veramente sul livello di Campenats, Benot, Polito, ma a differenza di questi altri Simons, secondo me, ha anche un futuro da capitano in determinati contesti, non per vincere o salire sul podio di una grande Costa tappe, ma il suo profilo è esattamente questo. E questa è la scena della della dell’anello di fidanzamento ben accettato, perché di solito ultimamente è anche accaduto anche dei concerti che non sono accettate le promosse di matrimonio è accaduto anche i concerti si sono si sono anche rovinati di matrimonio ultimamente. Eh sì, uno in particolare ATI du in questo caso. In quel caso lì dei cosplay eh se ne sono ne sono saltati per area due. Ed era accaduto anche ai mondiali di nuoto di Kazan del 2015 con due fondisti interpreti del nuoto di fondo in acque libere che eh dovevano unirsi in matrimonio, ma lei, non ricordo più come si chiamasse, non accettò la proposta di matrimonio, se non sbaglio, di Simone Ercoli. Quindi, diciamo, Simmons per fortuna non ha fatto la fine, diciamo, dei Promessi sposi, poi, diciamo, infranti sposi che le cronache hanno in qualche modo portato alla rivo, diciamo, questa è una bellissima vittoria, voglio dire, anche più importante forse del titolo di Gregario, però anche per questo, diciamo, Simmons ha le stimmate per diventare il personaggio, anche i capelli lunghi come un certo corridore slovacco che mi ha fatto battere il cuore. Quasi quasi potrei anche finirla di fare il neutrale, però non credo. Eh eh sarebbe sarebbe bello vederti appassionato di di tifoso di Queen Simmons. Queste sono le immagini del podio finale del Tour de France. Eh direi di iniziare a fare anche un po’ di eh insomma di pagelle, visto che tu insomma di pagelle te ne intendi. Eh intanto c’è la battuta di Lazzaro. Pensavo pensavo fosse Wonder Woman, visto che lui è Captain America. Insomma, tra eroine dei supereroi, anche se qui sarebbe stato un incrocio tra Marvel e DC Comics. Eh grande B. Vabbè, comunque comunque non importa. Eh, prima di iniziare a fare i giusti, insomma, il pagellone e tutto quanto, chiudiamo la pagina dei risultati delle gare con due gare che, insomma, magari non sono le più le più seguite in questo momento. Eh, la vittoria di, a proposito di supereroi, insomma, Oliver Knight, The Dark Knight, eh, la Cofid è riuscita a vincere ben due corse oggi. Eh sì, eh Kight che ha conquistato il successo al Giro di Vallonia e al termine di una fuga a tre in cui c’era anche Lorenzo Milesi che ha fatto secondo, diciamo, salva il bilancio della Cofidis che sarà una delle uno dei tanti imputati del nostro processo che allestiremo a breve. Eh, insomma, Oliviero Cavaliere promette promette, quindi diciamo lo seguiremo con molta attenzione. Tra l’altro vi anticipo, ma Marco mi vale dirà per questo, che l’Unione tecnica ci sarà anche per seguire il Giro di Vallonia e le altre corse di secondo piano. No, scherzo, non per fortuna per fortuna sono più stato dall’idea di analizzare nel dettaglio gli attacchi nella prima parte di corsa che non è coperta dalla televisione. No, tranquillo. Marco K che è anche il leader della della generale. Vedremo come si evolverà la corsa belga che l’anno scorso fu vinta da Matteo Trentin con grande abilità, diciamo, sfruttando gli abboni. Classifica che immagino sia ancora molto corta con un altro corridore da seguire, anche qui con un cognome notevole, Corbin Stron, che ha perso, diciamo, il primato proprio perché il finale di tappa è stato tiratissimo con il gruppo alle spalle, lo vedrete anche nella cronaca di Laria Pieni, ma che non è riuscito a chiudere sui primi tre e Knight ha predao eh nella seconda tappa della corsa Vallone. Secondo Miles e quinto eh Mozzato. Mi sono sbagliato perché mi ricordavo avesse vinto eh alla alla Velta Castiglia e Leones Rada che invece è arrivato secondo, quindi avevo visto velocemente i risultati. Può essere che mi fossi sbagliato, insomma, avessero sbagliato il risultato all’inizio, non lo so. Ha vinto Aimar e cebaria e Kipo Kenfarma che non sarà la vuelta, ma che insomma prende questa vittoria sicuramente molto molto volentieri, insomma lanciando anche un un altro corridore spagnolo. La notizia è che Hua ha messo solo un corridore tra i primi 10 ed è il decimo Antonio Morgado. Crisi nera, crisi nera, cioè finale di stagione sarà dioni e fulmine. di ha contagiato tutti quanti in squadra. Eh sì, sì, crisi crisi. E adesso dalle parti della penisola arabica sta piovendo, cioè è una cosa che non accade mai e giusto giusto piove sul quartiere generale della Emirates XRG. Diciamo che la Allora, la Welta Cas Leon è una delle tante corse, diciamo, del calendario spagnolo che punteggeranno il percorso di avvicinamento alla Welta. Ci saranno il circuito de Ghecio, poi ah c’è anche Olivera Settimo. Grazie Lazzaro. Io non l’avevo vedi io questo ordine di arrivo l’ho letto malissimo. C’è anche Olivera Settimo, chiedo. Quindi dai due top 10, settimo e decimo, sono stati straordinari. Chiedo scusa. Crisetta Crisetta. Crisetta per Crisetta per me più che per la Non dirlo, non dirlo, non dirlo. Comunque peccato non vedere la C Farma che ci avrebbe regalato altri corridomi di culto alla Welta. Segnalo il podio di Cristian Scaroni che dopo il Giro d’Italia in previsione della Welta sta scaldando bene i motori, è arrivato secondo nella gara che si era disputata nel giorno di riposo del Tour vinta da Isac del Toro. Secondo me Scaroni potrebbe essere uno degli italiani in grado di spezzare il digiuno molto più breve, per la verità, di quello che c’era al Tour sulle strade di Spagna, ma anche sulle strade italiane, perché i primi giorni di corso saranno nel nord-ovest della nostra penisola. Quindi, eh, diciamo, anche questa questa Welta Cast Deon ci dà segnali interessanti anche sulla possibile composizione della UAE in vista della Welta che secondo me dipenderà molto dalla presenza o dall’assenza di Tade dei Pogaci. E chiudiamo le corse di oggi con una corsa non su strada, ma con i campionati italiani gravel, con Mattia Gaffuri che ha vinto e che ha dedicato la vittoria eh a Samuele Previtera, insomma erano amici, si conoscevano e dito al cielo per dedicare la vittoria a Privitera. campione, cioè per te, bro, ci manchi, scrive Mattea Gaffuri aggiungendo e sono due, visto che dopo il titolo italiano su strada è arrivato anche quello eh gravel su strada con Conca che probabilmente nei prossimi giorni diventerà ufficialmente un corridore della Jual Lula. Ehm e quello invece Gravel, grazie a Mattea Gaffuri, insomma, che ci ha tenuto a dedicare la vittoria a un amico che purtroppo non c’è più e non c’è più. eh mh insomma a causa di una eh brutta caduta in bicicletta eh in una gara ciclistica. Bene, direi che eh possiamo dedicarci al pagellone, insomma, al processo con tutti gli imputati del Tour de France. Metto la siglia per spezzare un attimo il ritmo. [Musica] Oh, forse non l’avevo ancora fatto vedere, ma faccio vedere anche l’ordine di arrivo della tappa di oggi, perché non l’avevo forse ancora fatto vedere con Ballerini secondo e Trentin sesto. Eh, ballerina ha chiuso veramente in crescendo questo Tour de France ed è stata una buonissima stagione dopo le ultime, poi in particolare quella di Ballerini. Eh, peccato che non ci sia un mondiale adatto, altrimenti poteva essere sicuramente eh un protagonista, però ha fatto un secondo e un quinto nel finale di questo Tour de France, oggi davvero protagonista e insomma questa è la classifica della tappa con Delì Settimo che evidentemente nei giorni scorsi insomma stava male, ma oggi si è un po’ si è un po’ ripreso. Ehm, la classifica finale di questo Tour de France è questa qui con distacchi abissali tra Pogacha e tutti gli altri, ma soprattutto con gli ultimi classificati nella top 10 con Jordaneg 32 minuti e 42. Ci sta che tra Jek e Pogar ci siano 32 minuti e 42 secondi. Eh, alla fine è una è una bella sorpresa. Jegà in top 10, non penso lo potesse pronosticare nessuno, ma insomma iniziamo a fare un po’ le pulci a tutti quanti. Dopo andremo a vedere tutti quelli che non si sono visti. Oggi si è visto Gin Thomas che aveva provato la fuga in una tappa, è stata la sua ultima eh da eh da corridore al Tour de France. Adesso se riesco lo vado anche a prendere il suo passaggio sulla linea d’arrivo, però insomma voto dei Pogachar. Allora, se Pogacha Allora, se Pogacciar avesse ripetuto quello che ha fatto nel 2024, il 10 sarebbe stato scontato. Il 10 lo prende lo stesso perché è il numero uno del ciclismo mondiale, uno dei tre, quattro sportivi più influenti al mondo. Se valutassimo solo questa cosa, fosse il giudizio sarebbe leggermente ridimensionato e non 10 ma nove. Perché forse gli è mancato il guizzo sulle Alpi, forse ha scelto una linea conservativa, era veramente stanco, affaticato. Fatto sta che la UAE è stata meno scintillante di altre volte. Ritengo che anche l’assenza di Almeida abbia un po’ segnato la seconda e la terza settimana del Tour di Pogaccia. Con Almeida alle sue spalle Pogacci avrebbe attaccato in montagna, staccato comodamente Wingegord, forse avrebbe vinto veramente le sei tappe dello scorso anno, ma alla fine questi sono ragionamenti da iper appassionati. Quello che conta è che il suo regno sul ciclismo mondiale, almeno per il momento, sembra destinato a non subire alcun genere di eh di attacco o di assalto e la Visma ci ha provato, anche se in maniera un po’ scomposta. Secondo me Kogcha ha vinto forse in maniera meno dominante di altre volte, eh, non con la superiorità nettissima che ha esibito l’anno scorso nel 2021, ma una superiorità netta, ma non nettissima, gli è ampiamente bastata per vincere il turno. Noi facciamo ammenda, ci siamo illusi che un paio di accelerazioni decise di Vingegord sulla Monvantou potessero riaprire tutto. Lo abbiamo anche fatto nella speranza che la corsa fosse più incerta e che non si scivolasse nell’anonimato di questi ultimi giorni. Però è evidente a tutti che il più forte corridore del mondo, anche quando non è al 100%, ma è al 95, perché questa è la mia sensazione, non si batte, semplicemente è troppo superiore e ha fatto da tappabuchi anche a una squadra che tolti i passisti per la pianura, Poli Tenarez, a mio modo di vedere è stata molto deludente e che sale sul treno, direi su Freccia Rossa o sul tecevè, visto che siamo in Francia. Gacha in grande scioltezza, ma senza aver fatto granché per poter sfidare in maniera pienamente degna alle spalle del suo leader. E c’è anche da aggiungere che Politura nella tappa del Vantù andando a rincorrere tutti, visto che la corsa è sempre corsa a prescindere dal fatto che uno la voglia tenere chiusa. Certamente Pogchar è, secondo me, entrato in una dimensione diversa, quella in cui il supereroi, tu hai parlato di supereroi in precedenza, forse comincia a lasciare spazio un po’ all’uomo. Con questo non sto dicendo che l’anno prossimo, tra due anni lo vedremo staccarsi da 50 corridori in saliti, ma non sarei così sorpreso se dalla prossima stagione in avanti, anche se fino a prova contraria lui è comunque un dipendente della Emirates XRG, forse avrà anche i soldi un giorno per comprarsela, ma lui è fino a questo momento un dipendente, eh, e lo sarà giuridicamente fino al 2030, probabilmente comincerà a essere un po’ più selettivo. Questo magari non farà bene alle corse che diserterà e che magari avranno una lista partenti meno nobile, ma questo ci consentirà di apprezzare una volta di più il corridore che è. Certo, Pogacia si presenterà al via di ogni corsa per vincerla, non certamente per fare allenamento, ma tra una trasferta l’UAE Tour, che pure evidentemente è molto sentita dalla sua squadra, è l’ipotesi, faccio degli esempi molto banali, di andare alla Gand, ad Arelbeck, magari ad Waslor Vanderen o anche fare eh gare di una settimana a cui magari non è abituato, come può essere il Giro di Svizzera o decidere per un finale di stagione diverso. Ganci che comunque è un bel potere contrattuale, eh, avendo anche uno dei due fratelli Carrera che lo assiste, secondo me ci penserà un po’ di più prima di lanciarsi a petto nudo a fare qualsiasi corso. Innanzitutto perché è suo interesse avere il palmares più sfaccettato possibile per diventare il più grande corridore del XXo secolo, anche se secondo me già lo è. E eh i nostri pronipoti, secondo me, non faranno in tempo a trovare un corridore così forte come lui, ma anche per poter in un certo senso scegliere di programmare la stagione con più. Poggacciar eh ha accettato non come un gioco, ma come una sfida, di fare la Robé. è stato costretto a rivedere un calendario in cui teoricamente avrebbe dovuto fare tutte le corse e come è successo all’Amstel ha perso. Ha perso in modo sorprendente da schermose. Eh, oggi si è ritrova a perdere la Manart contesto totalmente diverso ed è uscito sconfitto dalla Rubè che lui l’anno prossimo tenterà di fare anche sacrificando il Fiandere per vincerla, non per arrivare secondo. Quindi io mi aspetto un pocaccia più selettivo e riallacciandomi al tuo discorso anche per questo secondo me si spiegherà la scelta per quanto io confidi in una riedizione magari un po’ meno tesa del duello con Bing Garda la Welta che alla fine lui decide di non andarci dando appuntamento o alle classiche canadesi o direttamente al mondiale vista la necessità di dover adattare anche all’altura che non è un fatto da Io a Poggacha do 10 anche quest’anno perché se è vero che ha vinto solo quattro tappe anziché sei. Altrettanto vero che il Vingegar dell’anno scorso non era il Vingegar di quest’anno, che probabilmente il percorso di quest’anno è stato più esigente, insomma, dall’inizio e lo ha un pochino prosciugato di più. Insomma, è stato un tour mentalmente più più dispendioso. È vero che negli ultimi giorni è arrivato veramente esausto, è vero che oggi ha perso, però insomma la prestazione Otakam è stata strabigliante. Non ha mai perso terreno, nessuna giornata su nessun avversario se non i 20 secondi che ha perso il cronometro da Venep che questo costretto a ritirarsi. Eh, è comunque il quarto Tour de France e questo va sempre considerato. Veniva da una stagione di classiche Esatto, come Frum. È il più giovane a conquistare quattro Tour de France in carriera eh della storia del Tour de France e veniva da una stagione di classiche super impegnativa e quindi anche quello eh probabilmente aveva fatto più fatica quest’anno che l’anno scorso al Giro d’Italia è stradominato prima del Tour de France. Eh, un corridore così dominante non si è mai visto, secondo me. Un tour un Pogacha così forte non so se lo rivedremo mai più. e leggevo un’intervista a un preparatore, mi sembra del della UAE, che diceva “Non è tanto ormai la domanda Pogacha può migliorare, ma la domanda è per quanto tempo riusciremo ad avere Pogacha così forte, perché chiaramente mantenerlo così forte non sarà affatto eh semplice. Poi su quello che deciderà di fare in futuro lo scopriremo solo vivendo. Lui alla fine del del suo intervento sul podio delle premiazioni di oggi ha detto “Forse sarò qui anche l’anno prossimo”. Io non so se la vedeta come battuta o se davvero non sia sicuro di voler partecipare. Magari ci tiene a fare la vuelta, ma si sta rendendo conto che forse fare tour e vuelta una in fila all’altra non è così semplice se poi il tour è così esigente. Eh sì, che quella poi è la vera questione. La Welta comincia sabato 23 24 agosto. Non non vorrei sbagliare. Comunque tra meno te lo dico subito. No, sabato è 23 perché è domenica è 24. Lo so perché è domenica 24 vado in ferie, quindi lo so domenica, sabato 23 agosto, quindi meno di un mese, eh, anche staccando due settimane nei suoi piani. Io, ripeto, ho ipotizzato che possa arrivarci anche a fare speli, come a dire, vediamo come va, ma vediamo come va. può far parte della mia indole perché magari mi butto a capofitto in qualche impresa e pazienza, ma per uno come Pocaccia no, cioè lui vuole arrivare al meglio e quindi sì, lo spiraglio c’è, io sarei ben contento perché il monologo di Vingal dalla Welta magari non ci sarà monologo, magari arriverà stanco dopo il tour, speriamo, insomma, ma non perché abbiamo ce l’abbiamo con Vingagar, ma perché vogliamo vedere una corsa combattuta. Vogliamo vedere la sfida. Eh, vogliamo vedere la sfida, eh, però alla fine realisticamente se il progetto è eh vincere prova in linea e prova a cronometro dei mondiali in Ruanda, anche se secondo me non è facile e il fatto che si gareggi costantemente a 2 m di altitudine a fine stagione con tutte le complicazioni del caso, poi la Slovenia non avrebbe comunque avuto molti corridori a via e visto che tante nazionali ridimensioneranno i loro contingenti, potrebbe anche puntare per il Piano B che è un piano con i controfiocchi, perché poi lo vedremo sicuramente a Lombardia, potrebbe puntare magari a qualche classica italiana eccetera eccetera. Eh, ma io dopo il 2023 la snobo volentieri perché quella quella velta lì ce l’ho ancora qua proprio, eh. Quindi no, beh, la famiglia purtroppo chiama e quindi mi scoccia non vedere, tra l’altro, la partenza dall’Italia. Sare andato volentieri. Non è detto che poi non vada, visto che vado in Corsica, vado in Piemonte. sabato e poi prendo il traghetto da lì. Non lo sono ancora preso il traghetto, quindi sento sento delle voci in casa tua. Eh, papà, che cosa stai stai dicendo? Comando io qui dentro. No, non è vero. Non è purtroppo non è vero. Non è purtroppo non comanda assolutamente niente. Buona grazia che mi venga concesso ancora di fare questa trasmissione, insomma. ormai impegni è incredibile, è incredibile. Gli impegni sono pensato alle 22:02 non sta ancora facendo i suoi domeni, diciamo, coniugando, insomma, fatti prim ecco perché li ha fatti prima evidente, Marco, però diciamo tornando al nostro discorso, lasciando stare le beghe di Casafancia, diciamo pure che Pogacha alla fine ha un piano B con i controfiocchi che gli consente di avvicinare anche le 20 vittorie stagionali, che non è proprio affare per tutti, lo potrebbe essere per Merriere e Milan quest’anno, tanto per dire la differenza. clamorosa che c’è tra lui e il resto del mondo. Quindi realisticamente, anche se a me un po’ dispiace, però proverà e ci può riuscire perché Venep visto l’Evenol visto al Tour, sinceramente non credo come non so come farà a difendere il titolo mondiale, però insomma eh credo che alla fine privilegierà se stesso, anche perché poi c’è un rischio dietro l’angolo, persino per il corridore che più di tutti la prende alla leggere in gruppo perché sa di essere più forte, più vincente, eccetera, cioè quello di perdere completamente la testa e in un paio di momenti in questo tour ha dato l’impressione di avere i nervi, diciamo, piuttosto piuttosto esposti e scoperti perché Pogacher, secondo me, magari qualcuno l’ho anche visto, conosciuto, ci avrà anche parlato, secondo me è uno molto amanto, ma vederlo quasi litigare con i giornalisti e insomma ingaggiare una guerra di per fortuna solo dialettica con i Visma, non è che non faccia onore al suo alla sua statuna, alla sua grandezza che è intoccabile, ma ci mostra un lato sinceramente inedito. E Pogacciar è la gioia fatta persona in bicicletta, non non ci sta di vederlo fare le smorfe sul podio perché non ce la fa più e dire quelle cose che sono forti, cioè non vedo l’ora che il tour finisca. Ecco, qui intanto faccio vedere il tweet di del collega Ciro Scognamiglio che eh dice che insomma le solite le solite fonti che lui cita nei suoi tweet eh che dicono che in questo momento è molto improbabile che eh Pogacha sarà alla vuelta, eh la decisione finale sarà annunciata pochi giorni dopo il la fine del Tour de France, che insomma quello che un po’ vi avevo detto anch’io prima, ma perché l’ha detto poi Pogaccia di ieri, eh, non è che in conferenza stampa ieri Ieri dopo la tappa Pogacar sostanzialmente ha detto quanto riportato da Scognamiglio con in più quello che dice Scognamiglio è che molto probabilmente Pogacia allo stato attuale delle cose non sarà al via della prossima vuelta. Ci sarà invece Jonas Vingegard e che voto dai al danese? Eh, qui sono un po’ in difficoltà, però allora non gli si può dare l’insufficienza, una sufficienza stentata. Io sono per, diciamo, per il set che forse è un po’ tirato, però tutto sommato parliamoci chiaro, da giorno di Pegagut in cui è andato a prendere Venepol e ha comunque limitato i danni da un Pogaccia Stellare ai suoi Pirenei, ha pareggiato la partita con Pogaccia, il guaio che aveva perso comunque 3 minuti abbondanti sui Pirenei, quindi era comunque una partita largamente pezza. Allora, ragioniamo su questo. Vingordita di essere definito eh il più grande tra gli sconfitti da Pogacha per un semplice motivo. È uno dei pochi ad averlo battuto, è l’unico fino ad ora in un grande giro, a parte poi la Welta 2019 che rivelò Pogaccia Real. Quindi il giudizio è attenuato certamente da questo dal Palmares di Lindego che però continua a scontare secondo me questa tendenza, anche se quest’anno ci ha smentito, visto che farà la Welta a voler privilegiare una sola grande cosa o comunque pochi grandi certamente l’atteggiamento è un atteggiamento più propositivo, si mostra più cordiale con il pubblico, addirittura a favore di telecamera. quando mai uno glaciale come Vingeg che saluta anche in maniera affettuosa. In questo c’è anche la sua condizione eh di padre, di marito, certamente, seppure con una moglie ingombrante, come ben ricorderanno i nostri affezionati ascoltatori, visto il processo che abbiamo intentato contro Trine Hansen a inizio turno e forse Trine Hansen un minimo di ragione ce l’aveva pure, probabilmente perché la Visma Lisa Bike, lei lo ha detto preventivamente non è che abbia corso in maniera ineccepibile sempre comune e lo dimostra anche il fatto che ieri Jorgenson e Vellens si sono fatti la guerra in una tappa in cui i loro capitani sono rimasti tutto il tempo a ruota in gruppo. Aggiungo anche che la Visimalisa Bike, pur avendo e insisto su questo, se facciamo un discorso di singoli e anche di gruppo, gruppo squadra, pur avendo gli uomini migliori a disposizione, questo capitale umano non lo sfrutta e ripensandoci, perché poi bisogna essere anche intelligenti nella vita e ammettere i propri errori, poi ovviamente in un fiume di parole come quello che mi caratterizza, non un fiume, nel mio caso letteralmente una cascata purtroppo con sommo piac Ciacere per chi mi ascolta non solo davanti a uno schermo, anche in classe. Eh, spero di no, ma era giusto per ringraziare i miei studenti. Vi aspetto il 15 settembre, mi raccomando. Oddio, una minaccia. Sì, sì, sì, perfetto il 15 settembre, tra l’altro, diciamo, sarà un anno scolastico bello corposo, ma a parte questo, siamo a mezzate, non pensiamo all’inizio della scuola, eh io ho detto questo, cioè che la Visma alla fine in un modo o nell’altro troverà l’occasione per riaprire il tour. non l’avessi mai detto perché sono stati in grado di risollevare la UAE Emil XRG nelle ultime due tappe di montagna, cioè il fatto che la UAE si sia messa a tirare con tutto il, diciamo, con a tutto vantaggio di Pogacia, soprattutto nella tappa del col della Loso, riabilitando una squadra che ha fatto acqua dappertutto, tra Nepolit Narvis, cioè gli uomini da salita si sono clamorosamente staccati. ad in una sola giornata è stato protagonista Solera e Sivakov, neanche in quella giornata se non sprazzi. Eh, questo la dice la dice lunga, diciamo, sul sul fatto che da un punto di vista strategico non siano giocati bene le loro carte e avevano ragione i nostri lettori e o utenti quando dicevano che gli attacchi di Simon Yates, di Jorgenson, nelle nelle tappe anche immediatamente precedenti alle sfide sulle grandi montagne non erano finalizzati al desiderio di mettere in crisi Pogaccio, quanto piuttosto ha l’obiettivo di vincere una tappa che è un obiettivo legittimo e alla fine anche la UAE ha dato una giornata di libertà a Venes che infatti è poi riuscito a vincere alla fine della seconda settimana. Quello che mi fa arrabbiare di più è l’atteggiamento baldanzoso, non perché abbiano creato chissà quale aspettativa, ma perché non potete eh dire “Noi terremo la corsa aperta a tutti i costi”. Cioè, non appena ci si rende conto che una tattica è un po’ fuori luogo, come nella tappa del call della si decide in maniera altrettanto frettolosa di eh rinunciare a questa tattica, di rovesciare il tavolo che e la tavola che loro stessi avevano apparecchiato. Anche da questo punto di vista mi sono passi un po’ troppo contraddittori. Non hanno gestito al meglio le forze in campo. E che forse in campo perché hanno due dei migliori passisti al mondo, Campenals e Benot, hanno Vodhar che ha illustrato la sua fama oggi pomeriggio, non più tardi di 3 ore fa sulle sugli strappi di Montmro. Hanno Eduardo Affini che non dimentichiamolo non è andato neanche così lontano da fare un colpaccio clamoroso nella cronometro di K. Quindi sul piano dei singoli la Visma, questa Visma è superiore all way. Il problema è la gestione del capitale umano che secondo me è stata in alcuni momenti inconcepibili. Aiutami a ricordare una cosa, ma ehm tanto per essere chiari, Jorgenson, non ricordo se l’avessero mandato in fuga nella tappa del Vantù, Jorgenson che praticamente o comunque prima, adesso mi sfugge, ma si è praticamente sciolto come neve al sole alle prime difficoltà. Si era malato, eh, ha detto di essere malato in quel momento del Tour de France, quindi anche questo va considerato, però sì, è mancato Jorgenson sicuramente in supporto, forse per caratteristiche non era neanche l’uomo più adatto eh per aiutare Vingegard a mess a mettere in difficoltà Pogachado, come ho detto l’altro giorno, probabilmente la Visma ha sbagliato a far spendere troppe energie a Vingegard per provare a farle spendere anche a Pogacia. Cioè la tattica è stata quella di mettiamo Wingegard nelle migliori condizioni, nelle prime tappe per non farsi male, per non avvantaggiare troppo Pogachar. Solo che poi Vingegard ha anche provato ad attaccare eh in tappe non proprio adatte alle sue caratteristiche, ha spese energie. Non vorrei che queste energie mancanti siano poi stati uno delle cause della sua brutta prestazione nella cronometro che di fatto ha chiuso il Tour de France. Poi mancavano ancora tutte le salite, ma eh non vorrei che quella quelle energie spese in eccesso siano state la causa del della controprestazione nella cronometro di Vingegard. Eh, alla fine il problema è essenzialmente questo, cioè Wingord ha provato a fare il pogacher sugli strappi quando è evidente che siano due tipologie di corridori differenti. Wingegord è un corridore che riesce anche martellando a lungo a mettere in difficoltà e a staccare gli avversari, ma sullo scatto secco non avrà mai la capacità di produrre VAT che ha Pocaccia e invece lo ha provato a seguire sugli stratti quando ha provato anche a staccarlo. Tu è figo. Provato a staccarlo, ha provato a staccarlo nei ventagli. Cioè alla fine qual è il tuo punto di forza? Attaccare in montagna, possibilmente su salite lunghe. Ora io capisco la volontà della Visma di voler mettere in difficoltà ovviamente a tutti i costi il grande favorito che comunque ha risposto benissimo, ha fatto squadra da solo, ha fatto il gregagio di se stesso in certe circostanze, però il Tour si decide nei 20 anni, il Tour si decide Superante. Ora, ripeto, adesso è facile parlare, il turno è finito, però pur di legittimare quell’aspettativa che loro hanno formulato, guardate che noi daremo battaglie eccetera eccetera, forse un po’ di prudenza in più ci voleva. E non so se sia stato tanto forza, eh più è più la seconda parte, secondo me, perché l’idea di sfinire Pogacer era giusta, cioè alla fine Vingegard era inferiore a Pogacha su qualsiasi terreno, anche in salita Vingegard era inferiore a Pogacha, però poteva diventare superiore nel caso in cui Pogacha si fosse sfinito e alla fine Pogacha si è sfinito e Vingegard fosse arrivato con più energie e poi un po’ i percorsi delle tappe alpine fine che non favorivano proprio eh diciamo così le possibilità di staccare gli avversari perché a ruota tutto sommato si stava bene al netto delle tante salite dei tanti metri di dislivello. Poi il fatto che lo stesso Vingegar probabilmente è arrivato sfinito dopo la Madlen, ha capito che non c’erano energia a sufficienza per per fare male a Pogachar e questa strategia non ha funzionato contro un corridore inattaccabile, cioè dovevano veramente finirlo e Wingegar doveva arrivare veramente molto molto fresco e non con 4 minuti di ritardo eh prima delle ultime due tappe alpine, 4 minuti abbondanti, quindi ci voleva un distacco dimezzato, ci voleva un disacione Impossibile. Comunque ci si poteva ragionare, ma era era una missione impossibile contro questo Poggachar. Diciamo che una parte della logica della tattica che ipotizziamo la Visma possa aver adottato in questo Tour de France aveva senso. La sua applicazione forse non ha tenuto conto del fatto che anche Vingegard non potesse spendere energie a non finire. Voto quindi a Vingegard. Io ho detto sette. Tu hai detto sette. Scusami, me l’ero perso tra una cosa e un’altra. Ma mi sembra una valuta, sono d’accordo. Ci sta sette oggi. Il fatto che non abbia partecipato al finale, qualcuno l’ha criticato per questo, secondo me è abbastanza normale. Non era un finale per le sue caratteristiche, ma assolutamente no, non è un corridore da classica di quel tipo, anzi avrebbe corso anche se rischi e visto quello che gli è già successo l’anno scorso e anche quest’anno una scelta conservativa si può anche comprendere. Lui è uno scalatore, non è un un corridore a tutto campo. Io gli auguro di vincere qualche classica, ma la vedo abbastanza dura, sinceramente, e perché non è quel tipo di corridore, quindi libero di sfilarsi, è arrivato serenamente. Così non lo prende neanche in mane parole la moglie quando stasera in albergo e domani probabilmente a Copenhagen. Immagino vanno lì eh al sul sul volo di ritorno verso la Danimarca. Chiudiamo il discorso su Pogaccia e su Vingegard dando breve più un po’ più brevemente i voti anche alle loro squadre che penso per la prima volta nelle loro nei loro 5 anni di sfide, potrei sbagliarmi perché non ho controllato, non mettono neanche un corridore tra i primi 10 e nessuna delle due, oltre a loro due. Eh, adesso sto controllando perché già prima ho sbagliato su con la con la UE alla Velta Castiglia e Leon, ma mi sembra di sì. Sì, non hanno messo nessuno quest’anno, adesso vado a controllare per gli anni scorsi. Iniziamo dalla UAE. Vota la UAE. La UAE strappa il la sufficienza piena solo perché Pogacci avrà vinto il Tour e perché Narvaez, che poi ho visto nella classifica si è piazzato benissimo. C’è un corridore che non sarà mai un uomo da C tappe, ma per dire il livello purtroppo molto basso alle spalle dei primissimi è arrivato 13º. Se lo fosse stato Bernard We e Polit il giudizio sarebbe stato negativo. È vero, i problemi di salute hanno inciso, però ragioniamo su una cosa. Adam Aes impalpabile in due grandi giri su due e non so come sarebbero andate le cose se Adam Jez avesse potuto aiutare del Toro nella tappa decisiva del Giro d’Italia, però la la Visma a proposito di tattiche, perché non è neanche giusto solo bastonarli, la tattica l’ha azcata al meglio e purtroppo lì c’è stata una gestione folle da parte di Deltoro, il Carapass di quellaosa fuga che poi ha deciso il Giro d’Italia, però come detto è sufficienza piena perché Pogacha fa daario fa da uomo squadra per tutti ed è un peccato perché sarebbe stato molto bello vedere Jo Almeida secondo me anche in grado non di lottare persino per il secondo posto per come sono andate le cose avrebbe potuto persino insigliare Vingord perché alla fine in montagna sarebbero stati loro tre protagonisti. Ovviamente non è successo e quindi è inutile ragionare per periodi ipotetici dell’altà, però la esce abbastanza ridimensionata, la star che tutti abbiamo imparato a conoscere e passa infinitamente più debole dell’anno scorso e l’anno scorso c’era la grana di Panaiuso, eh non dimentichiamo che quest’anno non c’era. Quindi è una squadra di pretoriani all’esclusivo servizio di Pogaccia. La Visma ha vinto due tappi. Aspetta, aspetta. sulla sulla dico anch’io che insomma come scriveva Harry è pesata la l’assenza di Almeida che sarebbe stato un supporto fondamentale in salita per Pog avrebbe fatto ancora di più la differenza e come diceva Luca Vellens e anche lo stesso Politto del eh insomma dei disturbi da comandante capo eh hanno hanno offerto un grande un grande supporto. e sono mancati gli scalatori, insomma, in salita Poger si è dovuto si è dovuto arrangiare un po’ come era stato poi anche al delfinato. Vi correggo sia nel 2022 che nel 2021 nessuno nessun compagno di squadra né di Pogacia né di Vingegard era arrivato ai primi 10, però 2023-2024 invece li avevamo visti e nel 2022 insomma Rogl non è arrivato nei 10 perché poi dopo quel Tour si eh si ritirò, però fu fondamentale chiaramente eh per quella vittoria di Vingegard e quindi per la Hua sufficienza piena secondo me ci sta, Eh, però sì, insomma, alla fine altre squadre senza con un capitano più umano avrebbero avrebbero fatto fatica. C’è da dire che comunque da un certo punto del tour in poi sono stati bravi a gestirsi, sono stati bravi a mettere tutto quello che avevano nelle loro forze per supportare il capitano. E la Visma invece forse è mancata un po’ nel supporto a a Vingegard, però nel complesso è stato un tour molto positivo, vista anche la vittoria di oggi per la Visma. Non ha vinto Vingegar nel Tour né una tappa, però hanno vinto una tappa con Simo Yates, oggi con Venart, hanno vinto per quel che vale la classifica squadre, sono sempre stati protagonisti, anche loro secondo me una sufficienza piena la meritano. Al netto, insomma, hanno perso, però anche con chi hanno perso va considerato. Eh, certo. Eh, sarò più sintetico perché già ho parlato molto della Vismala Bike. quadra dal potenziale enorme. Presi i singoli sono, secondo me, anche superiori a quelli della UAE. Il problema è mancata una strategia intelligente quando correva, cioè nei primi 10 giorni soprattutto in cui la Visma ha fatto il diavolo a 16 non a quattro perché era ventagli quando fosse sarebbe altre squadre farlo. Sufficienza piena che potremmo anche ritoccare leggermente verso l’alto per le due vittorie di tappa, però onestamente eh non abbiamo parlato del grande oggetto misterioso. Jordanson negativo, ma a proposito di corridori che potrebbero, diciamo, comparire, anche se una battuta abbastanza logora all’interno di chi l’ha visto, eh che ovviamente è un appuntamento ormai storico della televisione italiana, Setcas, diciamo, ci entra molto bene nella lista, diciamo, degli oggetti misteriosi. Non penso sia stato un caso, non penso sia stato un caso che siano mancati in tutte le due le squadre gli scalatori un pochino più puri. Damiates. È vero che è un periodo in cui non sta andando particolarmente forte, insomma, dal dal terzo posto del turno l’abbiamo più visto a certi livelli, però tutte e due le squadre sono mancati più gli scalatori che che i passisti. Evidentemente le fatiche della prima eh dei primi 10 giorni si sono fatti sentire eh anche in salita. è possibile, insomma, è una lettura che può che può sicuramente avere avere un suo perché, però insomma Chi era cè mentre Campenart, per esempio, è stato un gregario, eh forse ci sarebbe stato anche lui come pr insomma come eh legittimo eh riconoscimento quello di di Gregario più bravo di questo Tour de France che è stato poi dato a Simons, perché anche Campenart ha davvero fatto un lavoro straordinario per Vingegard e non solo per lui, insomma, per tutta la squadra quando c’è stato necessità, quindi va assolutamente sottolineato di lui T Benot secondo me insieme a Lidl ho citato prima, i migliori in campo tra i tra i Greg di gran lunga hanno fatto un lavoro eccellente. Peccato che non sia non si sia tradotto in qualcosa di più di una sconfitta che ai bei tempi andati delle sconfitte onorevoli nelle sei nazioni di rugby avremmo definito tale, però insostituibili e poi diciamo ha il valore aggiunto di Volvan Vanart che però va detto non è stato molto a servizio dei compagni, non è che abbia parlato a sesso, anche se poi oltre la vittoria di oggi è arrivato secondo nella tappa di Laval vinta da giornata a Milan nell’un unica incursione involata che abbia fatto in tutto il turno, però Vanart è stato, diciamo, un po’ più battitore libero, forse anche con il benestare della squadra, però magari un Vanart in più in certe situazioni avrebbe aiutato, però è anche vero che se si fosse spremuto oggi non lo avremmo visto così come lo potete vedere sullo sfondo che ci accompagna da ormai un’ora e 20. Eh, intanto poi ci sono anche delle dichiarazioni di Pogacha che a cui è stato chiesto quanto possa durare ancora e quanto possa andare avanti la sua carriera e dice punta a Los Angeles 2028, quindi mette le Olimpiadi come obiettivo dopo aver perso quelle e di di Parigi dell’anno scorso, tra l’altro di un anno fa preciso, un anno fa preciso vinceva la prova in linea eh Remco e Venepul. Eh, poi potrò cominciare a pensare al ritiro ha detto. Quindi dopo Los Angeles 2028 fra 3 anni può iniziare a pensare al ritiro. Così così ha detto. E io penso che alla fine quella sarà il capolinea, cioè veramente eh fare il carrier ven, cioè vincere i tre grandi giri, eh il titolo mondiale lo ha già conquistato in linea e vincere l’oro Olimpico. Lui ha già vinto una medaglia olimpica a Tokyo, ma ovviamente gli interessi il bersaglio grosso e visto il profilo accidentato, ricordi ormai lontani, il Giro di California non si disputa da quasi 10 anni, sarà una cosa molto dura e mi aspetto che il miglior Pocaccia, anche se poi bisogna vedere un po’ come sarà fatto il calendario del 2028, perché eh nione la prova la prova in linea sarebbe praticamente a ridosso della fine del tour e quindi Vedremo che scelta si inventeranno i francesi. Magari si inventano un tour diviso in due parti per fare la storia. Esatto. Chi lo sa? Una grande tappe divisa in due e non è una battuta, eh, cioè potrebbe essere anche questa un’ipotesi. Potrebbero farlo anche negli Stati Uniti, eh, sarebbero capaci di farlo, eh, ah, per i soldi che ha so potrebbe sarebbero capaci di tutto, eh, però anche di testarsi l’Olimpiade eventualmente, però diciamo alla fine Sì, sì, sì. Ovviamente visto il potere, diciamo, un po’ ambiguo e che ha e anche la gestione non proprio impeccabile, secondo me, del Cio sotto Thomas Bach, adesso vedremo che farà Coventry, ma ehm mi permetto di dire che è uno scenario che non è da escludere, ma se ci sarà questa sovrapposizione Fogga, soprattutto se dovesse aver vinto già i sei tour che sono il l’obiettivo non dichiarato che lui, diciamo, non manifesta apertamente, anche perché ci aveva già provato From e purtroppo from ha dovuto rinunciare a questo obiettivo. Io penso che legittimamente nel 2028 manderà all’aria tutti gli altri piani per vincere l’unica o grande a loro che gli manca, a parte la Welta Spagna e le due classiche monumento a cui già è andato molto vicino Sanremo e Rut. Facciamo una rapida carrellata anche sugli altri promossi, visto che per adesso abbiamo promosso tutti, sia Pogacer che Vingeg che le rispettive squadre e secondo me giustamente anche Jonathan Milan e la Lidl Trek meritano una promozione direi profino. Sì, sì, sì, sì, direi senza alcun dubbio. Il il sette ci sta, però ho comunque qualche perplessità su sette, perché sette meno dai, perché in certe situazioni Milan negli sprint era il primo tour però eh è vero, non ha avuto non ha avuto sempre tutti i compagni a disposizione. È un po’ mancato Simone Consolni che secondo me arrivato nella forma della vita. eh non è arrivato nella forma della vita, è arrivato ultimo nella generale, ma insomma questo conta relativamente. A Vessio il palmares di Simone Consni, ma eh alla fine gli è mancato qualche accorgimento per la volata perfetta. Eh, poi magari parliamo anche degli italiani, facciamo una panoramica più sugli italiani. Certo. La Lidl Trek e ha dovuto ha pagato, secondo me, anche il fatto di eh trovarsi magari in certe situazioni con la necessità di dover anche pilotare Milan molto avanti. ha affrontato non le volate, per fortuna, delle volate sono sempre davanti, ma la preparazione alla volata sempre molto vie e in questo Theos, Stoiven, Simmons e anche Scins hanno svolto un lavoro impeccabile. Sono eccezionali ed è un peccato che la Lidl Trek abbia praticamente deciso di privarsi tutti questi coins, no? perché credo abbia rinnovato, ma e Stoven saranno tagliati alla fine della stagione e quindi anche per Milan sarà un anno di ricostruzione molto importante se lui credo legittimamente tornerà al Tour. Caro Tri Gouvenù, guai a te se togli le tappe per i velocisti, perché i velocisti hanno tutto il diritto di avere le loro tappe, qui sono serissimo. A parte la battuta, diciamo, che fa un po’ professione docente, diciamo quando sono arrabbiato, ma succede di rado. E diciamo che eh la la Middle Trek, pur avendo perso schermoso e pur non avendo ambizioni di classifica, nei grandi giri ha toccato palla come pochi anni. Cinque vittorie di tappa al giro, quattro Max Pedersen che ha vinto anche la maglia Ciclamin e Carlos Verona nella tappa a mio giudizio più divertente col delle finestre a parte del Giro d’Italia e poi le due tappe di Jonathan Mina che ne parleremo a parte magari tra un attimo, eh, e ha dimostrato di essere degno avversario e secondo me con margini di miglioramento enormi, vista anche l’età dei suoi rivali, Eh, Philipsen e Merlier. Philipsen che purtroppo non abbiamo quasi mai visto per colpa della caduta a inizio tour, ma è sulla strada, lo dico anche mettendoci il carico pesante sulla strada per diventare il velocista più forte del mondo. Deve correggere alcuni accorgimenti, ma anche se sprinta con la testa, diciamo, troppo alta, con quella velocità di punta, eh, come nel famoso spot, può fare ciò che può. Facciamo il bilancio degli italiani, visto che abbiamo parlato di Jonathan Milan e eventualmente poi mettendo anche qualcosa in più sul velocista friulano. Eh direi che tutto sommato, viste le premesse, non è un bilancio così negativo, anche facendo il paragone col Tour de France dei francesi poi, eh chiaro qu la corsa del giro d’Italia e con il Giro d’Italia e con il Giro d’Italia di quest’anno. Allora, partiamo dai numeri che non vogliono dire niente perché noi tra 20 anni ci ricorderemo che alla Valle a Valza ha vinto Jonathan Milan e non ricorderemo che Dainese è finito sesto. Ballerini certo. 14 top 10 al Giro d’Italia più o meno sono state le stesse. Sei Poni, quattro di Gianham Milan, uno di Alffini e uno di Ballerini oggi. Allora, e suonate le campane a morto del ciclismo italian nazionale, senza senza Filippo Ganna, eh suonare le campane a morto è sport nazionale e mi permetto di dire che per come è andato il campionato italiano un mese fa, forse suonarle non è sbagliato, perché se vince un signor corridore che però è senza contratto perché è scaricato troppo frettolosamente da tutti, un problema ce l’abbiamo e il problema esiste e non lo risolve Jonathan Milan. vincendo benissimo due volate di una volata di gruppo e una, diciamo, per pochi intimi al turno e la maglia verde perché non abbiamo ancora detto questo. Quindi i problemi del cicesmo italiano, lo diciamo a chi dovere, non sono risolti perché aver ha dovuto aspettare 6 anni per vincere la tappa al tour significa che nei 5 anni precedenti e nel 2022 c’erano 15 italiani al via, vuol dire che la qualità delle spedizioni non era così elevata. con 11 corridori al via e nove che hanno concluso il tour, tranne Moscon che non si è mai visto e Affini che ha lavorato dietro le quinte e poi nell’occasione che lui ha preso a disposizione l’occasione si è giocata benissimo perché è arrivato terzo e con un pizzico di aiuto nel vento la tappa di Can l’avrebbe anche potuta vincere. Gli altri italiani sono stati tutti protagonisti. Io non avrei mai immaginato inizio tour di dover dire una cosa del genere. tre piazzamenti nei 10 dainese, albanese che è andato in fuga nella tappa di Val è arrivato nono in una volata di gruppo che non è la sua specialità, ma per un corridore che praticamente fino a due stagioni fa era un buon corridore da squadre professional e che solo adesso è arrivato nel cultura, per me è un ottimo risultato. ballerini. Io non so come fa, come sarà l’europeo, ma Marco Villa diceva che sarà un europeo molto duro, ma si ha il profilo accidentato di queste tappe, io lo dico subito, Valleini come minimo seconda punta, se non addirittura capitano della nazionale, visto che comunque parliamoci chiaro, l’europeo è la gara in cui ci possiamo giocare la chance di vincere qualcosa con le nazionali perché il mondiale è molto difficile, ci vuole il miglior Ciccone, ma poi ne parleremo con calma. Eh, abbiamo detto di giorno Consniamente è certo. Grazie ovviamente Cons ha pagato una condizione non cioè purtroppo precaria e non è stato protagonista. Eh, Velasco, a parte l’episodio di ieri nella concitazione della corsa, però un quarto posto l’ha portato a casa e se tutto fosse girato per il meglio, visto che ha un buono sfunto veloce, se la poteva giocare contro Groves e Jake Stewart difficilmente avrebbe vinto, però ha fatto suo. ballerini, lo abbiamo citato, e quindi anche senza corridori di classifica, pensate un po’ gli italiani sono stati protagonisti molto più che in altre edizioni in cui o erano in numero uguale o erano addirittura di più. L’anno scorso è stato un pianto greco, nessun italiano sul podio, una cosa che non succedeva dal 1982 al Tour de France. E per le premesse, per lo stato attuale del ciclismo, esagero, il tour degli italiani è stato meglio del Giro d’Italia. È vero che al giro ce sti primi sei, ma per il livello di competitività del tour dobbiamo usciamo a testa alta. Io alla partenza Lil non l’avrei detto, detto, non mi sorprenderei se non arrivasse nemmeno una vittoria di campo. Potevano essere tre, addirittura quattro, considerato l’andamento del cronometro. La tappa di oggi sono meno rimpianti perché Vanart era superiore, ma in una volata ristetta Ballerini secondo me lì avrebbe battuti tutti, avrebbe potuto anche Vanar, ma è inutile fare del fantaccio, ma per le premesse, considerato che c’è un terzo dei corridori italiani al via rispetto al Giro, non è un tour da stropicciarsi gli occhi perché il primo degli italiani, aspettate un attimo, Velasco, Velasco, Velasco che è finito 38º, quindi sul fronte della classifica la bocciatura inmetta, ma se considera non c’erano uomini di classi di tappa non c’erano uomini di classifica due vittorie di tappa, la maglia verde, insomma, ci sono stati tour molto peggiori di questo. Quindi la spedizione italiana al netto di tutte le difficoltà del ciclismo italiano ci fa un po’ sperare e considerato che comunque è arrivato il podio alla Lieggi e alla Liegi sono comunque stati tanti gli italiani tra i primi 10 è arrivate tre vittorie di tappa Aticano Adriatico. arrivata la vittoria di Tap al Giro di Svizzera, al giro del delfinato. Eh, l’anno scorso ci stracciavamo le vesti perché veramente era una delusione continua, cioè almeno una base su cui lavorare, il che non vuol dire, ripeto, che adesso ci culiamo sugli allori e partiamo con il piglio di chi dice andiamo al mondiale per vincerlo assolutamente no. Però alla Welta, dove ci saranno sia Cicconi sia Tiberi, mi aspetto un guizzo d’orgoglio, come a dire qualcosa in più, magari di una top five stentata che con cui poter chiudere un anno che non è un anno roseo, parliamoci chiaro, ma è un anno comunque brillante perché non abbiamo avuto quasi mai il miglior Ganna se non era Milano-Sanremo. Milan nelle corse in cui è andato ha sempre o quasi sempre centrato il bersaglio. E dirò di più, se Jonathan Milan, anche a costo di sacrificare un po’ di potenza, riesce ad assestarsi su un buon livello, diciamo, in rapporto al peso e alla potenza, nelle classiche belghe in stile gambe, può diventare un corridore anche perfetto per quei terreni lì. Chiaro? Dovrà sacrificare qualcosa in termini di velocità, ma c’è tempo, voglio dire, perché comunque lui è ancheista, ha le volate a cui deve badare. Però è vero che gli avversari si trovati un po’ per strada per caso, perché gli sprinter che non si chiamino, insomma, Merrier e Milan sono stati molto deludenti in questo turno, però io temevo molto dopo la seconda settimana di Pirene, invece lui si è rimesso in piedi, si è andato a prendere i punti negli sprint, ha vinto bene la volata di Valan anche se è ristretta e ha dimostrato con con Merlir e io ci metto anche Philipsen di essere la ruota veloce di riferimento del ciclismo mondiale. E visto che è già in doppia cifra di vittorie, il finale di stagione gli può servire per riportare tutto questo. portarlo alla wetta non serve naturalmente, ma nelle corse in cui andrà mettere insomma cavalli, poi vedremo se andrà anche al mondiale su pista dove ha il titolo dellins in seguimento individuale da difendere, ma insomma chiudere bene la stagione su strada alla luce di questi risultati non può che fargli bene e ripeto, lui è insieme a Ganna il nostro uomo copertino, quindi speriamo davvero che questi risultati lo aiutino a fare quel passo in più che serve per essere sempre competitivo. in tutti i grandi giri nelle volate, ma anche ed è il mio auspicio nelle classiche perché secondo me il fisico io ho detto la gambe verg perché la gand spesso risolve in volante ma perché non puntare tra 3 4 anni a una pareggir che è considerato il peso forma di Milan e la sua stazza è una cosa che non voglio dire sia cucita addosso a lui, ma è una cosa a cui può puntare. faer Philipsen che non l’ha ancora vinta è arrivato due volte secondo perché non ci può provare niente. Per il resto ottimo Davide Ballerini a me piaciuto l’atteggiamento propositivo di Vincenzo Albanese e Simone Velasco. Usciamo di più a testa alta molto più dei francesi perché per nonostante due francesi nei primi 10 Vlen e Jan settimo e decimo. Clan direi tra i promossi di questo Tour de France. Io non mi aspettavo potesse tenere così tanto, invece ha tenuto la grandissima, ha migliorato tantissimo il risultato dell’anno scorso e je come già detto prima, era impronosticabile. Altri promossi, facciamo un po’ una carrellata, anche perché fra poco dobbiamo chiudere, siamo già oltre l’ora e mezza di trasmissione, siamo lunghissimi, poi magari eh andremo oltre in altre situazioni. Direi promossa l’Alpesin, The Curning con Philipsen, Van Derpool e Grove e Groves vincitori di tappa con diversi giorni in maglia gialla nonostante il ritiro di Philipsen in maglia verde praticamente subito nonostante e la polmonite che ha colpito Van Derpool. Tre vittorie di tappa e tutti quei giorni in maglia gialla sono sicuramente un bel risultato e con la vittoria di ieri poi è veramente un gioiello per come per come è arrivata. Eh direi promossa eh promosso anche ehm promosso anche la Quickstep, la Sudal Quickstep non mi veniva Sudal, la Sudal Quickstep nonostante Venepul tutte le loro difficoltà, però hanno vinto due tappe con Merlier, hanno vinto, hanno conquistato l’unica vittoria francese di questo Tour de France, l’unica vittoria di tappa con Valentin Parter in una tappa iconica come quella del Vant e comunque Venep in un tour sicuramente negativo è riuscito pure a vincere eh la ehm la cronometro che doveva vincere per poi crollare in maniera fragorosa. Invece nella cronoscalata di Peragutz di Evenpool abbiamo già parlato, parleremo ancora nel prossimo futuro, visto che potrebbe profilarsi addirittura un cambio di casacca a stagione in corso. per Even è una, cioè no, è quasi certo che andrà alla Red Bull l’anno prossimo, però non è escluso che possa già andarci in questa stagione, quindi potrebbe una possibilità non probabilissima, ma non da escludere e assolutamente. Tra i tra i promossi ci metterei sicuramente Aresman per le due vittorie promossi a pieni voti, intendo, eh Aresman per le due vittorie di tappa. Eh, altrettanti arrivi in salita e poi ci metterei anche eh ci metterei anche Benili perché comunque vittoria di tappa, super combattivo, maglia gialla, ha fatto e top 10 finale che anche questa era difficilmente pronosticabile la vigilia del del Tour de France. Insomma, questi direi che sono i grandi promossi di questo Tour de France. Merito una menzione anche Jonas Abramsen che è arrivato al Tour con una clavicola non proprio in ordine, è riuscita a vincere una tappa e poi dai anche Beno Connor non forse promosso a pieni voti per come ha perso la top 10 per quel che possa valere, però ha vinto una gran bella tappa che ha ricordato un po’ la sua vittoria eh parziale dell’anno scorso alla Weltta, poi chiusa in seconda in seconda posizione. Insomma, questo direi che è il quadro complessivo dei promossi e non credo di aver dimenticato nessuno. Se vuoi aggiungere qualcuno tu, Carmine, ne hai chiaramente facoltà. diciamo il rischio poi di promuovere un po’ troppe persone. Scusami, scusami, me ne sono dimenticato uno di promosso che volevo mettere per ultimo proprio. Volevo, secondo me la picnick PostNL è promossissima a pieni voti, non hanno vinto una tappa, però hanno messo Holley al quarto posto e insomma l’esplosione di Holley è eh è un un grandissimo risultato per una squadra come la Picnick Post NL che ha risorpassato la stana nella classifica squadre, ma sono 16ª e 17ª. Adesso sono un po’ più inguaiate la le Intermarché che poi l’anno prossimo probabilmente si unirà alla lotto, quindi interessa fino a un certo punto e la Cofidis che in questo momento è la squadra eh retrocessa e dopo parleremo anche tra le bocciate della Cofidis, ma poi hanno anche conquistato piazzamenti di tappa con Londandresen, con Bitner, con Vanruieri, insomma una squadra che non ha un grande campione, ha fatto un tour assolutamente di primo piano. La Red Bull invece la vogliamo mettere tra i promossi o tra promossi Simon posti racchiati? Rimandate forse no, perché comunque sono arrivati sul podio con Lipovic e non era così scontato che ci arrivasse, però insomma non hanno vinto neanche una tappa. Roglic ha finito il tour in maniera un po’ particolare. Secondo me ci stava, eh. Cioè, nel senso, tatticamente è stata un po’ una follia, ma Roglic voleva provare a lasciare il segno, a vincere una tappa forse della classifica non gliene fregava niente. Alla fine è arrivato a 25 minuti e 30, però è stata un po’ è stato un po’ un tour particolare per la Bora, per come è andata la per la Red Bull Bora, per come è andata la stagione, questo terzo posto di Lipović però è grasso che cola. Eh, diciamo anche per quello che probabilmente il giudizio eh è più positivo che negativo, però eh mh a proposito di tattiche, Lipovic che prova ad andare all’attacco nella tappa del C dellaws, eh e che quando in realtà i proverbiali buoi erano già abbondantemente scappati e o Connor infatti tra quelli poi è andato a conquistare la vittoria di Tap, una scelta secondo me difficile da da concepire e da e da approvare soprattutto la Red Bull mi è parsa abbastanza debole nelle situazioni in cui magari i capitani avrebbero avuto bisogno di una mano in più da parte dei compagni, però va detto che la Red Bull probabilmente tra le quattro squadre dei corridori che potevano puntare al podio, insomma, se la giocava con la Sudal in termini di competitività. m veramente molto debole, anche se poi, come detto, il loro ottimo tur lo hanno comunque disputato. La Red Bull salva il bilancio con il podio essenzialmente. Roglic ci ha provato, ma poi è rimbalzato in tutte le occasioni, ha persino provato a seguire in una delle tappe alpine Pogaccia del Dingord, ma praticamente si è spento in maniera piuttosto prematura. Fatto sta che il podio nobilita la carriera di Lipovic su cui secondo me la Red Bull dovrà investire di più per proiettarlo stabilmente in questa dimensione, però con l’arrivo probabile di Evenol Lipovic rischia di essere il regista in corsa. posto che non sappiamo se Lipovic avrà un’altra stagione così in cui nel giro di un mese riesce a salire sul podio prima del delfinato e poi del turno. Per il resto una squadra che mi è passata purtroppo abbastanza anonima, che quasi mai si è presa la responsabilità, che non era neanche obbligata a farlo, ma comunque abbastanza distante dall’Elite in questo momento. Ed è un po’ un peccato perché se consideriamo anche il Giro d’Italia con Rogric ritirato e Daniel Martinez che insomma era molto atteso e ha deluso completamente dopo il secondo posto dell’anno scorso, non hanno fatto credere anche Jordi Meus per dire, a parte il secondo posto di Valan non è mai stato di è caduto anche lui è caduto anche lui, insomma quella caduta lì ha un po’ eh mozzato lui e non Luca, ma ha mozzato lui e buona parte del suo treno. Eh, questa è la classifica finale con Gall quinto. Anche questo, insomma, è un bel risultato per Felix Gal che forse si era fatto vedere di più nel tour di 2e anni fa, ma era arrivato poi, se non sbaglio, ottavo, comunque se non è ottavo è settimo, è arrivato giù di là, quest’anno quinto, forse segno anche di un livello un po’ più basso alle spalle dei due mostri. Bene, come già detto prima, la 1x Mobility sia per la vittoria di tappa di Joan di scusatemi, di Abramsen, ma anche per il sesto posto di Johannesen che ha come Lipovic replicato un po’ le sue prestazioni già fatto vedere al delfinato e poi dobbiamo iniziare a parlare un po’ dei dei bocciati. Caro Carmine, partiamo dalle squadre francesi. Ah, lì c’è da divertirsi. L’archea promossa, direi. L’archea, sì, l’archea si salva perché la Total Energy promossa. Sì, la Decathlon sei stiracchiato perché comunque hanno messo uno al quinto posto, però potevamo aspettarci un po’ di più. La Gruppa Ma e la Cofidis invece sono state un pianto, un pianto greco. Qualcuno le ha viste? Qualcuno le ha annotate in corsa tra Giro e Turbo? Sei visto Gregar ieri? Eh, sì. Ma voglio dire su 42 tappe o 41 quelle che sono oggi Dylan Turns decimo eh risultatone salva la cè in 41 tappe di Giro e Tour forse mi sono perso anche qualche risultato buono al Giro d’Italia, ma qualcuno ha percepito la presenza di queste due squadre? Cioè il il livello di competitività del ciclismo italiano sappiamo tutti qual è. Lo sappiamo benissimo che con tutto il rispetto la VF Group ha secondo me degli ottimi giovani che cresceranno ancora e che andranno ad arricchire le squadre del World Tour. Ma Polti Visit Malta e la Solution Tech che comunque ha vinto quest’anno moltissimo sono squadre di seconda fascia tra le profession. Ma che cosa dobbiamo dire allora delle World francesi? Cioè, questi hanno dei budget notevolissimi e il primo in classifica della gruppa A è Martin che 16 facciamo facciamo sicuramente mandiamo eh eh manderemo la sua foto a a chi l’ha visto. Il primo della Cofidis è Bookman che è 30o. Anche di Bookman non si è avuta notizia alcuna durante il cioè rendiamoci conto anche di questa cosa. Quando Emanuel Uber, il proprietario dell’archea, che sta per chiudere, dice in tempi non sospetti che il ciclismo francese rischia di andare in crisi, ecco poi il risultato qual è. Cioè, i francesi hanno cinque squadre al via. s migliori delle francesi. Sono una squadra che sta per chiudere e un’altra che è un budget che secondo me è la metà o meno della metà o meno di un terzo di quello della gruppa MA e della Cofilis. abbiamo un problema non di sostenibilità perché gli sponsor francesi lì sono liberi di spendere i soldi che vogliono, ma non credo che a una importante agenzia di assicurazioni come gruppa e a una de uno una delle società leader mondiali nel settore dei prestiti faccia piacere vedere i loro corridori che oggi ridevano e scherzavano sul GPM di quarta categoria e che in un tour che è stato molto competitivo, ma in cui eh diciamo a giocarsi le vittorie di tappa non sono stati sempre comunque dei fuori classe, praticamente hanno dovuto arrancare. Rendiamoci conto anche di questo aspetto che la dice lunga sul fatto che alla fine ognuno ha i suoi problemi e alle sue croce. Il ciclismo italiano ne ha 1000 e non tirerò fuori il discorso della squadra World Tour perché anche se ci fosse la squadra italiana World Tour il rischio è di fare la fine della Lampa e della Liquiga ultima maniera che avevano più corridori internazionali che corridori italiani. Ma anche il ciclismo francese che ha il triplo delle corse in linea rispetto a quelle italiane, un calendario ricchissimo con la Coppa di Francia e tutto quanto. Poi nella vetrina più importante ottengono dei risultati modesti, una vittoria di tappa e un podio con Giuliana Alfilippi. Per il resto non hanno, a parte Goklen e Janno mai toccato palla. Leni Martinez, con tutto il rispetto, anche la Bahrain, molto deludente, secondo me. Lenny Martinez era partito con grosse ambizioni, paga secondo me degli errori di di gioventù, ma ho l’impressione che lui e anche Romè Greguar, a cui ciclismo francese finché non esploderà Polsa, si aggrapperà in tutte le situazioni possibili immaginabili, non hanno un futuro da corridori da Cossiante. soprattutto Enny Martinez mi sembra un corridore da da gare di una settimana, da traguardi parziali, ma Gregar annunciato come la Next Big Thing, al di là del fatto che sia stato generosissimo ieri nella tappa in cui poi, peraltro, anche caduto in discesa, non è mai stato protagonista. Io avevo ipotizzato non come corridore da top 10 pen, ma da corridore in grado di studiare da uomo da grandi cse e al suo secondo tour e io questi riscontri, anche se a 22 anni non li ho avuti, figurassi gli altri, cioè il a parte se sa quali sono le grandi speranze del ciclismo francese, anche Valentin Parant che ha un buon profilo da scalatore può fare quello, non può puntare ad Certo. Si sono aggrappati i velocisti francesi. Penot può diventare un discreto velocista. Turgin non è più un ragazzino, ha un secondo posto da Sanremo, ma una di gruppo non la vince. L’anno scorso ha vinto attaccando nella tappa degli sterrati. Eh, corridore di buon livello, ma non un fuoriglasse, poi tra l’altro si è ritirato a noemar, come vi dicevo ieri, si è fatto vedere per la prima e unica volta in una tappa che non era la sua, cioè non roba da licenziamento immediato perché De Mar ha salutato il pubblico, secondo me questo è stato il suo ultimo to. Ma la dice lunga sul fatto che sia quasi un ex a cui non è bastato cambiare squadra per ritrovare gli stimoli e parliamo di un corridore francese tra i più vincenti degli ultimi anni, ma ha vinto quasi esclusivamente in Francia, raramente ha fatto risultato fuori dai confini nazionali. Quindi è vero che il ciclismo francese ha quattro squadre World Tour, probabilmente ne av tre dall’anno prossimo e una profession, ma qualitativamente non è molto superiore al ciclismo italiano. Poi è chiaro, loro hanno il fenomeno in nuce posse, noi potremmo rispondere ci sono Giulio Bellizzari e Lorenzo Fin e forse anche Agostinacchio che possono diventare degli anche Piganzoli non sottovalutiamolo, eh comunque l’anno prossimo vai nel World Tour, vediamo se credo sto sperando e sperando che non non diventi un gregario e possa avere l’occasione, almeno Giro d’Italia, di poter fare la sua corsa con una squadra, ma anche lui deve essere chiaramente più competitivo, però Il ciclismo italiano che ha 5000 difetti non è messo così male di come venga dipinto, diciamo, a livello internazionale, perché i francesi nella loro corsa di casa strappano una vittoria di tappa perché Benili sbaglia la volata sul Montmù, altrimenti per la prima volta della storia, ma l’abbiamo rischiato anche noi italiani, eh, quindi non è che stiamo eh a bollarci di chissà che cosa, ma hanno rischiato seriamente, mai come quest’anno, di arrivare a quota a zero vittorie di tappa perché hanno tenuto un altro po’ più e basta e quindi il ciclismo francese chiaramente rappresenta un riferimento. La Decathlon adesso crescerà ulteriormente con il loro accordo commerciale con Olfy che sarà un grande rivale di Milan Merlier Philips nelle volate ma per il resto c’è il deserto. E ti rilancio questa domanda retorica. Quanti corridori fran quanti o meglio i francesi quanti corridori hanno bruciato nell’attesa che arrivasse le rete di Bernarinò? l’elenco è sterminato e io ho fatto altri due nomi di corridori che molto probabilmente, pur avendo un buon potenziale, Martinez anche un ottimo potenziale secondo me, sono destinati ad allungarsi ad allungare questa lista sempre che il loro obiettivo sia vincere un grande giro. è dendente il tour dei francesi, cioè vero, due piazzamenti due nei 10 e lo ha ottenuto con una fuga eh che ha guadagnato un vantaggio spropositato in relazione a quello che si è visto nel turno, ma appartiene a questo livello, può essere un ottimo corridore da gare in una settimana, ma sulle tre settimane ha palesato i suoi limiti come ha detto Davide Cassani, non faceva neanche questo lavoro fino a qualche anno fa e quindi per lui è il massimo Quindi ripeto, non buttiamoci sempre giù, che è un’abitudine tutta italiana, vediamo le cose con la giusta distanza, riconoscendo i nostri limiti, ma vedendo anche i limiti degli altri. 10 secondi solo per dire che gli spagnoli tornano a casa con un bellissimo zero da questa spedizione ed è il secondo anno di fila. e con la Movistar che insomma ha dovuto penare con Mass, non è riuscita sicuramente. E tra le squadre ci hanno provato, adesso almeno si sono visti in corsa, però non sono riusciti, non sono riusciti, cioè secondo me è una bocciatura, anche loro sono rimandati, ecco, loro meritano di essere rimandati, non è la Movistar degli di anni fa, però almeno ci hanno provato, ecco, insomma, poi adesso volevo scorrere velocemente la classifica, poi chiudiamo. Ci sono una marea di corridori che non abbiamo mai visto in corsa. Eh vabbè, adesso qua ancora per esempio Swini l’abbiamo visto, Scotson già decisamente meno. Berté boh, non l’abbiamo visto. Loredana Berté praticamente assente in questo Tour de France. Venturini l’abbiamo visto ieri per la prima volta perché è caduto anche Pachet ha provato un paio di fughe. Ben l’abbiamo visto qualche volta. Paules ha fatto una buona stagione, ma il tour non si è visto. Black Morella Free Palestin, direi anche loro molto molto in ombra. Eh, poi l’hanno fatto ieri, l’hanno fatto ieri, cioè lui e Van Brook, cioè tu non puoi perché pensare che il tutti e tre gli attaccanti collaborassero allo stesso modo. Und eh fazo in una volata contro Groves e ehm e Stuart e non c’è neanche bisogno della controprova, non puoi per un cambio che non ti dà lasciare andar via Caden Groves e Stuart avrebbe avuto le sue chance di batterlo in volano, quindi bocciati anche per questo. E anche Michael Woods, diciamo, ha un futuro secondo me da reporter, ma in corsa dà molto meno rispetto a è ancora molto giovane. È ancora molto giovane, eh, massimo rispetto per gli under 40, eh. Ioni Zagir non l’abbiamo visto. Balgren forse è andato una volta in fuga. Nasen, tu l’hai mai visto Nasen in questo Tour de France? Mai visto sinceramente. Anche Tronchon alla fine è giovane, però non ha fatto vedere niente. Irs è sicuramente uno dei bocciatissimi di questo tour di tutta la la stagione. Forse in nue facevano bene a non fargli fare eh i grandi giri. Toniss in qualche piazzamento, qualche punticino la porato qua e là Arambù. Anche oggi Aramburu l’abbiamo visto sul Mont Vanou. Vabbè, Luis Marr Luis Barr si è eh distrutto in in una caduta. Shampusen l’abbiamo visto ieri per la prima volta perché è caduto. Insomma, ci sono stati parecchi corridori che praticamente non abbiamo mai visto. Neilands, che altura avevamo visto negli anni scorsi quest’anno? Nulla. Dylan Turns oggi decimo, visto per la prima volta. Piti anche lui, a parte il terzo posto della CAD Levance Gre Oceans R, quest’anno non ha fatto praticamente nulla, anche un decimo posto in una qualche classica delle pietre, ma poca poca roba. Luzzenko ormai sembra un ex corridore, insomma, qua vediamo tutta una serie di corridori mai visti per un motivo o per un altro durante questo. Matis Duvel anche un discreto corridore qualche anno fa, mai visto, mai proprio entrato nell’inquadratura. Anche Vermersche Vermersche forse ha lavorato più per i compagni, comunque alla fine la sua squadra i risultati li ha ottenuti. Fred Wright prende il treno Barin Victorius che insomma negli ultimi anni dopo dopo quel dopo dopo quelle voci non è che abbiamo visto molto molto protagonista Barrain Victoriious. Eh poi ancora vabbè Conor Swift poverino, cosa gli vogliamo dire? Castriglio rispetto alla Welt dell’anno scorso è stata una bella delusione. È ancora giovane per l’amor di Dio. Poi chi c’è ancora qui? Mick Van Djk. Mai visto. Mai ormai ha trovato nelle volate ma molto male. Ness sì caduto, però forse portarlo al turno. Non è ancora al suo livello. Pagato. No, assolutamente non è ancora al suo livello. Plap, almeno l’abbiamo visto piazzato in qualche tappa. Anche la Lotto si è vista poco. Abbiamo intravisto Berk Moose che ha fatto una top 10, abbiamo visto bene Delì, considerato tutte le difficoltà che ha avuto in questa stagione, però insomma sono una squadra che rispetto all’anno scorso sta facendo più fatica. Vanet praticamente non c’è stato in questo Tour de France. Mori l’abbiamo visto oggi per fortuna, ma prima anche lui parecchio deludente. Cort è stato malato, di lì ha fatto lavoro di squadra e insomma dai qua Capiò anche lui mai visto, eh, non è neanche questi eh, che sarebbe sarebbe un olimpico vincitore di tappa. mai visto anche lui, veramente mai visto, cioè sul serio, come abbiamo detto di Intermai vista se non per l’anno scorso sono stati la grande rivelazione del World Tour quest’anno un po’ effetto pancia piena e e da quello che mi dici io non ho visto la classifica del World Tour, sono anche a rischio retrocessione, quindi e sarebbe un fatto che avrebbe eh quindi sono in zona retrocessione e io non ci avrei messo un centesimo per come sono andato ma tanto non ci saranno più l’anno prossimo, quindi quindi si uniscono alla lotto. Tra l’altro, insomma, Gerermai potrebbe potrebbe anche liberarsi, eh, perché tutti i contratti Intermarché verranno annullati, deciderà se andare alla Lotto dove troverebbe Delì oppure se provare ad accasarsi. Magari chiederemo ad Alex Carera nei prossimi giorni un aggiornamento sul suo assistito. Dylan Gronen abbiamo scoperto adesso che era il Tour de France, non si è praticamente mai visto come Luca Magic. Vabbè, De Mar abbiam già detto abbastanza, eh, e vabbè, insomma, poi sono arrivati gli ultimi due lì del tre che hanno lavorato per per i compagni, insomma, poi tra i alcuni abbiamo scoperto che erano al tour solo quando si sono ritirati. Insomma, è stato un tour particolarmente eh faticoso e evidentemente riuscire a emergere era complicatissimo per corridori tra virgolette normali. dubbio, però ricordo un po’ lo spirito di certi festival di Sanremo e che ti portano appunto a ignorare eh completamente, o meglio, nei quali eh la presenza di alcuni artisti eh sembra apparentemente inspiegabile se non agli occhi dei loro familiari e una volta concluse le loro apparizioni, chissà perché ricadono nella stessa bolla, una cosa che di di diciamo di indifferenza, di sostanziale anonimato al tur è accaduto un po’ la stessa cosa, diciamo, del festival a parte il vincitore sale sul podio. Non non è questo il caso perché comunque abbiamo romosso tanti corridori. La sensazione è stata un po’ questa, cioè come dire eh sono comparsi sulla scena, hanno fatto 3300 km come tutti gli altri, ma il livello di competitività, ora siamo seri su questo, è stato talmente alto che se non appartieni a quell’elite finisci per pedalare mangiando polvere in continuazione o accumulando 5 ore e mezza di ritardo. Fatto sta che per tanti poi tanti fanno solo i gre, ma molti altri corridori che l’anno scorso o negli anni passati sono stati competitivi o molto competitivi come i girmai deludono e denudono anche pesantemente e questo è un peccato. Ovviamente non è che ci prendiamo beffe dei corridori, ci mancherebbe altro. Credo di sì, caro le fans, verrebbe rinfrescata la Cofid. facendo gli auguri a eh Stefan Kung che ehm l’ultimo mercoledì è diventato figlio, è diventato figlio, è diventato padre, è nato suo figlio Remyikung eh non ha partecipato per questo al Tour the France. Direi che una ragione più che valida. Ringraziandovi infinitamente per averci seguito in tutto questo Tour the France con Runione Tecnica, vi ricordiamo che l’unione tecnica poi tornerà nei prossimi giorni, immagino già mercoledì, venerdì, visto che c’è il Tour France Famire. Eh, poi ad agosto magari un po’ di pausa ce la faremo prima eh della vuelta. Eh, grazie mille davvero a tutti quanti. Grazie a Carmine Marino, ormai idolo delle folle o idolo delle foglie, come diceva un mio eh compagno eh delle superiori quando esagerava con l’alcool. Eh, grazie mille, insomma. Eh, è sempre un piacere fare chiacchiere con te. Grazie Marco, grazie ai nostri lettori e utenti. Hai citato non a caso le foglie e Dario Tomassini sempre più di tutti noi cogli mort di Jack Frever. Eh, non so come gli sia venuta questa suggestione, davvero è stato un bel viaggio insieme. Eh, poi c’è anche la West Spagna che è la nostra corsa di punto, quindi ci divertiremo tanto. E visto che Mattia Garfuri che sta disputando una eccellente stagione come lo Swat Club ha ricordato Samuele Privitera, chiudiamo facendo meno i cazzoni rispetto al solito e ribadendo ancora una volta quanto sia importante questo aspetto legato alla sicurezza che per noi è sempre al primo posto e se permetti, visto che c’era anche un’iniziativa pro Gazza stasera, davvero eh pace per Gazza, ma direi per tutto il mondo, facendo un po’ la figura, diciamo, della Miss Italia di turno, diciamo, di una volta, però Però davvero, visto che stasera c’era questa protesta rumorosa, diciamo, in qualche modo ci siamo uniti anche noi sperando che risuonino parole di pace e lo sport è veicolo, dovrebbe essere veicolo di pace ovunque, non soltanto nei territori della striscia di Gazza. Speriamo, speriamo di sì. Ma poi per la per la pace bisogna impegnarsi e mi sembra che tutta questa volontà di di pacificare quella zona e di fermare un po’ chi chi non la sta pacificando per niente non ci sia. Vabbè dai, buonanotte, grazie mille per averci seguito e ci rivediamo presto qui a Runione Tecnica. Buonanotte. [Musica] go [Musica]

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1 Comment

  1. Ragazzi seguo tutte le vostre riunioni tecniche e vi faccio i complimenti per tutto, volevo chiedervi se riuscite e diminuite la differenza di volume, perché Marco Francia lo sento molto forte al microfono e Carmine lo sento poco a volume al massimo ma non fa bene al udito uno sbalzo di suoni troppo vario grazie 🙂

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