Probabilmente la UCA Dupò, eh, vedete proprio tutti c’è la C sulla sinistra, la Telecom al centro sulla destra la Festina c’è Shandri su per la Frances de Jo, vedete Aldag e si stanno addirittura sgomitando, quasi stessero facendo uno sprint incredibile. Comincia tra 500 m la salita dell’Alpe Duest. Ecco, Gianni, mi sembra di assistere alla partenza di un Gran Premio di Formula 1. Tutti a fondo per trovare le prime posizioni per attaccare la salita. Sì, no, anche per ricordare che questa salita la parte più difficile sono i primi 5 km, la parte più impegnativa dopo impegnativa un po’ meno che l’inizio, quindi i corridori devono affrontare questa prima parte al massimo dello sforzo, cercando di prendere la salita davanti per poi non trovarsi a dover inseguire subito fino dall’inizio che sarebbe troppo faticosa, anche perché ricordiamo che oggi è una tappa di 200 km, quindi il corridore arrivano sotto qua sotto la salita con già 190 km nelle gambe, quindi conta molto risparmiare il più possibile e dare il massimo negli ultimi 5-6 km dove sicuramente si girerà questa corsa. Qua qua all’inizio della salita l’importante è non perdere le ruote dei de più gli avversari più pericolosi e poter star lì a lottare con loro. Ed ecco qui inizia la salita con il gigantesco Aldag, il più alto del tour che ha fatto l’andatura. Sono sempre gli uomini della Telecom in testa. Ner la maglia gialla sulla sinistra, poi ecco Vasser, ecco che scatta Vasser, Cedric Vasser, incredibile, ma vero, la maglia gialla, la leadership ha veramente cambiato questo corridore, un corridore di terza fascia, noto soprattutto per essere figlio di quel Alen Vasser che si era imposto il diavolo. che appare con questo scatto da infarto. Gianni, cosa ne pensi di questo scatto del diavolo? Del diavolo o divur? No, del diavolo. Del diavolo. Il diavolo è sempre presente se Altura era un personaggio al Tour è diventato personaggio anche Giro Italia. Quando siamo alle corse come Tour de France ce lo vediamo lì sempre presente. Sappiamo quindi che manca poco l’arrivo e e quindi tirate un sospiro di sollievo anche perché è sempre nella parte più impegnativa del percorso, quindi te sospiro di sollievo non lo tiriamo, però sappiamo che quindi una maledizione e un ringraziamento. edizione perché è nel punto più difficile ringraziamento perché significa che dove lui ormai la tappa sta per concludere che se vogliamo ben guardare lui era proprio inizio di questa salita nella parte più impegnativa nella parte dove si il gruppo si sgrana e rimangono quelli che ambiscono la tappa o alla classifica. Cedric Vassur. Cedric Vassur dopo la maglia gialla è nuovamente all’attacco, ma la Festina gli concede poco spazio. Beh, non aveva nessuna possibilità Vaster, non è uno scalatore. Non ho capito questo scazzo, anche perché non ha uomini in classifica della squadra che possa che possa amare questo questo scatto di Vassore. Entro vedete la festina con Herb, sono loro che cercheranno di impostare il ritmo. Comunque un maglia Ulrick sempre nelle prime tre posizioni e anche Duupo, vedete quarto, dovrebbe essere lui l’ultimo uomo della Pina ad aiutare Viren. Ma Cedric Vastor ormai si sente vivo, ormai ha capito che è bello farsi notare e che bello anche essere intervistati. E è la febbre del tour che prende anche chi lo fa. Quando capiscono che si esce dall’anonimato si diventa qualcuno. Poi difficile fare il famoso passo indietro. Intanto rivediamo subito Urrick, Vank subito davanti e il nostro Casagrande e con Pantani che come al solito come già sui Pirenei parte come in sordina ma si fa trovare puntuale. Adesso comincia davvero l’Alpe Duest perché la cosiddetta marmalaglia del gruppo si è levata di torno e tocca loro. E c’è anche Ris. Allora Gianni, eccoli qua in testa Urrish a scandire il tempo, il metronomo della tappa, signori, inizia veramente ed ecco Pantani, inizia veramente la scalata dell’Alpe West. I giganti del tour Urrish, Casagrande, Ris e Pantani. No, faccio notare che non c’è dei grossi di classifica non c’è Olano. A questo punto la famosa operazione podio di Pantani è già partita. Ricordiamo che deve dare un minuto a Olano, 1 minuto e 10 a Olano. Eh, c’è di mezzo ancora Ris, però la salita è ancora lunga, uno è già andato e arriva Eskertin, mentre Paltani è in testa. Nella scia di Paltani c’è Viren, poi la maglia gialla, poi Ris, allora Vank, ecco, iniziano gli scatti. 13ª tappa, l’Alpe Dues. Pantani incomincia il suo forcing nella scia di Pantani Vank, poi Urris in terza posizione, poi c’è Ris, ormai si è staccato il gruppo ai pantani. Continua, continua a scattare e a voltarsi. Non ha più lo scatto di due anni fa Marco, però c’ha un’andatura fortissima. Vedete che questo è il tratto più difficile, quindi cerca di forzare l’andatura, di sfiancare gli avversari. Sono rimasti solamente quattro, quattro in prima posizione. C’è Pantani in seconda Uris, poi la maglia gialla, poi Ris, un vuoto, un vuoto incredibile alle spalle del quartetto ed ecco Casagrandre Gianni. Ma io devo fare i complimenti a Marco che ha dimostrato dopo un anno fermo di ritornare il corridore che tutti si aspettano. Diciamo che ha avuto una grossa pressione da parte della stampa l’anno scorso che tutti lo aspettavano quest’anno al giro. Si è presentato quest’anno al via del tuo con una condizione discreta, ha migliorato giorno per giorno e adesso il quad per legge sull’al dove lui ha già vinto. Diciamo che lui sta scandendo il passo, sta facendo vedere che un po’ detarleggi su questa salita e speriamo che riesca a portare a termine con una vittoria questa tappa perché siamo contenti anche noi italiani. Personalmente mi ricordano gli scatti di Charlie Gaul che scattava con le mani basse sul manubrio. Ora si porta con le mani alte anche lui come gli altri pantani. Continua ad attaccare poi la maglia gialla di nella scia del leader della classifica c’è Ris. Ora Vank si porta in testa. Ha fatto male questo questo primo scatto, questo primo allungo di Pantani. Vedete che appena rallentato lui, gli altri non hanno contrattaccato. Vuol dire che sono a tutta mi sembra dei quattro che quello che sta peggio è Biarneris. Mentre quello che sta meglio ancora una volta la maglia gira è che d’altronde veniva dato per sfacciato da tutti già tre giorni fa. Sì, perché alla prova della montagna aveva ha dato una una pessima dimostrazione del suo delle sue attuali condizioni. Devo dire che lui adesso sta tenendo con le unghie, con i denti, anche perché la salita è affollata di danesi che evidentemente si erano preparati qui con largo anticipo pensando ad un bis del tour dell’anno scorso. Purtroppo sono tantissimi, ma purtroppo si trovano un riscontrofigura di di del ris dell’anno scorso. A questo punto a questo punto sono messi molto meglio e soprattutto col morale e i tifosi italiani che si sono piazzati anche loro già da questa notte e devo dire ecco l’ano che cerca in qualche modo di limitare i danni. Abbiamo visto anche Davide Rebellin a 10 m da Olano con Gimenez, Scartin e Matuis. Ecco, intanto notare come a mano a mano che si sale la folla si farà sempre più numerosa, sempre più massiccia, sempre più opprimente. La faccia di ris comunque già da adesso promette poco di buono e comunque, come abbiamo già avuto modo di dire in partenza di trasmissione, i tifosi danesi sono in netta maggioranza. Abbigliati in maniera incredibile con elmetti da vichinghi, addirittura eh dipinti con i colori della bandiera nazionale. Lotta per quanto concerne il folklore tra danesi e olandesi. Tanto queste sono siamo in coda al gruppo in difficoltà, niente da fare, l’abbiamo visto prima, faceva troppa fatica, non è più il pianneris dell’anno scorso in salita. Mentre Ulrick sta pedalando molto bene e Marco Pantani sta proseguendo nel suo forcing. Cerca di sfiancare la Viren. Mi sembra anche Virenk in difficoltà. Eh, notate il movimento delle spalle, notate come si alza sui pedali. A fatica si volta a controllare Ulrich. Biarneris ha perso terreno. Continua operazione podio. Sì, a questo punto io scommetterei che Pantani riesce a a diventare terzo questa serfera. Adesso eh mi sembra che questa sia un’operazione toccando ferro conclusa, anche perché Pantani lo vedo benissimo. Erano era veramente da tempo che non vedevamo uno spettacolo simile in salita. E Pantani si è girato, ha visto Ris praticamente cotto e ha ritrovato nuova energia e avete visto in in un tempo brevissimo gli ha già rubato parecchio terreno. A questo punto resta aperta la grande questione della tappa. Vedo Ris che controlla, ma come al solito non fa fatica. Speriamo non abbia voglia un’altra volta di di aggiudicarsi la tappa perché, voglio dire, Marco sta spendendo tantissimo per fare la selezione e lui ha tutta la tranquillità di amministrare. E Giovanni Bruno, noto cicloamatore, ci chiede i rapporti. Sì, Rissa sta usando un 41-21, mentre quelli davanti stanno usando un 19, quindi ha due denti in meno, un rapporto più difficile. 20 secondi ritardo di Casagrande, 47 quello di Escartin e di Olano. Testa della corsa, 181 il numero di gara di Pantani, 8 quello di Urrich e poi con 111 Rank. Allora, sempre Pantani a fare l’andatura. Sempre Pantani sta facendo un’andatura fortissimo. Mentre stavo notando la bicicletta di Viren, adesso se ce lo inquadra un’altra volta. Sì, ha una ha un 26, ha cambiato bicicletta, vedete? Ha le ruote più piccole, eh, quindi una bicicletta Perché usano questa bici in salita? Perché è più rigida, perché è più pronta nello scatto ed è più leggera. È una bicicletta leggermente superiore ai 7 kg, quindi nella salita va molto meglio. Una una soluzione adottata anche l’anno scorso dai corridori della HSE sulle Esolabert alla Welta. È una è una bici che va molto bene in salita, naturalmente in discesa no e proprio per questo blank coda del gruppo. Una bicicletta che aveva usato Rominger nel 95. Crominger però la usava solo nel cronometro, mentre sulle Ecco, riparte, parte. Attacco di Pantani. Attacco di Pantani. Uric si volta, cerca Zank. Pantani sempre con le mani basse sul manubrio, scatta. Primo scatto di Pantani. Vedete il rapporto un po’ più duro quello di Pantani, molto agile quello di Ulrick, sempre seduto, ha una potenza incredibile, mentre Viren, come abbiamo detto ieri, sta pagando lo sforzo della cronometro in difficoltà, lo vedete, disposta da tutte le parti, gambe gambe aperte. L’unico che oggi può battere Marco Pantani è la maglia gialla, ma penso che cerchi soprattutto perde terreno. Esatto. Niente, non c Vank perde terreno. Sentiamo Gianni Bugno, un giudizio sui tre. Viran in difficoltà. Diciamo che la selezione è stata fatta. Adesso penso e spero che arriveranno Urri e Pantani, possa vincere Marco Pantani questa tappa che la merita sicuramente. Diciamo che abbiamo visto un Ris in difficoltà per un R ha saputo stringere i denti, lottare e avere la stessa faccia di quando ha vinto l’Amster Race, quindi dobbiamo meravigliarci se giro così. Solo che ha vinto e qua ha dovuto staccarsi anche perché l’età è quella che è giustamente. 10 km alla conclusione, continua Pantani, si alza ancora, scatta, però notate veramente un applauso grandioso. Ulrich sembra che stia disputando una cronometro veramente perfetto in sella. Sei d’accordo, Gianni? Sono d’accordo, sì. Infatti parlano chiaro, un recon scompone, è sempre a ruota di Pantani e non l’ho mai visto scomposto, ho sentito che non sia mai scomposto in queste etappe, quindi dobbiamo dire che abbiamo trovato un nuovo fenomeno. Speriamo chi sappia amministrare ci sia ci regali delle grosse imprese nei prossimi anni. Comunque, comunque, Gianni, anche Ulrick mi sembra in difficoltà, eh, per la prima volta. Per la prima volta in difficoltà, l’avevamo detto, questa è una salita. Ecco, va, va. Pantani è avuto uno sbandamento, mentre Urrich però limita i danni ancora una ventina di metri. Comunque è importante il fatto che per la prima volta la maglia gialla sia in difficoltà ed è Pantani che scatta ancora. Gianni, diciamo che Pantani stanno molto forti. Adesso ho staccato anche la maglia gialla, quindi e se non succede qualcosa speriamo di no, vince questa tappa. E io penso, Gianni, penso che non abbia avversari oggi. Oggi penso di no, anche perché Ulrik con tutti quei minuti che ha di vantaggio non ha nessun ha nessun interesse ad andare a morire per stare con Pantani. Farà come faceva Miguel Indurain, proseguirà del suo passo. Una salita comunque che non è come quella di Andorra, è una salita dura argia 8-9% di pendenza adatta da uno scalatore come Marco Panzani che qui vinse 2 anni fa. Ricordiamo che l’ultima vittoria di di Marco risale al 16 luglio del 95, vinse a Gusenes e oggi penso che sia difficile che qualcuno possa insidiarlo. E sulle strade del Tour de France ritroviamo Pantani. Il grande Pantani. Eh, finalmente è una cosa persino commovente. Eh, era arrivato qui eh ancora una volta circondato da difficoltà. Eh, gli altri si preparavano da mesi per questo appuntamento. Lui ancora una volta aveva dovuto interrompere la sua il suo recupero al Giro d’Italia. Aveva cercato di fare di tutto al Giro di Svizzera, aveva sofferto poi di nuovo a pochi giorni dal Tour de France la trache e la febbre e invece adesso lo ritroviamo qui e a me stupisce la puntualità con cui Pantani ha mantenuto i suoi impegni. aveva promesso a tutti, mi ritroverete sull’Alpe Duest e con una puntualità stupefacente è davanti a tutti, ha staccato pertino la maglia gialla che, come dice Cassani, non può pensare di rovinare tutto per tenere un ritmo così folle e stiamo vedendo, secondo me, le due cose più belle e più grandi di questo Tour de France, un Pantani irresistibile in salita, il Pantani che conoscevamo. Quindi 2 anni di tormento sono chiusi, finalmente, definitivamente chiusi. e stiamo vedendo il grande dominatore dei prossimi anni che che è il corridore più completo, diciamo, che è Uning. Secondo me l’Alpeeduest compie un atto di assoluta giustizia sportiva, dando a questi due protagonisti tutto il premio che si meritano e io spero che l’esito sia questo, cioè grande vittoria di Tap Pantani e Urrick secondo perché vorrebbe dire che a questo punto nessuno, nemmeno il il semidio V rank che i francesi considerano così tanto avrebbero più nulla da recriminare. 8 km conclusione e l’Alpe Duest ci riporta alla grande Pantani. Francesco Moser, io credo che Urrick ha fatto bene a lasciarlo andare perché se insiste troppo a tenerlo, se se Pantani riesce a fare questo ritmo fino in cima, credo che possa mettere un bel distacco fra i due. Sono rasoiate, sono scatti che si pagano. giustamente si volta, controlla, non deve rischiare niente, fa bene ad andare di questo passo, lascia andare Pantani. Pantani che continua l’operazione podio, non soltanto vittoria di tappa, ma sale verso il podio. potrebbe già questa sera arrivare alla seconda posizione perché eh c’ha eh 2 minuti e e mezzo circa di distacco da Viren, un Virenk in difficoltà, mancano ancora 8 km, potrebbe dargli intorno ai 15 secondi al chilometro in questa salita finale. Quindi un Pantani che sta ancora salendo con un 39-19, un rapporto abbastanza impegnativo, comunque sta salendo fortissimo. 33 secondi il distacco di Viren. 15 secondi il distacco di Urrish, 33 quello di Virank. In classifica generale il ritardo di Virank da Urris il vantaggio di Vankti di Paltani. Gianni e per Gianni Tendo Bugno, tu hai avuto la grande soddisfazione di salire sul podio del tour, non dimentichiamolo. Ho avuto anche questa soddisfazione, andato seconda e terza. Volevo dire una cosa, però non è che Urrick ha lasciato andare via Pantani. Pantani gli ha dato via di forza perché no per carità nessuno perché se Urva star lì ci stava volentieri. Solo che oggi Pantana è incontenibile e anche se voleva star lì non ci sarebbe riuscito. Non è che ha lasciato andare, non non ne aveva più per star lì a questo punto e poi adesso si è amministrato per andar su col suo passo. Certamente, ma perché il suo passo è un altro. Allora, Gotti al giro, Pantani al tour. Ritroviamo gli uomini da grandi corse a tappe. Gianni, non dimentichiamoci. Abbiamo anche un Bartoli per le corse in linea che secondo la Stavamo parlando di corse noatti voglio dire No, sto parlando quando parlavamo del nostro ciclismo italiano vuol dire che il nostro ciclismo si evidenzia su tutti su tutti i piani per tutto l’anno. Quindi quando si parlava di un ciclismo italiano in diciamo che adesso il ciclismo italiano non è più in crisi. Abbiamo trovato dei grossi campioni, dei grossi corridori che ci daranno le grosse situazioni nei prossimi anni, quindi facciamo il tifico per loro. Giandi, personalmente non ho mai pensato né detto che il ciclismo italiano è in crisi. No, no, no. Questo all’inizio dell’anno era stato detto che il cino italiano non riusciva più a emergere tutto quanto. Invece abbiamo dimostrato nei italiani grazie a questi corridori che il ciclismo è ritornato a grandi livelli e che si in italiano con questi corridori che stanno facendo allora attenzione moto 1 significa Pantani, moto 2 Urrich, moto 3 Zank. Intanto Pantani ha già la terza posizione virtuale della classifica generale perché Ris è a un minuto e 30 ecco qua Ris Moto 4 Ris numero un davanti a lui Casagrande maglia rossa. Un grandissimo tour anche per Francesco Casagrande. Sono il quarto e il quinto a questo momento. 1 minuto e 30 il loro distacco da Marco Pantani. Un rist in difficoltà è costretto a rimanere nella scia di Casagrande che sta salendo del suo passo. Comunque un Francesco ammirevole. Tanto si alza, vedete come la facilità si alza sui pedali, mani basse. È un uno scalatore atipico perché di solito lo scalatore saliva con le mani alte come aveva in questo punto, però soprattutto l’inizio della salizza sempre con le mani nella posizione del velocista. Questo per e ho appena finito di dire che in precedenza ho visto solo Charlie Gaul scattare in salita in questa maniera. Allora, per quanti si fossero messi in ascolto, in visione in questo momento, Marco Paltani vola verso la vittoria, verso il trionfo dell’Alpe Dues e vola anche per il podio finale del Tour France. la situazione. Pantani, poi la maglia gialla di Urris che è in seconda posizione. In terza posizione c’è Zank in quarta Casagrande e insieme a Casagrande Biarne Riss. È la 13ª tappa. Il 13 porta fortuna a Pantani. 13ª tappa da Santien all’Alpe Duest 203 km per raggiungere quota 1860. anche i peli rossa, anche i ross sono gli olandesi che sono molto appariscenti, però questo dà fastidio naturalmente a a Marco che è concentratissimo. Io parlavo proprio con lui ieri e gli chiedevo “Ma cosa pensi? Cosa cosa pensate quando andate in salita, quando siete in queste salite lunghe? Perché io personalmente non riuscivo mai a ad andare forte.” Lui mi diceva: “Sì, è importante”. Ed ecco che la regia ci ripropone questo folcloristico personaggio non gradito, assolutamente non gradito. Però batte una malata anche sulle spalle di Urt, non gradito assolutamente dai corridori. Ecco, e qui ritorno un attimo a Gianni Bugno. Cosa vuoi dire ai tifosi? ai tifosi che naturalmente vogliono eh far vedere il loro tifo, la loro passione. Tifosi che sono qui da ore e ore, molti di loro addirittura da ieri sera. Ecco cosa vuoi dire Gianni Bugno, ai tifosi sul che seguono le grandi corse a tappe nei tratti finali? Ma c’è ben poco da dire. Certamente si corrono dei rischi per quanto riguarda i corridori quando ci troviamo di fronte, però è una cosa che fa molto piacere. che dà una grossa situazione vederli così numerosi che sono un tifo per te o per qualcun altro, ma che tifano sempre il ciclismo, quindi è una cosa che fa molto piacere. Certamente tante volte possono creare dei problemi, ecco, bisogna essere un po’ giudiziosi cercando di infastidire il meno possibile i corridori che in quel momento stanno facendo uno sforzo al massimo. E tu cosa pensavi quando volavi verso le tue due vittorie qui all’Alpeed Duest? Pensavo ad arrivare in cima e basta. in cima mi concentravo sullo sforzo e nient’altro. Non c’era l’altro tempo, c’era tempo da senì pensare in quel momento. Telegrafico, un giudizio su Vank, eccolo qua inquadrato. Ma Dir sempre ha dimostrato questi Tour del Fan andare sempre forte, però diciamo che come scalatore secondo me più competitivo Pantaneo, molto più forte Pantano, però in Francia hanno lui come uomo per le grandi salite, quindi dobbiamo capire i francesi se stimono molto il loro campione che è appunto di rec e quindi dobbiamo dare merito anche a lui di delle le grandi cose che ha fatto. B un giudizio su Pantani. Eccolo qua inquadrato. Pantani, come hai già detto prima, è partito in sordina con una condizione discreta, ha saputo migliorare giorno per giorno e questa vittoria la merita perché ha saputo lottare fino in fondo, ha dimostrato di essere tornato a grandi livelli e quindi ci aspetteremo sicuramente l’anno prossimo per conquistare la maglia gialla o la maglia rosa. Quindi un Pantani che è partito all’inizio dell’anno con una grossa pressione psicologica da parte della stampa, ha saputo reagire anche a questo perché non è facile sopportare tutta la pressione psicologica tipo della stampa. Gli spagoli credono di assistere a una corrida, come hai visto. Sì, ho visto. Comunque ci siamo, l’abbiamo ritrovato e quindi dobbiamo essere molto contenti perché come c’è lui ci sono altri corridori come Goldti e come prima Bartoli che ci daranno le gozioni nei prossimi anni. Diciamo che ci trovando di fronte anche un ciclismo che continua a cambiare. Le generazioni prima, il cambio generazionale prima era ogni 10 anni, adesso diventa ogni 5 perché vediamo qua Nurri che ha appena 23 anni già lottare per la maglia gialla e a conquistarla, diciamo pure. 5 km la conclusione. Paltani lo abbiamo visto scattare scattare ancora. Concludiamo questa serie di giudizi con Ris e con Casagrande. Ris dimostr ha fatto una un bell’inizio di stagione con la vittoria l’amster e certamente pensava magari di partire un po’ meglio questo ma si è trovato di fronte gli avversari un po’ con più condizione un po’ più forti visti che hanno visto che hanno un’età inferiore alla sua e quindi si è trovato un attimino in difficoltà. bisogna fargli un plauso perché ha saputo lottare molto bene anche per difendere un piazzamento. Mentre per quanto riguarda Casagrande diciamo che sta andando forte, sta cercando di trovare una sua dimensione. Qual Tour sicuramente farà delle cose gregge, se non oggi, nei prossimi giorni, cercherà di mantenere la sua classifica e sicuramente lo vedremo protagonista nelle prossime corse che ci saranno in Italia o le Coppe del Mondo che ci saranno stagione. Davide Chei la situazione. 20 secondi il distacco di Ulrick, 50 secondi quello di Viren. Allora, nei 5 km e cioè da 10 km alla conclusione ai 5 Marco Pantani ha fatto una media di 23 orari, una media impressionante, una salita che presentava dei tratti al 10-11%. Questi primi 5 km hanno una pendenza intorno all’8,5-8,6%. I 23 orari sono veramente un qualcosa di straordinario. Oltre al fatto atletico, alla vittoria di Pantani c’è il fatto umano. Il ciclismo ritrova un grande campione. Sì, se ne l’avevamo intuito sui Pirenei e siamo venuti qui sull’Amped Duet per averne finalmente la certezza. Devo dire che a questo punto è valsa la pena aspettare e valsa la pena che che Pantani sia arrivato per gradi, che non che non abbia dato subito sui Pirenei questa dimostrazione. È tutto molto più bello qui sull’Alpe Duest, la montagna dove lui aveva interrotto la sua storia sportiva bellissima e dove adesso eh ritrova il gusto, ritrova soprattutto la convinzione che nella vita, quando tutto si accanisce, quando sembra che l’uscita del tunnel buio non si intraveda mai, eh con le doti del carattere, con le doti della volontà, con la resistenza, tenacemente combattendo, alla fine se ne viene fuori. Credo che lui da un punto di vista proprio umano abbia dato questa lezione. 2 anni di sofferenze, 2 anni di sfortune. L’Alpeest ultima grande vittoria di Pantani. 2 anni fa l’Alpeest ci riporta Pantani. Quant’anni che aveva iniziato questo tour con molti problemi, aveva iniziato questo tour con molte con molti enigmi, aveva paura di affrontare il tour, aveva paura di queste salite, era forse l’esame finale, esame che Pantani sta superando con 10 ele paure perché non più tardi di 20 giorni fa mi disse: “Non sono mai andato così piano in vita mia”. era una considerazione che faceva, aveva paura di di venire a questo tour perché aveva la paura di fare una brutta figura. Poi questo mal di gola, questa bronchite, una settimana di antibiotici, aveva ulteriormente appesantito la situazione, invece giorno dopo giorno ha avuto al fianco una squadra che l’ha aiutato e tra questi uomini io penso che la persona più importante sia stata anche il direttore sportivo Martinelli, il corridore che l’ha fatto passare professionista, lo conosce da molti anni, ha sempre creduto in lui e gli ha dato quella quella determinazione. quell’appoggio che vengono fuori nella giornata di oggi. E intanto sulla macchina del direttore di corsa abbiamo visto Gianmarille Blanche, direttore del Tour e Jean-Claude Chillì, mitico sciatore, direttore della società Dour France e scatta, scatta ancora Pantani. Veramente un immenso Pantani. Sì, soprattutto eh tenendo conto del fatto che ieri non ha fatto una cronometro andando a passeggio, voglio dire, mentre vediamo che Virenk paga pesantemente il dazio di questa cronometro un po’ estemporanea che l’ha visto andare bene, mentre lo stesso Urrick è costretto ad amministrare un po’ le energie perché viene da una cronometro a tutta in cui ha fatto Sfraccelli. Pantani, che pure aveva speso di suo, ancora ha avuto la forza di inventare la corsa più bella del Tour de France. Credo che veramente oggi eh stiamo assistendo a alla tappa quella con la maiuscola davanti che rappresenta forse, diciamo, eh poi rivisitando alla fine tutta tutta la storia del tour resterà come il grande fiore che la rappresenta assieme ovviamente la crono di ieri di Uri. E non possiamo dimenticare, vista la grande prestazione di Palti, però non possiamo dimenticare l’ottima prestazione di Francesco Casagrande. Sta andando molto bene, l’avevamo detto in precedenza, era uno dei corridori che si adattava in particolar modo questa salita, lo sta dimostrando, sta scalando in quarta posizione. Tanto il chilometro che dal dal quintultimo al quartultimo Marco Pantani ha fatto ancora meglio. 2 minuti e 31 è impiegato per fare 1 km alla media dei 23,800, mentre sta infliggendo pesanti ritardi a Rissa che oggi prenderà un più di 3 minuti, a Olano che prenderà più di 4 minuti, quindi sta scalando veramente ad altissima velocità questa Alpeest ancora una volta impressionante anche per il pubblico. E folla a folla, vedete, i corridori non hanno più di 1 m di strada. per raggiungere la vetta. Folla impressionante il Tour France e un grande spettacolo a tutti i livelli per noi oggi è veramente un doppio grande spettacolo grazie all’immensa prestazione di Pantan Francesco Mosè. Ricordiamo che i nostri ospiti sono Davide Cassani, Cristiano Gatti, Francesco Moser e abbiamo sentito anche Fred Mangoni presidente della Federazione americana. Adesso microfono Francesco Mosè. Tu in salita non andavi così? Beh, no, certamente no. Cercavo di difendermi. Son salito su tre ore prima dell’arrivo e c’era moltissima gente ancora che saliva in bicicletta. C’era addirittura chi andava in giù, non so se eran già arrivati in cima e già si preparavano in fondo. Comunque è impressionante la folla che c’è e poi negli ultimi chilometri la strada è piena di scritte dappertutto che poi si confondono perché quando son troppe non si riescono neanche a leggere. Comunque sicuramente eh l’Alpe Duest attira il pubblico in una maniera impressionante, forse anche la tradizione che ha sempre avuto nella corsa e e tutti è un appuntamento ormai quando la corsa arriva qui tutti arrivano a vedere questa salita mitica che ormai si ricordano da anni nella storia del tour. Un minuto in ritardo di Virank, 25 secondi quello di Urrek. Gianni, allora, manate sulle spalle, acqua, fotografi che ti si parano avanti, braccia, applausi, veramente una serie di ostacoli per chi vola verso il traguardo. Sì, perché poi arrivi anche stanco, quindi ti rimbomba un po’ tutto quanto, addirittura una bandiera adesso in testa. Sì, diciamo che adesso la parte finale è un po’ più protetta perché ci sono queste transmi che tengono da parte il pubblico e quindi il corridore ha maggior possibilità di concentrarsi sulle pedalate senza pensare a dover deviare magari ospedatore davanti a lui. I rapporti di Paltani. Ecco che finalmente la strada si allarga. Le transenne, le tanto attese transenne per chi si sta avvicinando al traguardo. Questo è Casagrande. Intanto Casagrande ha 20 m di distacco dais. Un No, attenzione. Sì, c’è Pierneris. Sì, sì, sì. Eh, un Pantan che ormai è a 2 km la conclusione. È salito una media di 23 km/h, una media elevatissima. Adesso il percorso è un po’ più leggero, la salita è meno pesante. All’ultimo chilometro c’è anche un leggero tratto in difesa. Se vi ricordate due anni fa Pantani sbagliò l’ultima curva corse il rischio di e forse proprio per questo hanno chiuso con le transenne gli ultimi 500 m. Giustamente Casani ha fatto notare, ha ricordato quell’episodio quando Paltani sbagliò proprio due anni fa. stava per portarsi nella zona nel parcheggio delle automobile. Ed ecco ancora un tratto che possiamo definire pericoloso per lo scatenato Pantani, mentre in difficoltà in difficoltà Urrich che ora sta mulinando il suo normale rapporto, è tranquillo, non ha nessun bisogno di inseguire Pantani, anche perché il secondo in classifica è alle sue spalle, quindi in posizione ottimale un rischio ancora Una volta un Ulrick molto bravo, è salito del suo pazzo, solamente 30 secondi il suo distacco da uno scatenato Pantani, quindi ha messo alle spalle scalatori come Virenk e quindi eccolo qua Viren. E quindi ancora una volta una maglia gialla sicura di sé. E la domanda nasce spontanea. Indurain avrebbe ceduto agli scatti di Pantani o sarebbe rimasto nella scia del romagnolo? Mah, la domanda ha una risposta provata, l’ha sempre lasciato andare e da corridore intelligente qual era in Dur non si è mai azzardato a resistere a queste a queste stilettate così violente. Era un corridore che eh di una che aveva un altro fisico e un’altra pedalata. lasciava che Pantani sfogasse e risparmiava, si risparmiava dolori alle gambe, si risparmiava anche figuracce e adottando il suo passo. Eh, vedete, tra l’altro, adesso vediamo che Pantani ha ancora la forza di scattare. Ovviamente adesso eh la strada spiana un po’ dopo l’ultimo chilometro e c’è l’impennata degli ultimi 300 m. Credo che si possa dire che a questo punto è fatta. Bisognerà solo adesso fare un discorso di distacchi. 13ª tappa, il 13 porta fortuna a Pantani e la seconda moto quella di Urich. Il 13 porta fortuna anche ai tifosi italiani che per la prima volta sono giunti numerosi sul traguardo. Bandiere tricolori qui sul rettilineo, bandiere tricolori anche sull’ultimo percorso. Meritava questa scena trionfale Marco Pantani che ormai agli ultimi 500 m la strada spiana, può spingere ancora un rapporto più lungo. Sì, adesso può mettere anche il 53, la moltiplica grande, mentre prima abbiamo visto Nulrick azionare un 4117 4116, ancora Ulrick inquadrato all’ultimo chilometro, quindi capoteosiogosi per Marco Pantani che dopo 2 anni torna al successo nella sua Alpedu e dopo Bugno, dopo Winnen, dopo Dotemelk anche lui concede il bis del ciclismo qui al all’Alpe Duest e ci porta al terzo posto della classifica generale il pirata, il pirata ha colpito, eccolo con le telecamere fisse a 2 anni di distanza dalla sua ultima vittoria, il Tour de France ci ripropone un grande un grandissimo Pantani. Oltre al al gesto atletico bisogna applaudire a Pantani, soprattutto il patto umano a livello morale. Questo ragazzo che ha avuto tanta tanta sfortuna, oggi finalmente può alzare nuovamente le braccia al cielo. Un gesto proprio quasi un pugno. manubrio non ha voluto alzare le braccia, ha superato il traguardo, dopodiché ha scagliato proprio un pugno contro la sfortuna. Vedete sulla destra intanto 5 ore due primi 42 secondi il tempo conclusivo. Sulla destra il ritardo di Orange. Possiamo dire che Pantani è tornato quello di due anni fa, anzi un pochino meglio perché ha impiegato 10 secondi in meno a scalare l’Alpe 2S rispetto al 95. Grande, grandissimo Faltani. Ecco Urrich, il tedesco, maglia gialla, il tedesco che ha dominato il tour volta, guarda il tempo. 46 secondi. Occhio al cronometro. Cassani, pronti per la nuova classifica. Ecco, dirà anche il beniamino dei francesi, dirà anche che comunque ottiene la terza moneta con un ritardo che ormai si avvicina ai 2 minuti. Scatta ancora una prova d’orgoglio veramente merita l’onore delle armi di rank perché anche oggi è stato tra i protagonisti. Allora, immenso Pantani, tappa di contenimento per il leader della classifica. 1:26 il ritardo di Vank. Quindi questa mattina, fra l’altro, ho visto il papà di Marco e mi ha detto: “Davide, fammi un piacere, procurmi un passo perché quando arriva Marco voglio essere subito dopo il traguardo per abbracciarlo.” Quindi te lo sentiva anche il suo papà su questa vittoria del del figlio. Quarta posizione con Urric sulla con Ris nella scia di Casagrande. ormai siamo a oltre 2 minuti sulla destra, c’è Casagrande. Un Casagrande che ha disputato una prova onorevolissima. Ris Ris sprinta con Casagrande, mentre Pantani è in terza posizione nella classifica generale e Casagrande è quarto a 2:26, mentre ecco qua Conti. Conti che a sua volta aveva vinto all’Alpe Dues. Vi avevamo detto in apertura di telecronaca, due romagnoli hanno siglato le ultime due vittorie degli italiani, Baltani e Conti. Sono Contisberg, Matuis e B. I quattro che stanno disputando la volata. 3 minuti ed è Sverg, poi Bols, poi Pantani e Madu nell’ordine, mentre ecco Loran Jalavert con Tincato. Molto bravo anche oggi Fincato, mentre è Olano che sta arrivando. Olisamente in fase calante. Naturalmente dopo questa serie di arrivi, ecco la Verpo Incato molto bene, poi ecco che arriva Olano, un Olano che esce ormai dalle prime posizioni. Avremo sicuramente pantani alla nostra postazione perché così prevede il cerimoniale che il vincitore di tappa raggiunga la postazione del telecronista mentre vediamo anche il collega Alessandro Frabretti che prepara tutti i servizi per i vari telegiornali, mentre ecco che arriva Escin, lo spagnolo, con un ritardo oltre 4 minuti. Allora, una tornata di commenti, incominciamo con Gianni Bugno. Diciamo che abbiamo visto un grande Pantanio, un ritrovato Pantani e quindi possiamo sperare nel prossimo futuro. Diciamo che il Tour de France non è ancora finito, c’è ancora da dire parecchio nelle prossime due tappe e quindi ci aspettiamo un Pantaneo, un Casagrande che ha dimostrato andar forza anche lui e allora ringraziamo Gianni Bugno, lo salutiamo. Ecco che arriva Luttenberger, ecco Camenzin. Allora, ciao Gianni, a risentirci tra poco e noi l’avevamo detto già da qualche giorno, il Tour France non è ancora finito nonostante un grande un grandissimo Urrich, ci auguriamo e oggi lo ha dimostrato che Pantani possa riaprirlo. Vediamo Fincato che però sta già ritornando sulla linea del traguardo. Allora, serie di commenti. Francesco Mosè, ma credo che sia stata impressionante la salita di Pantani che l’ha fatta quasi tutta con le mani sotto il manubrio. Sembra alla Charlie G. Sembrava che fosse sempre all’ultimo chilometro e sembra quasi impossibile che potesse tenere fino in cima, invece ha fatto una grande cosa perché ha seminato tutti i suoi avversari e credo che abbia fatto una grande impresa da ricordare sempre. condividiamo che domani c’è un’altra tappa che direi che è più adatta a lui di quella di oggi perché è corta con due salite importanti, poi un altro rivo in salita che sarà meno duro di questo, però può fare di nuovo una cosa come oggi. El Podentana e Nardello sono arrivati con un ritardo di 5 minuti. Cristiano Gffi, ma ci sono momenti dello sport che vale la pena di vivere. C’è c’è la giocata di Maradona, c’è lo slalon di Tomba, c’è il sorpasso di Schumacher. Devo dire che questa salita di Pantani eh entra in questa galleria di gesti indimenticabili che danno il senso più bello dello sport. Eh, aggiungo che il suo gesto ha un margine ancora di un piccolo margine in più eh di fascino, perché eh esce da una storia intricatissima, durissima, bruttissima. Eh, è praticamente il premio più giusto per un ragazzo che avrebbe avuto 1000 ragioni per arrendersi e che invece non si è mai arreso. E intanto è arrivato Frank Vanbrook, mentre salutiamo i tifosi di Gardito che ci auguriamo abbiano seguito alla grande questa meravigliosa prestazione di Pantani, mentre ecco che arriva Tafi, mentre questa è una comunicazione di servizio, vorremmo che appunto in cuffia ci venissero Confermati gli orari di domani, un’altra tappa importantissima Cieli. Una tappa tutta da seguire la tappa di domani. Sì, non è una tappa lunga, però abbiamo detto eh c’è l’arrivo in salita e soprattutto rispetto ad oggi sono 158 km, 148 km rispetto ad oggi prima dell’arrivo in salita, non ci sarà pianura, ma ci saranno eh due colli importanti da scalare. E forse è troppo pretendere sempre da Pantani il miracolo, ma a questo punto ci abbiamo preso gusto e con il morale che si ritroverà non è difficile pronosticarlo ancora lì davanti. La classifica, questa è la nuova classifica. Ulrick sempre in maglia gialla. Viren secondo a 6 minuti e 22 secondi. Pantani terzo a 8:25. Riz quarto a 9:41 Olano quinto a 1040. Casagrande sesto a 12:56, quindi anche una Casagrande che è salito in classifica. E allora la regia ci ripropone lo scatto finale, il trionfale arrivo di Pantani. Pantani che ha già raggiunto il podio. Analizziamo la tappa di domani con Cristiano Gatti. Sì, ho detto 100 100 sono praticamente 148 km. A km 36 c’è il Col Glandon 1924 m. Al km 86 il Col della Maddalena 2000 m esatti. Poi giù fino al km 117, poi tutta salita fino alla fine ai 2004 m di Cchovel. Eh, terreno per Scalattoni, terreno ovviamente ancora per Pantani. E a questo punto, visto che Virenchi ha soli 2 minuti e l’appetito viene mangiando, non è escluso che Pantani si imbarchi in una nuova impresa, cioè l’assalto al secondo posto. E per domani Rai Sport ha previsto questi collegamenti, il primo alle 13:20 alle 14 su Rai 3 e poi dalle 14:30 fino alla fine sempre su Rai 3. Quindi, mentre ecco che è arrivato Senenter la classifica di tappa Pantania 46 secondi, Urrich a 1,27, Venk, poi Casagrande a 227, 228 Rist, 259 Sberg, 259 Bolz e poi Conti. La classifica generale. Classifica appunto Virenca a 6 minuti e 22, Pantani a 8:25. ha guadagnato due posizioni Marco Ris è balzato al quarto posto a 9:41 Lano steso al quinto 1040 e Casagrande 12:56 il suo distacco. Due italiani nei primi sei della classifica generale al Tour non è cosa da e l’urlo l’urlo di liberazione di ce l’ha fatto rivedere il regista. Io penso che abbia anche pianto perché l’ho visto con gli occhi rossi sul podio. emozionato dopo 2 anni lontano dai da dai successi, dopo tutto quello che gli è capitato, penso che abbia sentito qualcosa oggi nel alzare le mani o comunque abbiamo detto oltre al fatto sportivo, questa tappa va vista e rivisitata sul piano umano, mentre ecco che arriva Guerini che è stato terzo al Giro d’Italia insieme Una grandissima giornata, una grande tappa, forse il giorno più bello per Pantali. Sì, dopo tutto quello che gli è successo l’inizio della stagione così si augurava, ha detto “Ma il mio sogno sarebbe quello di vincere l’Alpe Duo tante sfortune. Finalmente un un sogno che si è avverato per questo ragazzo che non si è mai dato per vinto, ha sempre tenuto duro”. Attenzione, questa è la nuova classifica provvisoria. Urrick di rank a 622, Pantani a 8 e24. Pantani può attaccare anche di rank, cioè salire al secondo posto? Certo che può farlo. Direnka non ha la mankis, la più amata dai francesi. Sì, potrebbe anche perdere la magna qua a questo punto perché Fantani ha anche messo bene in classifica nei Gran Prix della montagna. Quindi potrebbero esserci ancora molti traguardi per per Marco, mentre sta arrivando il gruppeto, Furlam, Bortolami, Frigo, ecco che arriva Shinto ed ecco qua Pantani, velocissimo. Ecco qua. Ecco, bellissima questa frase. La classe si affalla, ma non si perde. Ma guarda, oggi una corsa, credo sederti, no? Va bene, va bene. E una corsa da manuale. La squadra già dall’inizio ha tirato la tutta la corsa e anche se se io non avevo manifestato queste sensazioni eh diciamo di di di freschezza e di fiducia. Poi eh ho cominciato l’alpe un po’ un po’ in fondo perché l’abbiamo presa 1000 all’ora e ho sofferto un po’ i primi 2-3 km per rimontare le posizioni, poi una volta avanti ho impostato un po’ il mio ritmo e e diciamo è andata bene. insomma, c’ho creduto nonostante aveva ruota dei corridori eh sicuramente in forma e di classe. Ho creduto a quello che stavo facendo e a un certo punto ho avuto ragione io, insomma, e questo è per me è una grande gioia dopo dopo tante sfortune, tante sfortune, tante fatiche e sono contento, insomma. Cosa hai provato? Abbiamo visto che hai dato un pugno proprio per cacciare la squartura. Ma è una liberazione, gli ultimi metri più che che pedalare mi mi passavano avanti delle immagini eh di di di di insomma di qualche di qualche tempo fa e così insomma assomiglia un po’ al 95. Sono ritornato dopo 2 anni a fare la guardati la regia ripropone i tuoi scatti. Sei uscito da un incubo dal tunnel. Ma e sono diversi mesi che sto lottando per una vittoria importante e per per dare per ripagare un il mercatone che ci ha creduto e ha creduto in me nonostante ancora non si sapeva se sarei potuto ritornare a certi livelli e insomma una vittoria che che ci voleva per me e per tutti insomma. Senti, oltre al fatto atletico, il fatto umano, il fatto morale. Quando sei arrivato qui accanto a noi, hai detto “La classe si appanna, ma non si perde”. È stato un po’ un modo di dire, insomma. Niente, comunque sai, ci sono ci sono tante persone e che in questi momenti magari si avrebbe voglia di ringraziare e non non riesco magari a elencarle tutte. Ne elenco una per tutte, una persona che ho nel cuore che così, insomma, ogni tanto ogni tanto penso e questa vittoria la dedico a Fabio Casartelli che ha avuto più sfortuna di me e che e niente e che probabilmente è ancora nei nostri cuori come fosse fosse ieri. Senti, a questo punto tutti in Italia si domandano, puoi vincere il Tur? Ma quest’anno è difficile, molto difficile. Ci sono degli uomini che vanno fortissimo a cronometro e io ho perso diversi minuti nella prima parte per per via delle cadute e quindi è molto difficile quello che che che posso dire che probabilmente in futuro eh si può puntare a vincere un to. Un’ultima domanda, poi ti lascio andare dai colleghi Fabretti, Collini che sono là che ti aspettano. Senti, domani e dopodomani ancora salite? Sì, diciamo che c’è una serie di di tappe molto dure e con la tappa di domani corta, ma con tre colle importanti e credo che ogni giorno si costruirà eh si costruirà il il podio di Parigi e credo che le due tappe che verranno saranno veramente dure. C’è tuo padre che ti aspetta con Piadina e con il coro Romagna via. Sì, ogni tanto viene sul mio uovo e quando viene mi porta fortuna, insomma. Vai allora vai da tuo padre. Complimenti. Allora, scusa. Eh, Marco, devi fermarti ancora perché perché io lo lasciavo andare.
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