Un viaggio di 1600 chilometri in bicicletta lungo le coste della Bretagna, Normandia, Ciclovia della Senna e infine Parigi.

Descrizione itinerario e scarico traccia GPX ciclovia “La Littorale”:
https://www.francevelotourisme.com/itineraire/la-littorale

Descrizione itinerario e scarico traccia GPX ciclovia “La Velomaritime”:
https://www.francevelotourisme.com/itineraire/la-velomaritime-eurovelo-4

Descrizione itinerario e scarico traccia GPX Ciclovia della Senna:
https://www.francevelotourisme.com/itineraire/la-seine-a-velo

Parigi mappa piste ciclabili: https://it.map-of-paris.com/biciclette-mappe/parigi-mappa-bici

In totale 1159. Totale giornate di sole tre. Totale giornate di muffa non so perché non so. Totale giornate di pioggia, guarda, sono solo le giornate di sole, poi il resto non so perché. [Musica] Continuiamo a pedalare sulla ciclovia della Senna da Unfur a Parigi. Siamo a Unflur. Stiamo smontando la tenda e l’attrezzatura. La prima mattina di sole. La prima mattina in un mese la tenda non è strafonda. Abbiamo finito la Velomer Team. Iniziamo la ciclabile della Senna o sulla Senna. È una splendente, una mattinata di una bellezza incredibile. Dritti al supermercato. Ripassiamo perfur. Alla ruota panoramica inizia la ciclabile per Parigi. E che bello un flur visto da qua. Facciamo da botta panoramica a a botta panoramica. Eh, il ponte qua è grande perché passa son tre rami della Senna. Qui ha parecchio strada da fare, ma noi giriamo a destra laggiù. Per fortuna non ci dobbiamo salire sopra. Ah, quello laggiù grande è il porto di Leavre. Eh, sì. Siamo sulla Senna col vento nel culo. L’unica cosa piacevole da prendere in quel posto su una mega autostrada, non è una ciclabile, è una mega autostrada. Ha veramente rotto le palle sto tempo qua. Sì, in un mese è il primo giorno. Bello da dir bello. [Musica] Stiamo tagliando una delle anse della Senna. Prima eravamo su belle stradine di campagne assolutamente deserte. Adesso siamo qua impegnati in una salita con un po’ di traffico. Ecco il rettilineo. Aspetta il rettilineo. Ho aspettato tutta la curva e finalmente mi passa. Bravo, bravo, bravo. Fatta la seconda salitina. Non mai prendi un fruttino qualcosa. Diciamo che stiamo facendo la ciclabile della Senna, cioè nel senso che tu sai che la Senna c’è da qualche parte nel mondo, ma tu vai da tutt’altra parte. Non so perché questa vena polemica sempre, eh. In un angolo di paradiso. Hai visto che case? Sì. Coltia tutte tenute saranno secondo case di Parigini. Io non lo so. Ma sì, non lo so. Non lo so. Beh, bisogna dire che la campagna francese è veramente splendida. È veramente splendida. Porco del colbo hanno l’erba. Questa è abbandonata. Ma ce ne sono certe, ci vivono dentro, eh. Che cavalloni grandi questi, eh. Guarda anche questa che bella che è, tutta col tetto di pago. Bellissima, eh. Guarda questa. Questa non più bella. Ecco si vede la Ecco la fin troppo gentile l’automobilista si ferma. Merc. Bonjour. E questa dovrebbe essere la terza e ultima salita per oggi. Là c’era un bareto. Vuoi bere qualcosa? No, c’ho cioè io c’ho l’acqua. Piia se troviamo una panchina magari ci fermiamo a mangiare qualcosina. Non finisce più questa discesa. Ci portiamo un po’ avanti, dai. Ecco, scesi su di nuovo sulla sen. Mamma mia che casa anche qua. [Musica] Qua c’è una panchina libera. Spuntino sulla Senna. [Musica] È una campagna incredibile, sembra finta. Ti dà l’idea, sai set cinematografici che sono tutti perfetti, che sono tutti messi che dici “Sì, beh, è ricreato, è uguale, è tutto uguale. È tutto così, è tutto tenuto benissimo, non c’è una carta per le strade, un barattolo, i giardini son perfetti. Pazzesco. [Musica] Siamo di nuovo lungo la Senna e non dovrebbe mancar molto al nostro punto di sosta. Come vanno le gambe? Mai vanno in moto. Perfetuo. Beata a te, perché le mie si stan per fermare dopo i 50, voglio dire, elettrico non elettrico col peso e tutto gli altri non fan. Io son stanco. Stiamo per arrivare al traghettino per andare dall’altra parte. Abbiamo preso il traghettino gratuito che ci ha portato dall’altra parte della Senna. Bello, tutto bello. Momento molto importante della giornata e stiamo preparando la papa per Ginger. Ginger, cosa vuoi mangiare oggi? Pollo con riso. Ecco, abbiamo il pollo e stiamo per cucinare il riso. Ha detto che oggi mangerebbe volentieri pollo con riso, sai? Beh, allora siamo stati fortunati, abbiamo comprato giusto. Meno male. È come essere in un parco, ci sono tutti gli uccellini. Pensa domani mattina che conclusione farà. Sì. E le cicogne che c’erano oggi sarà state le cicogne che volteggiavano come gli avoltoi qua sopra, ma erano cicogne. Sì. Oggi dove andiamo? Questo povero e stanco gruppo a Ruen. La mattina vicino alla Senna, la nebbia si alza. Allora il traghetto parte. 10:30. Eh, dobbiamo aspettare una mezz’oretta. Vabbè, traghetto rotto. Traghetto rotto. Anche in Francia si rompono le cose. Ci tocca fare un pezzo di strada statale. Abbiamo trovato ciclabili chiuse, inondazioni, ponti bloccati. Oggi è la giornata del traghetto rotto e ci becchiamo un pezzo di statale che per ora non è malissimo e ci togliamo dalla strada. Se traghettiamo con quello lì, abbiamo la traccia giusto dall’altra parte. Dai, fino adesso non sta andando malissimo. Cosa avevi visto? I I cosi, i cosi. Anch’io vedo i cosi ogni tanto. Hai poco da prendere in giro. Se non c’ero io, tu chissà dove finiri. Non è un traghetto, questo è un è un missile. Sì, poi l’abbiamo preso proprio al volo. [Musica] Splendida campagna, antica ville. Qua ci sono delle mucche felici. E quanto buono fanno il latte queste mucche qua? Stan tutto il giorno a prendere il sole, a respirare aria buona, eh, in questi prati meravigliosi. Bardovilla, la città dei Bardi. Quelle sono le fermate di un pulmino. Anche in questa stradina persa nelle campagne meravigliose francesi, ci sono dei pulmini che passano, probabilmente con degli orari per portare i bambini a scuola o per chi deve lavorare. Ancora una strada lungo la Senna, stavolta con meno macchine. Altro paesino, altro traghetto. Preso al volo. Cosa da ridere è che tutti questi traghetti sono gratis. Paga lo stato francese. Tutti bei paesini. Anche questo, eh? Più bello dell’altro. Di nuovo lungo la Senna, ma stavolta su meravigliosa pista ciclabile. Eh, facciamo fare un po’ di movimento a Ginger, sennò rallentano tutte le sue funzioni, vero Ginger? E qua è venuto giù un albero poco tempo fa. Il porto sulla Senna ormai a Ruen non manca molto e deve aver fatto un bel temporale qua perché è pieno di rami per terra. Continua la zona industriale. Mica da ridere fuori Ruen. Eh, Ruen. Questa è la Siamo seduti alla vecchia zona industriale sulla Senna, appena appena in perezeria di Ruen. L’hanno ristrutturato e hanno fatto ristorantini, uffici. Non so cosa hanno fatto. È bellissimo. Tutta la vecchia zona industriale è completamente sistemata. Cosa hai preso? L’insalata. Ho visto un’insalata bellissima passare. Ho cambiato, cioè volevo prendere una cosa. Ho cambiato idea. Ho preso l’insalata. Secondo me non è bella. No, no, la tua insalata è molto bella. Mi ero sbagliato. Anche il mio toast, peraltro, è abbastanza incoraggiante. Io avevo bisogno di una pausetta perché ero proprio stanco. Ero proprio stanco. Ho bisogno di una pausetta. Ma tu ti senti più una ciclista o una viaggiatrice lenta? Un velocite. Eh, non hai neanche bevuto la birra, figurati te. Pavillon H20 H20 e Leer Ruff, guarda che bello là sopra, eh. Da sì che era bello. Guardate sempre come son segnalate le ciclabili. È chiaro dove dove c’è la ciclabile, dove non c’è la ciclabile, cattedrale di Ruen. Ma è incredibile da di fuori questo posto. Sì, io non lo so se poi nel video rende. Ma cos’è espressione tu che hai letto la guida? Fiammeggiante, fiammo. Dopo dopo rilegg il fiammeggiante fiammingo. Vabbè, vabbè. Tutto complotta contro di me. Adesso c’è anche il treno. [Musica] Piccolo tipicamente francese. Quindi hanno fatto un’altra chiesa a 100 m di distanza. [Musica] E lì, eccoli lì incisi, i famosi teschi e le ossa. Cosa hanno fatto in Italia? Limite di 30. Beh, dite a chi di dovere che siamo già indietro perché qui han fatto limite 20. Mi sembra un po’ ripiombo a casa. Tutte e due fuori piombo, sempre più stretto. A Rueng nasce il famoso detto non c’è due senza tre. Tre cattedrali nel raggio di 300 m. Ah, sì, certo. Una sono una appiccicata all’altra. Questa l’hanno un po’ Anche questa mica da ridere. La cattedral de Notre Dame, la più grande famosa. Sì, ok. Avevo una facciata incredibile, ma le altre due non è che siano da meno, voglio dire. Napoleone è l’impero francese. Lì c’è il comune, probabilmente c’è bandiera francese e qua c’è uno con una cargo bike. [Musica] Super strada per biciclette, mezzi pubblici come dovrebbe essere in tutti i posti del mondo. Oltre sulla Senna da per la larghezza della ciclabile nei due sensi di mercia. Siamo a Ruen, eh, è una cittadina come Udine, 100.000 abitanti e trama gogo nuovissimi. E dopo una sosta a Ruen all’Holiday in Express dove ci siamo concessi un’altra mezza giornata di riposo, riprendiamo la ciclabile verso Parigi. Siamo usciti da Ruen. Adesso ci godiamo questa bella ciclabile sotto gli alberi. Siamo usciti dalla periferia di Ruen. E dove siamo? In un bosco, nel parco che sembra un bosco. Abbiamo iniziato bene la giornata oggi. Le gambe sono un po’ stanche, sono un po’ legnose. Ciao. Lui avrà le gambe meno legnose delle mie. Qua. Sì. Prancia si fa largo uso di dissuasori di ogni tipo perché lo scopo non è quello di facilitare le automobili, ma quello di crearli degli ostacoli per rallentare la velocità. Ecco qua il larghissimo numero di rallentatori. Le galline in mezzo alla strada rischiato un incidente e rallentatori per le automobili. Non sono le biciclette che investono le automobili, sono le automobili che investono le biciclette. Siamo su un ponte, il viadotto ferroviario. Eh, ha fatto la ciclabile un po’ strettina, ma intanto si passa. Momento della passeggiata mattutina. Allora, i francesi son bravissimi a far piste ciclabili, ma sembra che i rimorchi non siano ancora arrivati. Abbiamo dovuto passare 100 sbarrami, molti dei quali erano veramente stretti. Di sicuro siamo solo in riva alla Senna. E dall’altra parte c’è sto paese. È il BF. Sì. Tu hai mai sentito nominare il buff? Io no. coi rallentatori che sono delle vere montagnozze da scammellare. Io credo che sai la macchina scorrita sotto, eh. Uh! Soli belli, belli, ma proprio belli, belli, ma daver paura se li trovi. Sì, aspetta. Alta, alta, alta, alta, alta. Dobbiamo salire sul ponte. Sepur stretta, cioè marciapiede sia per le biciclette col cordolo e così per le macchine più stretta. È il primo camion elettrico che vedo è patato. Non ho visto di che marca era. Su pista ciclabile strepitoso. Usciamo da El Buff con la Sen alla nostra sinistra. Guarda che tipo di rallentatore qua. Cioè, capito? Questo passi con la bici col rimorchio in macchina devi fermarti. Eh, il grano è quasi maturo. Grick and buf. Tanto abbiamo fatto i primi 30 oggi. Oh, è lungo sto paesino, eh? Non finisce più. L’ha messo per lungo come Auronzo. Abbiamo passato un bel paesino dove abbiamo rifatto le scorte di acqua a caro prezzo. E guarda che bella panchina lì. Quanta. Io appoggio alla panchina lì. Io metto qua. Facciamo una pausetta che abbiamo fatto comunque quasi 40. Eh, ecco, facciamo una pausetta, dai. Visto che avevamo iniziato, abbiamo iniziato col dolce, finiamo col formaggio. Siamo andati un po’ all’in contrario. Abbiamo preso un bel panna e crema chantilly. Crema chantilly era e fragole. Questo fiumicciattolo è l’eur. L’Eur, come si dice? È inutile che ridi, mi guardi, non lo so neanch’io. Credo e Ma non son sicura, non ho idea. Non so perché mi guardi e ridi. È una cosa che mi è una cosa che mi dispone molto. Ridere perché incomincio a spararle tutte. Cosa avete da dire? È stata una sosta produttiva, molto produttiva. Abbiamo mangiato, abbiamo bevuto. Meglio di così. Mancano 30 km. Dai Animal, non battere la fiacca. Ecco il cestino, dobbiamo buttar via adesso. Boh, si arriva su un lago. Un laghetto. È un laghetto, sì. Guarda che bello. Molto benissimo. Loro si fanno il barbecue, eh, zone pubbliche, parchi tenuti perfettamente, pulitissimi, la toilette e le docce. È un altro mondo. E le barche per vogare. Bella lunga questa, eh? Laghi, fiumi, paesini. Itinerario bellissimo. Eh sì, Gingia. C’era un buco. Lo so, lo so. È colpa dei francesi. In più lei ci ha passato. Lei, il nostro nemico, ci ha passato. No, ma adesso lo ripassiamo, dai. Pi veloce che vai. Ginger, dimmi tu se devo avere un cane che non vuole star dietro. Siamo arrivati al domaine tre relax. Ma qua è tutto a lei è tutto serato. Proviamo a telefonare. Ecco il campeggio dove dovevamo andare è chiuso, quindi proseguiamo per altri circa 10 km e speriamo sia aperto quello che abbiamo individuato. Prima roba, ancora prima di piazzare la tenda. Tira fuori i sandali. Sì, ho i piedi. Anch’io. Adesso Ginger ha trovato la sua collocazione, mi sembra. Insomma, il campeggio di prima era chiuso e più bellino. Questo grande c’è andata una bella piazzuola e c’è anche il bar ristorante per cui stasera birra. Gogo [Musica] è arrivata l’estate tutta da tutta ad un colpo. Eravamo con gli occhipollari fino a pochi giorni fa. scoppiata proprio nel giro di un due giorni. Il tempo è bello, il morale è alto, il fisico è fiappo. Ormai nulla ci può fermare. Nulla ci può fermare se non il traghettino. È bello svegliarsi la mattina e iniziare con un altro pezzo di ciclabile strepitose. E a Parigi non manca molto, anche se stasera non è ben chiaro come raggiungere il campeggio dall’altra parte della Senna. A nuoto mi sembra l’ipotesi meno probabile e qua è sempre pieno di gente che lavora, che fa manutenzione in tutti i comuni ce ne sono centinaia di persone che lavorano per mantenere il bene pubblico. Eccolo. Che spettacolo stamattina, che spettacolo! E sta impiantumando tutte le piante sul bordo. Lissia come il tavolo di un biliardo. Autostrada per le bici. Autostrada per Parigi. Che per le bici? [Musica] Un pezzo per per togliersi dalla strada. Ci hanno mandato su questo sentierino pezzo un po’ più wilderness. Eh, ma che bello, però, guarda i cigni lì. I cigneti anche i cigneti. Sì, un po’ wilderness, anche un po’ troppo massa. Wilderness. Centro nautico sulla Senna. Guarda kayak tutte le cose che noi non abbiamo. Stage the Wall Kayak. Decine decine di chilometri di pista ciclabile così il castello de da Ross Guon. Hai visto? Eh, meno male che c’è il castello. Meno male che c’è al castello che ci siamo fermati. La comunità dei comuni Vexin Val de Sen. La Valle della Senna. Bravi. Stradina con erbetta. Tra un 6-7 km dovremmo avere il traghetto. Andiamo a vedere se funziona e se possiamo passare dall’altra parte. fanno il bagno nell’assen perché non sanno che ci sono sui carponi. Allora, il piano A è miseramente fallito perché quello doveva essere il traghettino che portava di là le bici perché noi siamo al di qua della Sena, il campeggio è dall’altra parte, quindi proviamo a vedere il piano B se il piano B se si può passare sulla diga dove c’è lo sbarramento e senò dobbiamo passare al piano C. fatto che il piano A è miseramente fallito. Bene, bellissimo. Pausetta. Abbiamo trovato una discreta location per la pausetta. No, volevamo il ristorante sulla Senna e abbiamo il ristorante sulla Senna. Una panchina all’ombra. E questo è il grande hotel di Ginger. Lei starebbe qua tutto il pomeriggio. Qualcosa mi dice che c’è un tronco che ci sbarra la strada. Proviamo, proviamo. Dai, Ginger. Opa. Beh, il problema è Sì, ecco, ho qualcosa nei pantaloni. Potrebbe essere una cosa molto pericolosa. Cosa avevi nei pantaloni? Allora, dai, è un qualcosa del genere. Eh, prima è entrato una roba volando piena di zambe, mi è entrata su per la nariccia. Che schifo! Davvero! Sentivo tutte le zampette che si muovevano. Eh, dopo la pausetta di mezzogiorno è dura rimettersi in moto. Un tratto su strada, ma sempre paesaggi bucolici. Lì c’è la bucca delle lettere. Queste sono famiglie che vivono sull’acqua, secondo me. Eh sì, che case non vedo. Siamo al parco. Tutti spazi pubblici usufruibili, gratuiti, mantenuti a spese dello Stato. Che bello, guarda. Hai visto il laghetto qua che meraviglia con la fontana al centro. Troppo bello questo posto. E poi nella soluzione C, invece di andare trovare un ponte, abbiamo trovato un alberghetto che sembrava in posizione tranquilla perché l’alberghetto nella valle della Senna. In realtà i ragazzi si ritrovano qua per fare Baldoria, soprattutto la sera. L’hotel Valdussein doveva essere un posto tranquillo e quindi 15 giorni fa morivamo di freddo. Oggi stanotte siamo bolliti. Attento aggiunge facciamo sbonk. Vado a Bonk. Abbiamo aperto la finestra, ma giù in strada c’era un rumore assordante. Schiamazzi, gente che urlava, macchine, moto, c’ha di tutto. Boh. E quindi siamo bolliti stanotte. Bene, ripartiti. Giornata. Oggi si annuncia una giornata torrida perché io sono già in maglietta. Siamo un po’ persi un brutto pezzo di ciclabile stretto tra l’autostrada e la ferrovia con un fondo orendo, una zona un po’ abbandonata. Allora, abbiamo fatto 1400 e passa km e devo dire che abbiamo trovato delle ciclabili bellissime, tutto sistemato, delle case tenute in maniera impeccabile. Non c’era nulla, neanche in giro per le strade, per terra, bottiglie, cartace, niente. Adesso che ci stiamo avvicinando a Parigi, le cose cambiano, iniziano a esserci gli accumuli di spazzatura che la gente scarica bellamente. Anche loro fanno le discariche abusive di calcinacci lungo le strade e anche la ciclabile è scaduta alla stragrande. Praticamente è un buco dietro l’altro. Qualcuni li hanno coperti con dei sassoni enormi che fan quasi peggio, con dei rimasugli, probabilmente dei lavori tipo tegle spezzate. Peraltro il posto è anche molto bello con questa zona umida, no? Veramente bella dietro di noi qua. Sì, sì. Con queste casette. Sì, sì, sì. Eh, solo che sto pezzo di strada di sestata veramente ha scassato. Una delle poche cose negative che i francesi non hanno ancora inventato i rimorchi per le biciclette, per cui fanno le piste ciclabili con questi sbarramenti che questo è il milionesimo sbarramento che ti obbliga uno come minimo a rallentare. E vediamo se passiamo perché non passiamo. In Germania c’è un milione di rimorchi per bambini. Noi abbiamo il cane. Uno dice cosa va in giro col cane. Altra sosta inutile. Peccato perché Cicini toglie un po’ veramente così con con aumenta la scassatura per poco. Basterebbe risolvere questi problemi. Il milionesimo e uno sbarramento antirimorchio per bicicletta è una cosa insensata. Aspetta che vengo lì se senò non riesco più, poi mi incastro, non riesco più a sentirlo dare una mano. Va benissimo sentierino di collegamento, ma devono passare a tagliare l’erba. Peraltro un percorso interessante, tratto interessante questo, pieno di cartelli esplicativi dell’ambiente naturale che stiamo attraversando. E appena appena forse tenuto un po’ meglio, sempre più fitto, sempre più rame in faccia. Chi l’avrebbe detto che avremmo raggiunto Parigi su un single trail? Oh, che del! Sembra di volare sull’asfalto liscio. Un altro sterrato, ma questo almeno è stato preparato. Si va abbastanza bene. Comunque è come se fosse cambiato totalmente il clima, mentre fino a qualche chilometro fa era tutto verde, tutto l’erba era come un tappeto, sembrava finta quasi da tanto fitta. Qua invece incomincia a essere tutto un po’ più secco, un po’ più bruciato. E qua ci sono tutte le abitazioni su barca. Qualcuno proprio scassata, non ci avita ovviamente più nessuno. Questa è andata anche a fuoco. Adesso manca poco a Parigi. Mi risulta difficile che i la non possano spendere un po’ di soldi per sistemare questi pezzi di ciclabile che da manti fanno ver com’è dietro? Non c’è nessuno. Eh, amanti fanno veramente schifo. Non ho sarà mica una ciclabile questa. No, cosa mi metti quel busolotto lì di cemento in mezzo a una pista larga 1 metro? Ma veramente? Eh beh, questa questa bisogna farla perché è già un po’ che siamo in mezzo all’immondizia e è già un po’ che li ho passati diversi scarichi. Ecco, questo è il simbolo dell’avvicinarsi a Parigi. Vabbè, adesso c’è una ciclabile, ci sono scovasse dappertutto, plastica, scovasse, bottiglie. Tornati nella civiltà. Eh, boh. Cioè, come faccio a entrare lì? Scusatemi, c’è il simbolo della ciclabile. Come faccio a passare con la bici lì? Ma bisogna essere proprio bisogna essere proprio deficienti, eh? Cioè l’ennesimo il millionesimo sbarramento della sulla ciclabile che non passi con la bicicletta. Cosa vuoi dire? che io cerco di non lamentarmi solitamente mi faccio andare bene le robe, però veramente oggi è stato un un itinerario spallante. Oggi tra il 30 km di sterato bruttissimo, tra tutti questi passaggi io non so quante volte son scesa a spingere il trasporto, a spostarlo, a fare veramente, cioè il mondo capovolto rispetto agli altri giorni. Quindi di là c’è la ciclabile sul lago con le panchine, vista bellissima e noi dobbiamo star qua perché non ci fanno entrare con la bicicletta. Robe da matti. L’inghippo è nato dal fatto che non ci han fatto entrare nella quel pezzo di ciclabile là. Io ho trovato No, no, dritta qua, sempre dritti sulla stenna. Ovviamente hanno dovuto mettere un pirolo perché la sbarra non bastava. Boh, se c’è una panchina io mi fermo perché ho i [ __ ] girati. Uffa, rotta. Ci fermiamo lo stesso. Dopo centinaia di chilometri di percorso straordinario, il tratto compreso tra Mant e Triel Sursen e oltre presenta una qualità decisamente scarsa, sia come realizzazione sia come manutenzione e dopo una piacevole pausetta vicino a una vecchia chiusa in disuso, probabilmente son questi rami nella Sena che si dividono, si moltiplicano. Giornata un po’ sofferta oggi. Sì, io sono molto sofferta oggi della serie non vado avanti. Inizia un pezzo asfaltato. Posso crederci della serie? No, no, non credo ai miei occhi perché dopo 40 km di scassatone anche le gobbette danno fastidio, no? Sì. E sto pensando a una certa parte anatomica. Uh, adesso eh uh uh no. Però il posto sarebbe bello. Guarda, dopo 40 km ti fermi sulla prima panchina e dici “Basta, non ne posso più”. Se andavi avanti ancora 500 m trovavi ogni baret, ogni ben di Dio. Sembra credibile, eh? Ma funziona sempre così. Altri baretti, perché dove ce n’è uno ce ne sono 100.000 Ancora Barretti addirittura sulla chiatta. Bello, simpatico. Boh, siamo tornati nella civiltà, mi sembra. Porto Chiatifero, discreta villetta al mare. Dopo la dopo la sosta sulla nostra panchina scassata, ovviamente si è aperto dopo pochi metri un bellissimo lungomare pieno di baretti e pieno di ristorantini. Sembra incredibile. Vabbè, però mi son fermato per vedere questa barca. che deve avere i suoi begli begli anni. Infatti è l’associazione del Museo della Battellerie. Invece lui lì alla Serra in giardino, ha il giardino sulla barca. Comunque di RF e di raffo anche oggi facciamo più di 60 km 8 milioni di buche. Il mio culo le sente tutte. Ogni buca in più è una buca di troppa. Cioè è una roba ietti che ridere. Le difficoltà aumentano. Campingon la fit pieno. È la prima volta che arriviamo con le bici e ci dicono che è pieno, non ci trovano a posto. È chiaro che chi va in giro in bicicletta dovrebbe avere una possibilità di avere uno spazietto di erba per mettere la tendina e mancanza di e sensibilità nei confronti dei cicloturisti. Arrivati a questo punto bisogna pedalare, è l’unica cosa che ci rimane, pedalare. Parti 70. Andiamo avanti. Stiamo facendo le anse della Senna. Siamo in periferia di Parigi, finalmente su una buona ciclabile, un po’ su sterato ma piano e un po’ su asfalto per andare al per andare al campio di Parigi. Certo, anche qua ci sono dei bei buchi su questo asfalto che che è quasi meglio lo sterrato. specialmente entrati a Parigi su un’autostrada ciclabile solo per le bici, le macchine corsia più stretta e quindi ieri abbiamo pedalato per altri 20 km sulle anse della Senna su una bella ciclabile e siamo arrivati al campeggio di Parigi dove gli unici posti liberi sono quelli nella zona collettiva delle tende senza corrente. Arrivando a Parigi abbiamo visto su una discesetta per la prima volta la Torel e insomma è stata un’emozione abbastanza forte e adesso andiamo, partiamo per fare un giro. Ja.

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2 Comments

  1. Siete mitici… E super carichi!!! E anche super simpatici. Prendo spunto dai vostri giri e prima o poi li farò anche io. Ho anche io bicicletta elettrica, carrellino con la mia cagnolina e la tenda. Avanti così ❤!

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