In questa nuova puntata di FOCUS – CICLISMO, Alice Liverani intervista Gian Luca Giardini per analizzare le prime impressioni su questo Giro d’Italia 2025.
Si parte da una novità assoluta: la prima tappa in Albania.
Ora che il Giro entra finalmente in Italia, ci chiediamo: sarà una sfida a due tra Juan Ayuso e Primož Roglič? Spazio anche agli italiani, ai giovani in rampa di lancio e a Lorenzo Fortunato, già in evidenza con la maglia del Gran Premio della Montagna.

🗓️ Cosa ci aspetta nelle prossime tappe fino a venerdì?
🎯 Chi può puntare alla classifica generale?

Un’analisi lucida, condita da qualche provocazione, per entrare nel vivo del Giro d’Italia.

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[Musica] Buonasera e bentornati su Focus. È arrivato il momento di parlare questa volta di ciclismo, ma ovviamente non posso parlare da sola di tutto ciò perché ho bisogno di un grande supporto, di un supporto di un collega di OSport che scrive non solo per noi ma anche per noi, Gianluca Giardini. Ciao Gianluca. Ciao a tutti. Ciao Alice. Ciao Gianluca. Allora, partiamo in facendo un piccolo resoconto e ti ringrazio del supporto che mi hai dato prima di iniziare la registrazione nel raccontare cosa sta succedendo. Giro d’Italia è partito è partito per la prima volta dall’Albania e tra l’altro un paese che ricordavamo prima di collegarci non ha una tradizione così importante dal punto di vista eh della ovviamente del ciclismo, per cui insomma tappe così un po’ scariche di pubblico forse, però è una novità. Cosa ne pensi, Gianluca? Beh, ci sono tre aspetti. Il primo è economico perché ovviamente gli organizzatori hanno deciso di fare la partenza Albania per motivi economici. Hanno probabilmente avuto economica per fare questa questa partenza. Tante volte i grandi giri fanno partenza all’estero, soprattutto per questo motivo, però conto è partire dai paesi baschi, dall’Olanda, dal Belgio, molto più strano partire dall’Albania. Oltretutto qualche operatore del settore si è lamentato del fatto che il governo italiano sponsorizza una maglia al Giro d’Italia per promuovere il turismo e Gazzetta abbia scelto come partner un competitor del turismo italiano, cioè l’Albania. Quindi da questo punto di vista, insomma, c’è stato qualche qualche inclinatura tra eh diciamo gli operatori del settore e e Gazzetta. Però eh per quel che riguarda il pubblico, purtroppo non c’è una cultura in Albania, in altri paesi molto più ciclofi, infatti hanno avuto solo un professionista, tra l’altro abitava Reggio Emilia e e quindi non hanno una tradizione, però i percorsi sono stati molto interessanti e sono state tre giornate movimentate perché c’erano un po’ di salite, non troppe, ma hanno, come posso dire, ravvivato la situazione hanno forse stemperato anche i rischi perché avendo subito un po’ di selezione è diminuita la tensione, la lotta per la maglia rosa sul filo di secondi e quindi diciamo che questo ha portato beneficio alla sicurezza dei corridori. Purtroppo l’unico a farne le spese è stato Olo Michilanda, uno dei favoriti del Giro d’Italia che a 5 km dal traguardo è caduto e srotunato, ha dovuto ritirarsi perché si è male perché come ricordo sempre si può cadere anche senza farsi molto male. Lui purtroppo si molto male, si è dovuto ritirare e abbiamo perso un protagonista. Ma è endemico e storico. Nelle prime settimane dei grandi giri, questo è il problema. Molti vengono eliminati dalle cadute. La cronometro, la seconda tappa era non molto lunga, quindi ha dato dei verdetti, diciamo così, simbolici più che pratici perché non c’era lo spazio per fare grandi stacking. Abbiamo già capito quali saranno le le Gianluca, proprio sull’acronometro, Tiberi, secondo te è stato soddisfacente? Ti è piaciuto? Cosa poteva fare diversamente? troppo corta per dare un giudizio perché Tiberi è un corridore un fondista e quindi lui la seconda terza settimana dà il meglio di sé e il secondo giorno quando tutti sono freschi e riposati fa fatica a dare il suo meglio. Comunque si è difeso lì in classifica e quindi credo che nell’ultima settimana lotterà senz’altro per arrivare tra i primi cinque e io spero anche sul podio. Beh, quindi insomma non mi stai spoilerando che per te non è solo una gara tra Auso e Roglic o sbaglio? Ah, purtroppo ho detto podio, ma i primi due gradini sono prenotati. Sono prenotati, non è devo confermare, però diciamo che Aus e Roglish sono evidentemente i due corridori più morti. Eh, sarà un’impresa a batterli e a meno che non gli succeda qualcosa. Però Tiberi, insomma, è un ragazzo giovane, l’anno scorso si è piazzato i primi cinque, un podio non sarebbe assolutamente da buttare. Ecco, continuiamo parlando dei degli atleti che anche in parte conosciamo perché diciamolo, tu ovviamente conduci Bike Today, no? un for di OA Sport e se non sbaglio proprio a Mike Today abbiamo invitato e intervistato abbiamo invitato e intervistato Lorenzo Fortunato che oggi vagli giusto? Sì mi fa anche molto piacere. gli avevamo domandato se quest’anno, l’anno scorso è piazzato 12º, quindi un ragazzo giovane, c’era da pensare che curando la classifica potesse migliorare un po’ il suo piazzamento. Ricordiamo che ci sono anche i punti un po’ come nel meno esperti hanno una certa importanza, quindi piazzamento in grande corsa attaccato molto alla sua squadra e però quest’anno ci aveva dichiarato di puntare più alle singole tappe o alle singole performance. quella classifica sarebbe stata una conseguenza di tutto ciò e si è sorprendentemente messo in luce già all’inizio di questo girone. la terza tappa è stato un Gran Premio della Montagna di seconda categoria che gli vale per adesso la maglia di leader del Gran Premio La Montagna che è una maglia che che che in molti evoca ricordi di grandi scalatori e la storia del ciclismo è piena diioni che hanno vinto della maglia e quindi un italiano comunque con una maglia così importante è sempre una cosa positiva per il nostro movimento. Beh, Gianluca, diciamolo però eh un po’ forse era anche la tua vicinanza che gli ha fatto comodo, non so. Eh, mi giunge voce che che abiti vicino, particolarmente vicino. Non so. Eh, purtroppo non è merito mio. Cioè, quello che mi accomuna Lorenzo è che abitiamo vicino, ha fatto la sua carriera giovanile nella nostra piccola società di San Lazzaro di Savena, una piccola società che ha sfornato un campione e quindi siamo tutti particolarmente affezionati a Lorenzo e però al di là dell’affezione cominciano a esserci anche dei contenuti, insomma, un corridore che si sta fermando e che sta ottenendo risultati molto interessanti e poi lo aspettiamo come suo solito solito la terza settimana sulle grandi montagne, lo vedremo sicuramente fare qualche impresa. Ecco, andiamo un attimo avanti col giro, poi continua a parlarmi di quelli che sono i favoriti, perché vogliamo qualche altro nome. Vorremmo che ti sbilanciassi su altri, ma prima di sbilanciarsi su altri io direi fai fatica, lo so, ma infatti te lo chiedo apposta prima di andarci a sbilanciare. In realtà vorremmo trattare l’argomento Italia, finalmente si arriva in Italia oggi, oggi, se non sbaglio, prima tappa in Italia. Ehm Allora, intanto chi vedi come favoriti in queste tappe nelle prime, perlomeno della settimana? ricordiamo e poi lo ricorderemo anche alla fine della trasmissione che tutti i giorni o quasi insomma nelle tappe importanti commenterà il suo OSport il i risultati e le imprese dei ciclisti tappa per tappa, per cui ehm scopriremo di più, però nel frattempo raccontami un attimo i favoriti e le tappe che ci aspettano. Allora, per adesso abbiamo visto Matt Pedersen, corridore danese della Lead del Trek, che sta andando fortissimo, ma sono già due mesi che va fortissimo perché alla Parigi Rubet era conacciare e Van Derpool e ha forato e ha perso l’attimo lì, non dimentichiamocelo. Quindi è un inizio di stagione straordinario per Pedersen, quindi nelle prime tappe movimentate che ci saranno da qui a venerdì dove c’è il primo arrivo in salita che secondo me non darà grandi verdetti perché non è difficilissimo. Pedersen potrebbe essere lui la sua squadra il protagonista principale, anche perché è venuto un po’ a mancare Vanart che nonostante il secondo posto nella prima tappa poi è in difficoltà, insomma, non speriamo di recuperarlo che e che ci dia tanto spettacolo, ma non è non è a posto, non è in forma e quindi le prime tre, quattro tappe che vedremo vivranno sulla difesa della maglia rosa da parte di Pedersen, il tentativo di vincere altre tappe e i big saranno più concentrati a non cadere, a non farsi male e a fare il loro meglio. Quindi eh ci sarà qualche giorno un po’ interlocutorio. Per quello che riguarda invece gli avversari del duo Doglic e e Auso che tra l’altro dispongono anche delle due squadre più forti, perché non dimentichiamoci anche di questoare che è consistente perché insomma eh Rodric ha uno squadrone altrettanto aiuso e sarà difficile anche per quello attaccarli nelle tappe col vento in pianura o nelle tappe intermedie. difficilissimo attaccarle. Eh, prima non ho detto un nome di un ragazzo colombiano, eh, Gan Bernal, che ha già vinto un giro, ha già vinto, poi è stato vittima di un incidente che pareva che gli avesse compromesso non solo la carriera, ma addirittura la mobilità. È stato 6 mesi veramente in difficoltà. Mi piacerebbe vedere Bernal lottare a grandi livelli, un po’ per lo spettacolo e un po’ per il ragazzo, perché merita di ritornare ad alto livello e in questa primavera l’abbiamo visto discretamente e spero in questo giro di vederlo qualche volta tornare se stesso perché è un grande campione. Noi abbiamo gli italiani che abbiamo detto prima di Tiberi che è il faro un po’ per la classifica generale. Oggi abbiamo il giovanissimo Pellizzare in decima posizione, ma purtroppo corre nella squadra di Roglic e verrà sintificato alla Cusa sicuramente e questo è un peccato, però come ci ha anche raccontato Paolo Savoldelli, abbiamo fatto proprio la domanda precisa anche lo vedremo soffrire però sarà un bagaglio di esperienza. Siccome Roglic ha 35 anni 36, il futuro è dalla parte di Pelizzari, quindi possiamo avere delle speranze. Ci sono dei corridori come Carapas che hanno già vinto il Giro d’Italia, come i Gemelli Yes che hanno uno vinto una vuelta, un altro salito sul podio in tanti giri, Storer che potrebbe essere un outsider credibile, che ha già vinto un Giro d’Italia anche lui, però credo che siano due gradini sotto Rogic d’Auso. Uso che ricordiamo un ragazzo giovanissimo che ha già vinto un Giro d’Italia Under 23 e eccora nella stessa squadra di Pogacciar, quindi due galletti in un pollaio perché ha un caratterino che voi durante il Giro d’Italia lo conoscerete meglio, ha una personalità molto forte, quel pelo di presunzione tipica dei grandi campioni, è un e quindi una bella lotta con con Robins credo che sarà divertente, insomma. vedere il loro duello e gli italiani speriamo che si infilino e approfittino di questo. Ecco Gianluca, ma qualche giovane? Stiamo parlando di giovani perché Aiuso è ovviamente tra i giovanissimi, per cui hai qualche giovanissimo italiano che invece stai seguendo da vicino? Ma guarda, al giro magari che non si ancora messo in mostra al Giro d’Italia o in generale? in generale, magari facciamo così un po’ un po’ prima il Giro d’Italia e poi mi dici in generale. Allora, Giriro Italia abbiamo detto di Giulio Pelizzari che è il più forte in salita. Non so se ricordate l’anno scorso la tappa decisiva del Monte, però però lo sapevamo, cioè era in fuga con Pogz lo sapevamo qualcuno che magari Beh, ci sono ragazzi come siamo un po’ in ritardo. ragazzo come Piganzoli che l’anno scorso è stato il secondo italiano, potrebbe fare un ulteriore salto di qualità, non è un fuoriclasse, ma è un ottimo corridore. Eh, quindi questi sono i giovani, secondo me, più interessanti in chiave classifica generale. Tra gli italiani invece, al di fuori anche del Giro, abbiamo quel Marco Finn che l’anno scorso ha vinto il campionato del mondo juniores che è un ottimo prospetto, ha già fatto grandi cose tra i dilettanti, ha esordito coi professionisti in gare di secondo piano, ma ha già fatto vedere cose belle, va forte a cronometro, va forte in salita e diciamo che è il prototipo perfetto per le corse a tappe. Chiaramente a 19 anni bisogna avere pazienza ad aspettarlo, però la speranza di vederlo fra 23 anni al Giro d’Italia lottare con i migliori sinceramente ce l’ho per Marco Fin. Ok, lo la prendo così, la prendo così. Ti ho dato una buona notizia, insomma. E e infatti e infatti infatti ti vedo ti vedo che stai sbilanciando e questo è positivo. Non me l’aspettavo da te, per cui eh sì, sì, ha vinto ha vinto il campionato del mondo e ha confermato in tutte le corse più difficili già da dilettante, da under 23 di primeggiare a livello europeo, quindi insomma non è che ci vuole un genio, ecco, basta basta seguirli, no? Giusto, giusto. Eh, faccio un passo indietro, tra l’altro, per un po’ definitivo, no? Per raccontare cosa ci aspetta. Ehm, tra l’altro manca Milan, per cui con Pedersen sarebbe stato forse anche bello e interessante vedere una sfida, no, sulle volate. Anche anche Ganna mi manca perché sono i due italiani più forti su quei percorsi nelle cronometro e però d’altra parte nel ciclismo moderno non puoi improvvisare nulla. Se fai la prima parte della stagione in un certo modo e vuoi andare al Tour de France, perché diciamo la verità, il Tour de France è la corsa a cui tutti ambiscono, bisogna avere il coraggio di rinunciare a qualcosa e purtroppo abbiamo perso due corridori che avrebbero potuto portarci a casa tre, quattro tappe quantomeno e quindi ci dispiace, però insomma li vedremo al Tour France. Ecco, Gianluca, ora facciamo un salto in avanti da qui a venerdì. Da qui venerdì si va si si arriva si è in Italia. Oggi prima tappa. Eh, tanti andando in onda questa sera, oggi si è tenuta la prima tappa, per cui poi scopriremo di più. Ovviamente Gianluca, stiamo registrando di mattina, quindi non hai in mano quello che potrà succedere, però ci puoi raccontare cosa può succedere da domani fino a venerdì. Beh, possiamo dire che intanto oggi eh non so se è accaduto perché chi ci vedrà saprà già il risultato, il problema potrebbe essere il vento, perché in Puglia, in quella zona, è molto forte il vento, possono esserci problemi coi ventagli, può succedere qualcosa. Diversamente vedo una volata, come i pochi velocisti presenti in questo Giro d’Italia e lottare tutti perché le occasioni non sono moltissime, perché è vero che non ci sono grandissime salite, ma è anche vero che sono poche le tappe per i velocisti, perché per esempio già da dopodomani, insomma, ci saranno Napoli, Matera, tutte tappe con arrivi abbastanza movimentati dove non è detto che riescono i velocisti a lottare per le prime posizioni, quindi saranno anche tappe divertenti da questo punto di vista. Poi venerdì il primo arriva in salita, che non è molto difficile, però comunque sarà una prima prova per gli uomini di classifica che dovranno uscire lo scoperto, quindi la prima settimana che ha qualche motivo di interesse e poi dopo dopo si parte con le tappe più insomma più attese forse a partire dall’Umbria, dicevamo. Sì, le tappe sono tante quelle che prevedono delle montagne, però quest’anno gli organizzatori hanno scelto dopo l’amara esperienza delle ultime edizioni, neve, maltempo, problemi, di non andare oltre i 2000 m e di non fare il passo dello Stelvio, il Gavia, questi passi che sono molto rischiosi perché eh insomma la neve a maggio purtroppo in quel a quelle altitudini non è difficile, quindi stravolgere i percorsi diventa complicato. L’unica tappa che supererà abbondantemente i 2000 m sarà quella di Sestrier con il famoso Colle finestre con lo sterrato e quella potrebbe essere la tappa, come posso dire, regina di questo giro, anche se ce ne sono diverse con molto dislivello. Ci sarà anche una tappa con il Montegrappaano di Asiago che potrà dire delle cose. Le montagne non mancano, anche se non ci sono le grandissime vette storiche. Questo un po’ mi dispiace, ma capisco da questo punto di vista gli organizzatori. Beh, andremo a scoprire, andremo a scoprire qualcosa di più, ma visto che io ho scoperto invece una news che tu sarai impegnato a Roma oggi o domani? Beh, oddio, sono impegnato, ma sono impegnato in qualità di appassionato e di tifoso, perché vado a vedere il mio povero il mio povero Bologna che dopo 51 anni, quindi io ero un bambino l’ultima volta che è andato in finale di Coppa Italia e con alcuni amici andremo a vedere amici ciclisti, tra l’altro andremo in trasferta a Roma a vedere Bologna, anzi Milan- Bologna perché la federazione ha deciso che gioca in casa al Milan, anche se sono a Roma. e andremo a tifare per la nostra piccola squadra che dopo tanti anni ci sta facendo veramente divertire, quindi non per il giro, le aspetti dopo procedi verso la Puglia. Potrei fare potrei fare un collegamento sui risultati della tappa dall’Olimpico per dimostrare che a Oa Sport siamo polisportivi a 360°. Su noi sport ci siamo noi. Esatto. Bravo Gianluca, qui ti volevo. Va bene, dai. Ehm, allora io ti faccio un’ultima domanda e poi chiudo così. Eh, tanto, voglio dire, io e te non ci rincontriamo prima della fine del giro, per cui io te la posso fare e sparire. Dipende da te quando vuoi. No, ma io so già che dopo questa domanda poi preferisci che io sparisca, no? Per cui io la domanda te la faccio. Dimmi chi vince il Giro d’Italia. Roglic. Devo fare un n secco con la pistola puntata alla testa. Bravo. Però preferirei Auso perché l’ho visto crescere da ragazzino, correre in Italia e o Bernal perché ho questa affezione o vabbè Tiberi non lo nominiamo nemmeno, però la testa mi dice mi dice Rogric. Va bene, dai. Via. Sono Pensavo Pensavo peggio. Pensavo mi guardassi malissimo. No, domanda leggita, domanda. No, va bene, dai. Ti ringrazio tanto, Gianluca. Ricordiamo ovviamente a tutti eh che, come dicevamo prima, tutti i giorni o perlomeno nelle tappe importanti, insomma, ci aggiornerai sulla tappa della giornata, per cui eh ho visto nella tappa e che cosa ci aspetta il giorno successivo. Quindi grazie Gianluca della disponibilità e grazie di avermi anticipato un po’ di informazioni, insomma, grazie del supporto. Grazie a te e un caro saluto a tutti. Ciao. Ciao a tutti. Ciao. Grazie ancora. Ciao [Musica]

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