Tempo di prima grande corsa a tappe della stagione per Filippo Ganna; c’è il Tour de France, evento globale, che va oltre l’essere una corsa di ciclismo. Pippo che sarà alla Grand Boucle, dalla quale manca dal 2022, per vincere una tappa e sostenere i capitani che faranno classifica contro i favoritissimi Pogacar, Vingegaard ed Evenepoel. Il via del Tour sabato 5 luglio da Lille con un probabile sprint, a seguire potrebbe essere interessante la seconda tappa da Lauwin a Boulogne sur Mer che nel finale prevede strappi e strappetti che potrebbero creare attacchi e spettacolo come potrebbe succedere anche martedì 8 luglio verso Rouen con cinque strappi nel finale. In queste due tappe Ganna potrebbe tranquillamente dire la sua. Momento interessante mercoledì 9 luglio con la cronometro di Caen: saranno 33 km pianeggianti; crono da specialisti con lunghi rettilinei da affrontare di rapporto. Certamente Ganna potrebbe essere considerato uno dei favoriti con Evenepoel, Pogacar e non solo: sarà sfida di un livello altissimo. La corsa poi prosegue con tappe spettacolari come quella che arriva sul celebre Mur de Bretagne del giorno 11 luglio o a Tolosa il 16 luglio dopo il primo arrivo in salita a Puy Sancy sul Massiccio Centrale. Il trittico di tappe pirenaiche (dal 17 al 19 luglio con l’arrivo in salita ad Hautacam, con la cronoscalata di Peyragudes e il ritorno a Luchon Superbagneres dopo aver salato Tourmalet, Aspin e Peyresourde) vedrà lo scontro frontale tra i favoritissimi. Da fuga ma dura la tappa di Carcassonne del 20 luglio. Dopo il secondo riposo il gran finale, durissimo. Martedì 22 luglio si va sul mitologico e maledetto Mont Ventoux, cantato dal Petrarca, a seguire fuga possibile nella tappa di Valence e poi le Alpi con due traguardi in ascesa il 24 e 25 luglio: prima l’arrivo a Courchevel Col de La Loze dopo i Col de Grandon e Madeleine e successivamente l’arrivo a La Plagne dopo le salite del Col de Saisies, del Col du Pret e della Cormet de Roseland. Dopo aver necessariamente corso a sostegno, le ultime due tappe chiamano corridori come Pippo; sia verso Pontarlier sabato 26 luglio ma anche nell’atto conclusivo. Dopo il trasloco a Nizza per questioni Olimpiche, dello scorso anno si torna a Parigi, per festeggiare peraltro i 50 anni dal primo arrivo sugli Champs Elysees (quando Francesco Moser nell’unico suo Tour de France corso vince la maglia bianca di miglior giovane). Non sarà però la classica passerella tra il Louvre e l’Arco di Trionfo: patron Christian Prudhomme ha infatti voluto inserire tra passaggi sullo strappo di Montmartre, che lo scorso anno caratterizzò le corse olimpiche, dopo tre precedenti giri del circuito classico. Insomma, anche l’ultima tappa non sarà una passerella ma quasi una prestigiosa classica. “Arrivo al Tour abbastanza fresco – ha detto Pippo di recente – ho fatto solo un Tour de France in carriera e in quello che ho fatto c’era un livello altissimo, ho fatto davvero fatica. Sinceramente di quella esperienza non ho dei gran bei ricordi, ma sarò al via proprio per cercare di scriverne di nuovi, sicuramente più belli; mi piacerebbe vincere una tappa, ho centrato successi parziali al Giro ed alla Vuelta e sarebbe bello aver vinto in tutti e tre i grandi giri”.

Edilà, la fed de Juliette. Parte il Tour de France, la festa di luglio. E se lo scorso anno le attenzioni erano catalizzate dalla prima storica partenza dall’Italia tra Toscana, Emilia-Romagna e Piemonte, già si parla di un ritorno in regione per il 2026, questa edizione vedrà il ritorno alla Gran Book di Filippo Ganna che lo ha corso solo nel 2022. Dopo il titolo italiano a cronometro ed una prova in linea limitata da problemi di stomaco, Pippo prende il via ad un evento che va al di là dall’essere una sola corsa di biciclette. Il Tour è un evento globale che si può quasi avvicinare, forse senza il quasi, ad un mondiale di calcio, ad una Olimpiade. Tutto è più grande, tutto è più forsennato dai villaggi e i ritmi di gara sino alle temperature. Tour, come al solito, durissimo che parte da Lil sabato 5 luglio e che propone un momento focale mercoledì 9 luglio con la cronometro di Kain. Saranno 33 km pianeggianti crono da specialisti con lunghi rettilinei da affrontare di rapporto. Certamente Ganna in maglia tricolore potrebbe essere considerato uno dei favoriti con le veneepolpo Gacciar Vingagard e non solo. Sarà certamente una sfida di altissimo livello. Poi il massiccio centrale con l’arrivo Pui Sani. I Pirenei con l’arrivo in salita Dotaam, la cronoscalata di Peiragud e il ritorno a Luchon Super Banier dopo aver scalato Touralet Spen e Peurd. Ci sarà il mitologico Monventù e le Alpi con i traguardi al Col della L e alla Plagna. Ovvio che il vignonese della Neos Grenadier, alla quale si unirà lo sponsor Total Energy, qui correrà in appoggio, ma sono tante anche le frazioni da fuga da colpo gobbo per centrare l’obiettivo di vincere una tappa, compresa quella finale ai campi Elisi di Parigi domenica 27 che per festeggiare il cinquantennale del primo arrivo di fronte all’Arc de Trionf è stata indurita con tre passaggi sullo strappo di Labut de Montmartre. Arrivo al abbastanza fresco, ha detto Pippo di recente. L’ho corso una sola volta in carriera e sinceramente quell’esperienza non mi ha lasciato grandi ricordi, ma sarò al via proprio per cercare di scriverne di nuovi, sicuramente più belli. Ho vinto tappe al Giro e dalla Welta. Sarebbe bello riuscire a diventare uno dei corridori che ha vinto una frazione in tutti e tre i grandi giri. Lunghe dirette TV di ogni tappa, sia sui canali Rai sia su Eurosport. M.

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