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12 Comments

  1. C'è da dire che nonostante la preparazione non ideale Vingeegard non è mai crollato del tutto, si è staccato ogni volta di circa 1 minuto, non è mai andato alla deriva. Sarebbe stata una bellissima lotta se non fosse calato nella seconda parte. Se fossi in Pogacar un pensierino alla Vuelta lo farei, la vince con una gamba sola, entrerebbe nella storia. Ma forse il timore non è tanto per il mondiale quanto per il possibile calo di energie per l'anno prossimo. Però una forma stellare così non ce l'hai tutti gli anni.

  2. Il peggiore è stato Van Der Poel…mai mai visto con la maglia di campione del mondo … sinceramente pure lui fa una due corse ottime,tra l' altro al Fiandre e Roubaix correva da solo e poi non esiste più

  3. Da aggiungere che la doppietta è stata possibile non solo grazie a Pogacar ma anche a Maurone che ha disegnato un Giro fattibile per chi voleva fare l'impresa. Con un Giro "classico" con 55mila metri di dislivello non penso che saremmo qui a celebrare la doppietta.

  4. Nella puntata si e' parlato del ciclismo italiano quasi inesistente in questo tour, a parte la mondializzazione dello sport che rende più difficile emergere credo le cause, più che nell'incapacita' della federazione, siano da ricercare nella diminuzione di giovani che praticano questo sport ed il motivo principale e' indubbiamente da ricercare nelle nostre strade divenute quasi impraticabili per un ciclista, io stesso, appassionatissimo, ci penso due volte prima di lasciare mio figlio uscire in quella giungla. Non e' un caso che la Francia, secondo paese in Europa dopo l'Italia per incidenti mortali di ciclisti comunque ben lontana da noi nelle staristiche non sia messa molto meglio mentre paesi più avanzati sulla diversificazione della mobilita' come Danimarca, Olanda, Belgio e Norvegia sfornino giovani campioni uno dietro l'altro.

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