Partenza dal Principato di Monaco e arrivo a Nizza, per un totale di 33,7 km.
Nel mezzo un percorso non privo di insidie, contraddistinto da due salite non banali.
Pianeggianti gli ultimi 5,1 km fino a Nizza, dove si chiuderà una cronometro un po’ atipica per il Tour de France.
Per motivi legati all’organizzazione dell’Olimpiade di Parigi, infatti, non ci sarà la classica passerella finale sugli Champs-Élysées.
La classifica generale vede sempre al comando Tadej Pogacar, che si appresta a chiudere ogni formalità e trionfare.
Alle sue spalle Jonas Vingegaard (a 5’14”). In terza posizione c’è Remco Evenepoel (a 8’04”).
Quarto posto per Joao Almeida (a 16’45”), quinto per Mikel Landa (ritardo di 17’25”).
I primi dieci della classifica generale partiranno dal Principato fra le 18.27 (Ciccone) e le 18.45 (la maglia gialla Pogacar).
Finale commovente per Mark Cavendish, accolto sul traguardo dai grandi applausi del pubblico e dalla sua famiglia per una carriera straordinaria.
E’ il suo addio al Tour.
Martinez sempre al comando, ma all’arrivo di Nizza c’è stata festa grande per l’arrivo di Girmay, maglia verde del Tour, accolto da centinaia di connazionali e dai compagni di squadra dell’Intermarché per una corsa superba.
Con il via di Pogacar, si sono concluse tutte le partenze dal Principato.
Super partenza di Pogacar, che si tiene dietro Vingegaard (a 7″) ed Evenepoel (a 26″) al primo intermedio.
Andatura elevatissima della maglia gialla, che vuole legittimare il suo primato anche nella crono finale.
Tadej senza limiti: stravince anche la crono di Nizza: Vingegaard finisce a 1’02”, Evenepoel a 1’13” sui 33,7 chilometri dell’ultimo atto di questo Tour.
Sul podio di Nizza, con alle spalle Place de Massena, insieme a Pogacar ci sono Jonas Vingegaard e Remco Evenepoel, rispettivamente secondo e terzo:
“Questo è stato un viaggio folle, una battaglia contro loro due e insieme abbiamo scritto la storia”, ha dichiarato Pogacar durante la premiazione.
Il prossimo appuntamento per Tadej non sarà la Vuelta di Spagna come in tanti speravano e pensavano ma sarà il Mondiale di Zurigo, in programma domenica 29 settembre:
“Guardo la maglia di Campione del Mondo di Mathieu Van der Poel e penso che mi starebbe bene.
I Mondiali saranno il mio prossimo obiettivo, ma so che troverò dei grandi rivali”.
Tour de France 2024. Il secondo Grande Giro della stagione.
Ventuno tappe (dalla storica partenza di Firenze a Nizza per un arrivo insolito con una cronometro dal Principato di Monaco a Nizza, causa vicinanza con l’inizio dei Giochi Olimpici di Parigi), diciannove giorni in Maglia Gialla (che si aggiungono alle venti in Maglia Rosa al Giro), ben sei le tappe conquistate in questa edizione della Grande Boucle, Tadej Pogacar ha così conquistato il suo terzo Tour de France (dopo quello del 2020 e 2021).
Sei i Grandi Giri disputati dallo sloveno classe 1998 e portacolori della UAE Team Emirates, tutti e sei conclusi nelle prime tre posizioni.
Mai una volta ai piedi del podio.
Pogacar ha così centrato la doppietta Giro-Tour che mancava dal 1998, diventando l’ottavo ciclista di sempre capace di vincere nello stesso anno le due più grandi corse a tappe, e lo ha fatto battendo ogni record, persino quello di Eddy Merckx che tra Corsa Rosa e Grande Boucle vinse undici tappe, Pogacar è arrivato a quota dodici:
“Per alcune persone il fatto che corressi il Giro era solo una precauzione, un piano B per cautelarmi se non avessi vinto il Tour:
non è così, la mia stagione sarebbe stata bellissima anche se avessi solo vinto il Tour, ma chiaramente essere riuscito a centrare questa doppietta (che mancava da bene 26 anni, ndr) mi porta in un’altra dimensione”.