20 anni senza “Il Pirata”: lettera aperta a Marco Pantani.
Oggi è l’anniversario della scomparsa di Marco Pantani. Sono passati esattamente 20 anni. In questo video Alan ha deciso di leggere una lettera che ha scritto per lui, da romagnolo a romagnolo. Un modo diverso per rendere omaggio a un campione che ha segnato la sua generazione e non solo.

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Oggi è l’anniversario della scomparsa di Marco Pantani sono passati esattamente 20 anni in questo video ho deciso di leggere una lettera che ho scritto per lui da romagnolo a Romagnolo un modo per rendere omaggio a un campione che ha segnato la mia generazione e non solo 20anni in un secondo un secondo è

La percezione che spesso ho del tempo che è passato quando si arriva a un determinato anniversario più l’episodio vissuto è stato intenso e più Ho la sensazione che il periodo trascorso sia stato di pochi attimi un secondo appunto Caro Marco quello che è successo il 14 febbraio del 2004 rimarrà per sempre il

Giorno in cui persi il mio primo mito avevo 19 anni e fu la prima volta in cui capì che si poteva piangere e provare un dolore atroce per la perdita di qualcuno che non hai mai conosciuto di persona mito campione icona leggenda ti si può

Chiamare in più modi ma al di là delle etichette quello che ti ha reso infinitamente grandi ai miei occhi è stato vederti emergere quando stava prendendo piede la mia passione smisurata per il ciclismo chi se lo scorda quel 94 avevo 10 anni l’età Forse in cui si sogna di più Ero al mio

Secondo anno di gare tu vincevi tappe al giro e regalavi spettacolo al Tour quando la domenica andavo a gareggiare nei paesi Della Bassa Romagna non si faceva altro che parlare di te tutti alla ricerca disperata di un bar con la TV per vedere anche solo qualche minuto

Di tappa in tutta Italia si iniziava a impazzire per te Prova a immaginare in Romagna ricordo tutti quei ragazzini nel 98 l’anno magico che la domenica trovavo alle gare che indossavano la bandana in cui era raffigurata la tua caricatura da pirata Ho in mente ancora le conversazioni che ti avevano spesso come protagonisti

Sia dopo le tue vittorie che dopo gli incidenti e le sfortune che ti accadevano ognuno ciclista e nonna si sentiva in diritto di dare il suo parere tecnico Sì perché chiunque poteva capire la bellezza nel vederti staccare tutti alzandoti sui pedali con quello stile pulito e composto un gesto semplice

Quanto devastante per gli avversari tutti potevano percepire quella classe innata e non aspettavano altro che vederti togliere quella banda prima di sferrare l’attacco decisivo era bello da adolescente essere dentro quel mondo del ciclismo che aveva un protagonista un eroe di cui tutti parlavano ti sentivi come parte di un

Grande progetto perché sì tu eri quello che faceva sognare ma ogni giovane ciclista nel proprio piccolo alimentava la possibilità che in futuro ne potesse nascere un altro il movimento ciclistico italiano di quegli anni cresceva proporzionalmente alla tua popolarità ed erano davvero tanti ragazzini che iniziavano a gareggiare sulla scia dei tuoi

Successi per me sono passati 20 anni in un secondo anche per un altro motivo perché mi accorgo che per tutte le persone che ti hanno davvero amato non è cambiato nulla nessuno ha dimenticato neanche un singolo attimo di gioia vissuto attraverso le tue imprese È come

Se tu fossi esistito qui tra noi fino a qualche istante fa oggi il ciclismo italiano avrebbe tanto bisogno di nuovo Pantani uno capace di infiammare le folle avvicinare tantissima gente al ciclismo compresi i giovani facendoli sognare a occhi aperti dopo di te abbiamo avuto Nibali che ha vinto anche

Di più ha fatto un gran bene al nostro sport ma non ha sortito lo stesso effetto sull’opinione pubblica e sui mass media il perché difficile dirlo in poche parole credo che ognuno potrebbe darti una risposta diversa noi malati di ciclismo vorremmo tanto avere un altro Pantani vorremmo quel nome riconosciuto da tutti anche

Che da quelli che di bici conoscono solo quelle per andare a fare la spesa spesso però si pretende di avere il campione Il personaggio da celebrare senza pensare a quello che implica avere un successo spropositato per carità si guadagnano cifre da capogiro si può avere accesso a tutto quello che la celebrità può

Portare Ma dal momento in cui succede qualcosa di negativo e tutta quell’onda di affetto si trasforma per buona parte in odio critica cosa succede dentro l’uomo Qual è il prezzo da pagare quando si precipita nel baratro dopo essere arrivati tanto in alto nessuno se ne preoccupa perché per la maggior parte

Della gente che ha un talento e arriva a quel livello ha la responsabilità di non sbagliare e non cadere mai come se fosse una sorta di supereroe in cui abbiamo riposto tutta la nostra fiducia e speranza se arrivasse un nuovo Pantani gli augurerei di saper combattere al

Meglio contro i propri demoni di saper gestire le circostanze critiche che si possono incontrare con una vita sotto i riflettori di avere sempre tante persone affidabili al proprio fianco che non gli stiano vicino solo ed esclusivamente per sfruttarlo e non lo lasceranno solo nei momenti di buio pensa Marco questa

Persona non esiste e già mi preoccupo per lui fa abbastanza riflettere questa cosa fa ancora più riflettere il fatto che Con ogni probabilità tutti quelli che ti hanno voluto davvero bene la pensino come me e per per che ti chiederai semplice perché per noi Cè ancora lì in quella zona dei ricordi

Perfettamente nitida e viva al 100% Adesso capisci perché sono passati 20 anni in un [Musica] secondo n

48 Comments

  1. Grande Alan, con la tua lettera hai saputo ben rappresentare quello che tanti "malati di ciclismo", come li chiami tu, hanno ancora nel cuore nonostante il passare degli anni. Io sono due giorni che ho in testa il brano degli Stadio "e mi alzo sui pedali". Grazie

  2. Ma quale leggenda??? Ma cosa ha vinto più di altri? Non era Merckx, non era Froome, non era ne Gimondi, ne Coppi (morto anche lui giovane), non era Hinault, non era Binda, non era Nibali……………………….. Sono anch'io molto triste per sua morte prematura ma un po' di rispetto anche per altre vite finite prematuramente, non facciamo un mito di chi non lo è stato

  3. Maranga il ricordo di Marco è vivo ma è stato lasciato troppo solo quando aveva bisogno di aiuto…..ha dato tanto al ciclismo e ha pagato troppo…..solo i piu grandi campioni vanno oltre lo sport ti entrano nel tuo cuore e diventano parte di te.Ciao Marco grazie Alan….❤

  4. spiace a tutti per come è andata a finire ma credo che su Pantani si sia persa ormai(anche e soprattutto per volontà della sua famiglia) l'occasione per raccontare una (brutta) storia vera sostituendola con una favola mitizzata, una favola che a differenza di quelle scritte per essere tali, non ha un significato educativo ma l'esatto contrario .

  5. Ricordi bellissimi degli anni in cui da piccoli ciclisti forlivesi ci capitava a volte di incrociare in allenamento i "grandi", la Mercatone Uno con Marco, ci mettevamo unpò a ruota per salutare e sentirci anche noi così forti! Sembra passato un secondo.. 🥺

  6. Ricordo ancora quella corsa, avevo 24 anni,seguivo la corsa sulla mia 127 mentre andavo in montagna ,mancava poco al traguardo,ricordo di essermi fermato nell'unico bar di un paesello ,volevo vedere questo miracolo e chi fosse questo eroe,sembrava per me una scena fantozziana ,entrai in questo bar ,dive erano tutti seduti davanti all'unico televisorino,feci in tempo a vedere l'arrivo, non nascondo che scoppiai a piangere, in silenzio ❤ grande

  7. Da allievo ho avuto la fortuna di allenarmi qualche volta con lui quando era alla giacobazzi , alla prima salita per quei pochi secondi che l’ho visto avevo già capito che era Speciale … Ciao Marco ❤

  8. Parole da pelle d'oca.
    Mi ricordo con il mio migliore amico di guardava il giro l'emozione allo stomaco quando si alzava su i pedali e partiva, Pantani in mito.
    Finita la tappa si prendeva la bici e ricordo si cercavano le salite vicino casa per imitarlo ma era impossibile era unico è unico.
    Per me il ciclismo è rimasto lì a 20anni fa, ancora oggi pedalo con la mia bici di quell'epoca di 20 anni fa e per me Pantani resterà il mito per sempre

  9. Caro Maranga non anche se non leggerai la mia risposta,ti do il mio pensiero mi spiace ma non credo che ci meritiamo un altro Pantani,, perché? Guarda personalmente abbiamo solo preso da lui e noi che cosa gli abbiamo dato?, è più forte di me ma c'è una parte di me che si sente in colpa perché è stato lui in quegli anni che mi ha iniziato al ciclismo dopo operazione di ernia del disco, tra il 93/98 per rimettermi in salute guarda caso c'era lui e noi lo abbiamo lasciato da solo, e così è stato per molti altri personaggi famosi es Whitney Houston ecc. , sostanzialmente volevo dire che sono stati dei fenomeni ma pur sempre essere umani con le nostre identiche debolezze, e cmc per come la vedo io il vero problema è stata la solitudine e indifferenza
    Ciao Alan un grande abbraccio

  10. Bravo Alan sei una bella persona che ha ricordato con parole stupende Marco , che è entrato nel cuore della gente perchè era un uomo speciale prima di essere un Campione Immortale. Ciao Marco , grazie Alan

  11. Bravo Alan, un ricordo al mitico Panta.
    In questi giorni non si sono visti documentari o servizi tv sull'anniversario, eppure questo grande campione diventato poi martire e mito, più passa il tempo e più diventa eterno nei cuori degli appassionati di ciclismo.

  12. Bellissima lettera, molto emozionante 💔. 10 anni fa, il 14 febbraio ero a Cesenatico, a 10 anni dalla sua scomparsa, ci fu una serata per ricordarlo, c/o l'Hotel da Vinci, con personaggi dello sport, Ulrich, Garzelli, il compianto Scarponi, Franco Baresi, l'allenatore del Bologna Davide Ballardini ecc ecc…per me stare tra questi miti dello sport è stata un emozione unica, che non dimenticherò mai! Pantani forever…

  13. Ricordo ancora il telecronista che urlava si è tolto la bandana e poi….SCATTO DI PANTANI…che ricordi , grazie a lui comprai la mia prima bici da corsa…che ricordi 😢 pensare a come tutti i giornalisti siano passati da osannarlo a distruggerlo questo mi fa star male….
    è e sarà sempre una leggenda come Tomba per gli sci , Vale per le moto e Sciumy…. se solo lo avessero lasciato in pace sono convinto che poteva regalarci ancora un sacco di emozioni….RIP Marco

  14. Quando cominciava la salita aspettavamo solo che si alzasse sui pedali, poi non ce n' era più per nessuno. Ad oggi nessun altro ha saputo regalarci le stesse emozioni. Un forte abbraccio ai genitori di Marco.

  15. Esatto sono passati 20 anni in un secondo ..per me sarà sempre nel mio cuore quando arrivo a Montecampione in bici sembra ancora di sentire le voci e l'entusiasmo dei tifosi …ai piedi del suo monumento un minuto di silenzio..grande Marco 😔

  16. Non ci sono parole per descrivere quello che gli hanno combinato.
    Ma nel nostro cuore rimarrà sempre il personaggio che ha fatto innamorare una generazione al ciclismo.
    Grazie Marco

  17. Sono piemontese e vivo non troppo lontano da Oropa; tra un paio di mesi circa ,il Giro farà tappa con arrivo al Santuario,dove ,con la tappa di Grenoble al tour, Marco fece “ IL NUMERO” quello che non ti scordi, quello del “ IO C’ERO”. 25 anni fa . E’ vero, hai ragione,e’ passato solo un secondo , però tra un paio di mesi,sarò lì perché 25 anni sono fatti di talmente tanti secondi che quando sarò lì ,sarà sempre QUEL SECONDO. 🫶👋👋

  18. Bravi come sempre, belle e giuste parole…indimenticabile in tutto, ma dopo vent’anni dobbiamo ancora capire cosa è realmente successo anche se ormai è chiaro che l’ipocrisia umana ha avuto la meglio, osannandoti prima ed abbandonandoti dopo. Rimangono le tue gesta incredibili che rivivono ogni volta che facciamo una delle tue salite più care. Ciao Marco

  19. Mito di che cosa? Ve lo siete creati alla cavolo sto mito. Un corridore qualsiasi che ha perso in salita con corridori di 15 kg più di lui. Che non ha vinto niente o almeno poco.. Allora Davide Rebellin? Professionista dal 1992 al 2022, è stato uno specialista delle classiche:[1] in carriera ha vinto un'edizione dell'Amstel Gold Race (nel 2004), tre della Freccia Vallone (nel 2004, 2007 e 2009) e una della Liegi-Bastogne-Liegi (nel 2004), oltre a una tappa al Giro d'Italia e alla Parigi-Nizza 2008. Professionista fino a 51 anni, ucciso in bici nel 2022. Non è un mito? Meglio di Pantani?

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